Lardini, una vittoria pesante

Filottrano espugna Settimo Torinese, un palas alquanto insidioso

Volley A2 femminile Domenica 05 marzo

Settimo Torinese – Filottrano 1-3
16-25, 19-25, 25-21, 24-26

Settimo Torinese. Adesso si può iniziare a pensare alla finale di Coppa Italia fissata domenica, in casa, al PalaBaldinelli, nel derbyssimo contro Pesaro. Per giunta in partita unica. Alle ore 18.

Con il morale alto dopo l’ennesima vittoria, pesante, colta a Settimo Torinese. In quattro set. Tre punti cercati dalla formazione di coach Bellano in una trasferta insidiosa. E voluti. Perché solo Soverato – che Filottrano conosce bene visto che l’unica sconfitta stagionale è arrivata per la Lardini proprio contro le calabresi – era riuscita a espugnare il palazzetto piemontese portando a casa bottino pieno.

La felicità della squadra filottranese
La felicità della squadra filottranese

Filottrano come sempre non sbaglia l’approccio. Come contro Soverato e Brescia, in casa, scappa sul doppio vantaggio. Iniziando il primo set con percentuali importanti: attacca al 50%, riceve al 67% mandando in difficoltà le padrone di casa. E’ la solita Vanzurova ad aprire le danze con il suo servizio ficcante imitata più avanti da Cogliandro che piazza l’ace del 6-12 prima di schiacciare a terra gli ultimi quattro palloni che valgono il primo set.

Dopo un avvio veemente nel secondo set delle torinesi (8-2), la Lardini ricuce pian piano lo strappo. Iniziando dall’attacco con Cogliandro e Vanzurova, ma è ancora la battuta a far male alle padrone di casa con Scuka. Il servizio serve a scavare il break decisivo con il trio Mazzaro-Negrini-Vanzurova che stoppano a ripetizione gli attacchi piemontesi.

Settimo parte bene anche nel terzo set e stavolta le locali non si fanno rimontare. Protagoniste inizialmente Vilcu e Akrari. Poi i due ace consecutivi di Biganzoli spingono il Lilliput sull’11-5. Filottrano cerca di recuperare, ma i muri di Akrari e Bisio spengono le speranze di Filottrano di chiudere in tre set.

CI vuole il quarto parziale alla Lardini per esultare definitivamente. E’ il muro ancora il fondamentale che spinge Negrini e compagne a mettere nuovamente il muso avanti. Mazzaro e i due block di Scuka danno slancio (4-9) alle filottranesi che nel cuore del set piazzano altri tre muri consecutivi con Cogliandro, Bosio e ancora Scuka (10-15).Settimo recupera (17-17), ma la freddezza della Lardini è da applausi. Annullando un set point e infilzando l’avversario con l’ace di Cogliandro che fa esultare i tifosi filottranesi saliti in Piemonte. Ora sotto con la Coppa.

LILLIPUT SETTIMO TORINESE: Cumino, Bisio 13, Midriano 2, Akrari 13, Vilcu 13, Biganzoli 11, Parlangeli (L); Joly 1, Fiore, Tonello, Kone 5. N.e.: Malvicini, Cortellazzo. All. Venco – Perrotta.

LARDINI FILOTTRANO: Bosio 3, Vanzurova 23, Mazzaro 11, Cogliandro 14, Negrini 12, Scuka 7, Feliziani (L); Galazzo, Cappelli. N.e.: Tosi, Marangon (L2), Rita. All. Bellano – Quintini.

Arbitri: Nicolazzo e Cavalieri


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Fate come vi pare, ma non siate stupidi!

Breve reportage sul professor Matteo Bassetti al Festival osimano del Giornalismo d’inchiesta delle Marche


Camerano, 12 settembre 2021 – C’è questo fatto dello scorso venerdì, quello del professor Matteo Bassetti (al centro nella foto) – infettivologo e direttore della Clinica Malattie Infettive Ospedale Policlinico San Martino di Genova – ospite al Teatro Torquis di Filottrano della decima edizione del Festival del Giornalismo d’inchiesta delle Marche.

C’è la reazione sui social alla notizia pubblicata da Corriere del Conero, da parte di centinaia di lettori o pseudo tali, che hanno letteralmente massacrato Bassetti per il suo ardire a partecipare ad un festival giornalistico, lui che: “giornalista non è”, “più divo televisivo che infettivologo”, “stattene a casa, merda”, “vergognati, sei al soldo delle Bigfarma e racconti un sacco di balle”, e altre simili amenità postate dai tantissimi laureati all’Università dell’insulto-ignoranza-maleducazione.

A salutarlo, l’altra sera a Filottrano, c’erano il Prefetto di Ancona Darco Pellos, il presidente dell’Ordine dei giornalisti delle Marche Franco Elisei, l’ex sindaco di Osimo Stefano Simoncini che il Covid ha costretto su una carrozzina, lo staff organizzativo dello Ju-Ter Club e di +76, una platea di spettatori contingentata dalle normative antivirus e tantissime forze dell’ordine: Carabinieri, Polizia, Digos, Polizia Locale.

Da emerito ignorante in materia di pandemie, possessore del Green Pass (senza il quale non avrei potuto essere lì, né svolgere la professione di giornalista che racconta eventi e partecipa alle conferenze stampa, senza per questo sentirmi costretto, discriminato o defraudato della mia libertà d’espressione o di movimento), ho passato oltre due ore ad ascoltare Bassetti. E la conclusione è che mi è piaciuto sia come uomo sia come medico. Mi piace il suo modo schietto e diretto nel raccontare, il suo parlar chiaro senza timore di mandare a quel paese chi dice stronzate (modus che mi appartiene), la sua preparazione che non mi appartiene affatto.

Pensatela come vi pare. In natura, ogni specie ha il dovere di fare qualunque cosa in suo potere per salvaguardarsi, iniziando dal singolo e dalla cerchia parentale. Non esiste una regola o un protocollo, esiste l’istinto, nel caso del genere umano il buon senso, specialmente quando il nemico da combattere non si conosce e le azioni vanno inventate lì per lì e pesate in base alle sue reazioni. Inoltre, gli errori vanno messi in conto. Per cui, al di là delle mie impressioni personali, ecco alcune cose dette l’altra sera in ordine sparso da Bassetti. Leggetele come vi pare.

“Quando la critica diventa violenza, allora è inaccettabile”; “Noi siamo fortunati, chi protesta contro i vaccini dovrebbe pensare a tutti quei Paesi che ci invidiano il nostro accesso alle cure. In Africa è stata vaccinata solo il 2% della popolazione”; “il nostro sistema sanitario è uno dei tre migliori al mondo”; “in un mese, durante la fase acuta della pandemia, alcuni medici ed infermieri hanno accumulato fino a 230 ore di straordinario, e su quello non hanno avuto un euro”; “per dedicarci completamente al Covid, abbiamo chiuso gli altri reparti e questo non è più accettabile”; “quando la politica entra nella medicina fa un grande casino, ognuno faccia il suo mestiere”; “ho molta paura di quella politica che fa l’anti-scienza”.

A Matteo Bassetti piace la televisione? È vero. Nelle 50 stanze della terapia intensiva al San Martino, grazie ad una donazione del Rotary di Genova ha fatto installare 50 televisori: “i pazienti non potevano sentire la voce per via dei respiratori accesi, ma almeno vedevano delle immagini in movimento anziché una parete bianca”.

Non vedo l’ora di poter fare il terzo richiamo del vaccino. Non perché sia un maniaco delle inoculazioni, tutt’altro. Semplicemente perché al momento la medicina non ha altro da offrire per combattere le varianti del Covid e, come ha spiegato Bassetti: “le varianti si sviluppano proprio là dove il tasso di vaccinazione è stato molto basso, non a caso sono arrivate dall’Inghilterra, dal Brasile, dall’Africa…” Scuole di pensiero… In ultimo, ma questo lo dico io, fate un po’ come vi pare ma non siate stupidi né tantomeno violenti!

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