Lardini, è una dolce sconfitta: sarà ancora serie A1

Dodicesima giornata di ritorno della Samsung Volley Cup di serie A1

LARDINI FILOTTRANO – IL BISONTE FIRENZE 1-3

Osimo, 25 marzo 2019 – Difficile immaginare sconfitta più “dolce” per la Lardini, che con un turno di anticipo si conferma in serie A1. Al PalaBaldinelli vince Il Bisonte Firenze (3-1), ma alla fine è determinante il successo (3-1) del Club Italia Crai sulla Reale Mutua Fenera, che lascia inalterati i 5 punti di divario tra Filottrano e Chieri.

La Lardini può legittimamente festeggiare l’ottenimento di un risultato storico, dopo l’amaro finale della passata stagione (vani per quoziente set i due punti ottenuti all’ultima giornata proprio contro Il Bisonte), figlio di un cammino difficile e con tanti intoppi, ma nel quale la formazione di coach Schiavo è sistematicamente stata sopra la zona retrocessione. Per l’ultimo atto casalingo, il tecnico carpigiano conferma il 6+1 standard, con Tominaga in regìa, Whitney opposta, Garzaro e Cogliandro centrali, Partenio e Vasilantonaki di banda, Cardullo nel ruolo di libero.

Dall’altra parte della rete Caprara (in tribuna per squalifica) e il suo secondo Cervellin scelgono Dijkema al palleggio, Sorokaite a completare la diagonale, Alberti e Popovic al centro, Daalderop e Degradi in banda, Parrocchiale libero.

Firenze fa l’andatura in avvio (4-5), sfruttando il servizio (ace Alberti, 5-7) e l’alta percentuale sul primo attacco. Il tocco di seconda di Tominaga e l’attacco di Vasilantonaki consentono alla Lardini di impattare (9-9), ma è Il Bisonte ad accelerare con Daalderop (8 punti nel set) e Degradi (11-15). La Lardini soffre in ricezione (47% di positive), il pallonetto di Degradi allarga le distanze (12-17), ma la squadra di coach Schiavo non abbassa la guardia, sostenuta dal 51% in attacco: Cogliandro e Whitney la rimettono in carreggiata (15-18), Vasilantonaki (7 punti con il 54%) accorcia a -2 (18-20). Lippmann a muro frena l’impeto della Lardini (24-24), ma solo per un attimo, Partenio gioca con le mani del muro e riporta avanti Filottrano, Bonciani sbaglia l’alzata e garantisce l’1-0 alla Lardini.

L’adrenalina del finale di set resta in corpo in un avvio di secondo parziale in cui Filottrano spinge con Vasilantonaki (5-4), ma deve anche fare i conti (7-10) con il muro di una Lippmann decisamente in palla (9 punti con il 60% nel set). Whitney accorcia (9-10), Cogliandro (con l’ausilio del check) e Vasilantonaki impattano (13-13), Tominaga risponde al muro di Popovic e l’ace di Cogliandro segna il 15-15. Lardini e Il Bisonte danno vita ad un appassionante testa a testa, l’ace di Whitney rimette la Lardini in testa (20-19). Firenze risponde subito con Sorokaite (20-21), ma sono soprattutto i muri di Popovic a fare la differenza nel finale di set (21-25).

Il Bisonte parte a razzo (0-3 sul servizio di Sorokaite) in una terza frazione in costante rincorsa per la Lardini. Le padrone di casa provano a prendere slancio con Whitney e il tocco di Tominaga, ma nonostante le difese di Cardullo è Firenze a correre con Lippmann e Daalpderop (9-12). E’ con le fast di Cogliandro che la Lardini azzera il divario, approfittando anche di un attacco largo di Lippmann (15-15), ma Firenze (che in attacco sale al 52%) rilancia immediatamente con Sorokaite (7 punti nel set), che fissa il 16-21 direttamente dal servizio. E’ il break che di fatto decide il set, perché Lippmann e Daalderop (7 punti con il 63%) capitalizzano in attacco per il 2-1 di Firenze.

Osimo – Sorokaite premiata MVP Moncaro

Capitan Garzaro (attacco e muro) suona la carica, la Lardini riparte dai punti di Whitney e da una Cardullo stratosferica (9-5), ma è ancora il servizio a far pendere l’ago della bilancia dalla parte ospite: gli ace di Sorokaite (10-9) e Daalderop (top scorer con 25 punti e il 62% in attacco) capovolgono l’esito del parziale (13-14). Garzaro firma la parità a quota 15, ma Firenze scappa via con i muri di Lippmann e Popovic (16-20). Whitney prova a ridurre il gap (19-22), Firenze si costruisce 5 match point (19-24). Garzaro ci mette il muro (21-24), Sorokaite (premiata MVP Moncaro) mette al sicuro successo e settimo posto. Via etere arriva la notizia del successo del Club Italia Crai di Massimo Bellano sulla Reale Mutua Fenera Chieri e la certezza che per la Lardini sarà ancora serie A1.

Il Tabellino

LARDINI FILOTTRANO: Tominaga 2, Whitney 17, Garzaro 10, Cogliandro 8, Partenio 12, Vasilantonaki 15, Cardullo (L); Baggi. N.e.: Brcic, Rumori, Pisani. All. Schiavo – Rocca.

IL BISONTE FIRENZE: Dijkema 2, Sorokaite 17, Alberti 6, Popovic 9, Daalderop 25, Degradi 5, Parrocchiale (L); Lippman 18, Bonciani, Candi, Venturi. N.e.: Malesevic. All. Caprara (in tribuna per squalifica) – Cervellin.

ARBITRI: Sessolo – Somansino.

PARZIALI: 26-24 (29’), 21-25 (29’), 19-25 (23’), 21-25 (28’).

NOTE: spettatori 1.300 circa. Prima della gara il presidente della Pallavolo Filottrano, Renzo Gobbi, ha omaggiato con un mazzo di fiori l’argento mondiale Beatrice Parrocchiale. Lardini: battute sbagliate 9, battute vincenti 2, muri 4, ricezione positiva 46% (31% perfetta), attacco 43%. Firenze: b.s. 8, b.v. 5, mu. 11, ric. pos. 43% (27% perf.), att. 50%. MVP Moncaro: Indre Sorokaite.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primarie del centrosinistra ad Ancona

Lo scontro politico per scegliere il candidato sindaco è fra Ida Simonella e Carlo Maria Pesaresi


Camerano, 23 novembre 2022 – A solleticare questo paneburro&marmellata – ultimamente non è semplice trovare argomenti stimolanti – è stato un lungo post su Facebook di Ezio Gabrielli pubblicato qualche giorno fa e intitolato “Si torna a respirare!”. Consiglio di leggerlo. Argomento: le primarie del centrosinistra ad Ancona per scegliere il candidato sindaco alle Amministrative del 2023.

Due sono i candidati: Ida Simonella, appoggiata apertamente e senza tanti fronzoli dal sindaco uscente Valeria Mancinelli, e Carlo Maria Pesaresi. Quest’ultimo, nelle grazie di Ezio Gabrielli: lo ammette con forza nel suo post di cui, tra l’altro, condivido quasi in toto l’analisi.

Sono 17 i seggi scelti per le primarie sparsi in città, ai quali domenica 27 novembre potranno accedere dalle ore 8.00 alle 20.00 (tranne i seggi 9 e 12 aperti dalle 8.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 20.00), tutti gli anconetani dai 16 anni in su, previo un minimo contributo in denaro che pare essere volontario.

La feroce critica di Gabrielli al doppio mandato consumato dalla Mancinelli, la condivido. Non conosco personalmente lui, o i due candidati in lizza, o la Sindaca uscente, per cui posso dire la mia senza vincoli di sorta.

«L’impegno di Carlo Pesaresi di questi giorni ha imposto a tutto il centrosinistra, comprese le parti più recalcitranti e settarie, di rimettersi in moto rianimando un sistema linfatico di relazione che l’approccio Mancinelliano della delega in bianco – ed è questa la critica più feroce che deve essere rivolta a quel gruppo dirigente – aveva inaridito», scrive Gabrielli. E ancora: «Il centrosinistra ha realmente creduto che si potesse presidiare un territorio con l’idea dell’uomo/donna forte a cui delegare le scelte… e lo scorso settembre ci siamo, anche nella nostra città, ritrovati con un corpo rattrappito (incapace financo di fare una iniziativa elettorale con tutti i candidati alla Camera, Senato e Primarie), bloccato dall’anoressia di confronto e di idee e così, ritrovarci con una manciata di voti di distanza dal centrodestra».

«Abbiamo governato bene – continua Gabrielli – ma abbiamo manifestato limiti; nelle dinamiche complesse (esempio fra tutte la costruzione dell’azienda unica provinciale dei rifiuti, obbiettivo principale che era stato dato alla Mancinelli sette anni fa), la politica della delega e della semplificazione arrogante non ha funzionato; un tempo siamo stati un capoluogo di regione ma abbiamo perso, in favore di una visione “paesana”, la capacità di esercitare quel ruolo».

Su “abbiamo governato bene” caro Gabrielli, dissento. L’Ancona di oggi non è migliore di quella presa in mano dalla Mancinelli dieci anni fa. Ancona capoluogo di regione, oggi, è una bestemmia. Basta fare un giro a Fano, Pesaro Urbino, Civitanova o Ascoli per capire e toccare con mano quanta vita sociale ed economica in più ci sia in quelle realtà rispetto alla dorica. Invito i lettori ad esprimersi su questo concetto.

In ultimo, al di là delle manovre di partito e degli eventuali interessi in gioco, personalmente m’interessa poco chi sarà il candidato Sindaco di Ancona del centrosinistra. Che sia Simonella o che sia Pesaresi – dalle voci di corridoio, il vincitore delle primarie del centrosinistra si dovrà misurare con il candidato di centrodestra Daniele Silvetti, attuale presidente dell’Ente Parco del Conero, ma non c’è nulla di ufficiale – quel che davvero m’interessa, e credo sia così anche per la gran parte degli anconetani, è che il nuovo Sindaco di Ancona abbia le capacità necessarie, e la giusta visione, per riportare Ancona al centro della regione Marche sul piano politico, geografico, sociale, industriale, culturale e turistico. Un gran lavoro, non lo nego, ma è un lavoro che va fatto se Ancona vuole restare a pieno titolo capoluogo di regione.

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