Volley A2 – Lardini una vittoria con il cuore

Battuto anche Legnano, seppur al tiebreak

Volley A2 femminile
Filottrano – Legnano 3-2
21-25, 25-17, 16-25, 27-25, 15-12

Osimo. La Lardini rischia. Rincorre sempre, vede e quasi tocca lo spauracchio della prima sconfitta poi tira fuori il cuore e la grinta per andare a cogliere l’undicesima vittoria stagionale. Non riesce agli ex, coach Pistola e Coneo, di fare lo sgambetto al Filottrano primo della classe.

Un muro della Lardini
Un muro della Lardini

Anche se Legnano ci va vicino vincendo il primo e terzo parziale. In un primo set dove la Mingardi è gran protagonista finendo in doppia cifra. Nel secondo set Feliziani e Negrini alzano l’intensità in difesa, ma è Scuka a fare il fenomeno (otto punti), efficace in attacco (71% di efficacia), al servizio (ace del 18-10) e a muro (22-15).

Nel terzo parziale l’ex Coneo mette in difficoltà le Lardinettte. I cambi di Bellano non bastano.  La musica sembra non cambiare neanche nel quarto set.  Sembra profilarsi la prima sconfitta, ma le rosanero  hanno la forza per annullare quattro match point con la coppia Vanzurova-Cogliandro. Il cuore e la grinta della Lardini sono fondamentali anche nel tiebreak.

«Abbiamo disputato una brutta gara – dice coach Massimo Bellano -. Faccio i complimenti a Legnano, perché Pistola sta creando qualcosa di importante. Hanno difeso tantissimo, mettendoci in difficoltà nel cambio palla. C’abbiamo messo molto a trovare tempo e ordine su situazioni di palla alta. Ci sono però anche le cose positive. Siamo stati bravi a ribaltare le situazioni nel quarto e quinto set. Siamo rimasti con la testa nel pezzo».

Coach Bellano durante un time out
Coach Bellano durante un time out

Intanto si comincia a pensare già al derby di Pesaro nel giorno di Santo Stefano. Bellano risponde così. «Interessa poco chi è l’avversario. L’importante per ora è tornare a giocare meglio». Sarà scontro tra prima e seconda della classe distanziate solo da quattro punti. Le protagoniste indiscusse fin qui del torneo di A2 femminile.

LARDINI FILOTTRANO: Bosio, Vanzurova 20, Mazzaro 9, Cogliandro 14, Negrini 10, Scuka 21, Feliziani (L); Galazzo 2, Rita 2, Cappelli 1. N.e.: Tosi, Marangon, Paolucci. All. Bellano – Quintini.

SAB GRIMA LEGNANO: De Lellis 3, Mingardi 20, Facchinetti 10, Furlan 8, Coneo 21, Grigolo 8, Paris (L); Figini, Bossi. N.e.: Muzi, Kosareva, Mazzotti. All. Pistola – Tettamanti.

Arbitri: Saltalippi e Toni


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

“Perché noi siamo amore…”

Giornata di San Valentino 2021


Camerano, 14 febbraio 2021 – Facciamo un po’ di storia sulla festa degli innamorati senza arrivare a scomodare l’antica Roma dei Cesari. La leggenda narra che il santo avrebbe donato a una fanciulla povera una somma di denaro necessaria come dote per il suo sposalizio, che, senza di questa, non si sarebbe potuto celebrare, esponendo la ragazza priva di mezzi e di altro sostegno al rischio della perdizione. Il generoso dono – frutto di amore e finalizzato all’amore – avrebbe creato la tradizione di considerare il santo vescovo Valentino come il protettore degli innamorati.

La più antica Valentina di cui sia rimasta traccia risale al XV secolo e fu scritta da Carlo d’Orléans, all’epoca detenuto nella Torre di Londra dopo la sconfitta alla battaglia di Agincourt (1415). Carlo si rivolge a sua moglie (la seconda, Bonne di Armagnac) con le parole: Je suis desja d’amour tanné, ma tres doulce Valentinée… (Sono già malato d’amore, mia dolcissima Valentina).

Inoltre, alla metà di febbraio si riscontrano i primi segni di risveglio della natura; nel Medioevo, soprattutto in Francia e Inghilterra, si riteneva che in quella data cominciasse l’accoppiamento degli uccelli, quindi l’evento si prestava a essere considerato la festa degli innamorati.[

A dare impulso alla festa, soprattutto nei paesi di cultura anglosassone, e per imitazione anche altrove, è stato lo scambio di valentine, bigliettini d’amore spesso sagomati nella forma di cuori stilizzati o secondo altri temi tipici della rappresentazione popolare dell’amore romantico: la colomba, l’immagine di Cupido con arco e frecce… (nella foto, Amore e Psiche, particolare della scultura del Canova). La Greeting Card Association ha stimato che ogni anno venivano spediti il 14 febbraio circa un miliardo di biglietti d’auguri. Si è andati avanti così fin quasi alla fine degli anni 2000, anche grazie ad alcuni imprenditori statunitensi come Esther Howland che iniziarono a produrre biglietti di san Valentino su scala industriale.

Oggi non si fa quasi più, gli innamorati del 2020 preferiscono scambiarsi scatole di cioccolatini, fiori, qualche gioiello. Senza dimenticare miliardi di frasi sdolcinate scambiate via Whatsapp e Instagram.  E impazza festeggiare al ristorante. Pienissimi quest’anno, ma a pranzo e non più a cena per via della pandemia.

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C’è chi condanna questa festa additandola come un’operazione puramente commerciale, ma sono per larga parte innamorati delusi o cornuti traditi. Altri, sostengono che se ami qualcuno devi dimostrarlo tutto l’anno e non solo il 14 febbraio.

Sia come sia, e che piaccia o no, è indubbio che l’amore muova il mondo: “l’amor che move il sole e l’altre stelle”, scriveva Dante Aligheri nell’ultimo verso della sua Divina Commedia. E se lo diceva lui…

Che esista un giorno deputato a celebrare l’amore, alla fine, non fa male a nessuno. Ed è giusto che i nostri ragazzi – ma vale per tutti gli innamorati e le coppie del mondo – possano sognare e pensare l’amore che stanno vivendo come unico, irripetibile e per sempre. Certo, è uno dei più grossi inganni che l’esistenza possa riservare, ma non diciamoglielo mai.

Perché viverlo, l’amore, produce il più grande stravolgimento ormonale, emotivo e sensoriale che si possa provare nell’arco di una vita. Non esiste nient’altro al confronto, “Perché noi siamo amore”, come canta il professor Roberto Vecchioni in Chiamami ancora amore (video allegato).

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