Lardini, che peccato: la rimonta svanisce sul più bello!

Decima giornata di ritorno della Samsung Volley Cup di serie A1 femminile

LARDINI FILOTTRANO – UNET E-WORK BUSTO ARSIZIO 1-3

Osimo (An), 11 marzo 2019 Alla fine resta il rammarico e un urlo strozzato in gola. La Lardini esce sconfitta (1-3) dal confronto con la Unet E-Work Busto Arsizio, la rimonta svanisce nel finale di un quarto set deciso dagli attacchi di Herbots (20 punti e premio di migliore in campo). Non basta una bella reazione e due set di assoluto spessore, dopo una prestazione altalenante contro un’ottima Busto, per muovere la classifica.

La Lardini inizia bene, Vasilantonaki la spinge sul 3-1, ma il servizio consente a Busto Arsizio di invertire subito l’andamento del set: Orro piazza l’ace del 3-3, Berti punisce la ricezione lunga filottranese (6-8). Tominaga si mette in proprio con l’ace del 9-9, Garzaro e Whitney tengono la Lardini in linea (11-11), ma la Unet E-Work trae beneficio dal servizio di Herbots (11-13) e da un attacco che nel set viaggia al 59%. La Unet non fatica ad arrivare a quota 24 e chiudere al terzo set-point.

Busto Arsizio tiene saldamente in mano anche la seconda frazione, calando l’efficienza offensiva (32%), ma sfruttando al meglio il muro (5). La Lardini è costretta ad inseguire (5-9), l’ingresso di Baggi le garantisce maggiore solidità in ricezione, ma sono i muri di Berti e Bonifacio a respingere ogni tentativo filottranese di tornare sotto nel punteggio (15-20). L’ace di Baggi consente alla Lardini di tornare a -2 (18-20), ma la Unet torna ad allungare con Gennari e Berti (20-24). Partenio (6 punti con il 75%) e Baggi annullano due palle-set, ma lo 0-2 si materializza su un’invasione a muro.

Il doppio svantaggio non scoraggia una Lardini che riparte con Vasilantonaki (4-2) e con Cogliandro (primo tempo ed ace) prende un buon margine (11-6). Busto risponde con Grobelna e il muro di Orro (11-9), trovando con la schiacciatrice belga l’immediata parità a quota 12. La Lardini ci mette carattere e una diversa intensità difensiva per rimanere aggrappata con le unghie alla parità, rimettendo la freccia con Partenio (17-16). Filottrano attacca fuori dopo un’azione interminabile (21-23). E’ il break che consente alla Unet di arrivare con Bonifacio al match-ball (22-24), ma prima Cumino sbaglia il servizio e poi il provvidenziale muro di Cogliandro (dopo una gran difesa di Cardullo) allunga la partita agli extrapoint.

Bonifacio conquista la terza palla dello 0-3, che il video check cancella (attacco out di Meijners). La difesa consente a Whitney (7 punti nel set) di contrattaccare per il 26-25, vantaggio che la Lardini capitalizza grazie ad un’invasione aerea di Busto.

Il successo parziale galvanizza la formazione filottranese: Vasilantonaki apre e chiude un break di 8-1 (12-7) che passa anche per l’attacco di prima intenzione di Tominaga e la diagonale vincente di Partenio (16 punti con il 55% nel match). La Lardini deve però fare i conti con il veemente ritorno di una Unet che sfrutta l’ace di Piani e il muro di Berti per accorciare le distanze (12-10). Garzaro ci mette il muro (15-11), Busto si fa minacciosa con Gennari ed Herbots (16-15) e trova la parità sull’ace di Orro (16-16).

Herbots, premiata MVP da Beautidea

Tutto da rifare per la Lardini, che resta avanti con Vasilantonaki e Cogliandro (19-18), Herbots mette la freccia (20-21), il video check tramuta il possibile 22-22 in 21-23 (attacco out). E’ un break che risulta decisivo, anche perché Orro affida i palloni che scottano a Herbots (MVP Beautidea). La Lardini ci prova fino in fondo, Cardullo (95% di ricezioni positive) recupera l’ennesimo pallone che Vasilantonaki trasforma nel 23-24, ma è ancora Herbots a scrivere la parola fine sulla gara.

Il Tabellino

LARDINI FILOTTRANO: Tominaga 5, Whitney 18, Garzaro 5, Cogliandro 8, Partenio 16, Vasilantonaki 15, Cardullo (L); Baggi 3, Brcic, Pisani. N.e.: Rumori. All. Schiavo – Rocca.

UNET E-WORK BUSTO ARSIZIO: Orro 8, Grobelna 9, Berti 11, Bonifacio 9, Gennari 11, Herbots 20, Leonardi (L); Piani 4, Cumino, Meijners. N.e.: Peruzzo, Samadan, Botezat. All. Mencarelli – Musso.

ARBITRI: Merli – Toni.

PARZIALI: 19-25 (24’), 22-25 (26’), 27-25 (33’), 23-25 (30’).

NOTE: spettatori 1.200 circa. Lardini: battute sbagliate 11, battute vincenti 3, muri 4, ricezione positiva 70% (52% perfetta), attacco 45%. Busto Arsizio: b.s. 7, b.v. 5, mu. 11, ric. pos. 58% (44%), att. 41%. MVP: Britt Herbots.

 

redazionale


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

a cura di Paolo Fileni
Pane Burro & Marmellata

 

UNA BOTTIGLIA DI PLASTICA CI UCCIDERÀ!                                                                                                 La natura non può decomporre la nostra imbecillità

19 marzo 2019 – Le buste di plastica per la spesa sono leggerissime,tanto quanto l’indifferenza dei più che ne sottovalutano la pericolosità per l’uomo e l’ambiente. E non solo perché c’è stato qualcuno che ci ha infilato la testa dentro ed è morto asfissiato. O c’è stato qualche animale domestico che ha ingerito una busta di plastica rimanendone soffocato.

Oggi, le buste di plastica sono proibite, ma la gente continua ad usare quelle che aveva in casa e chissà quando spariranno del tutto, considerato che la plastica immessa nell’ambiente impiega mediamente 450 anni per biodegradarsi. E anche dopo tutto questo tempo, non sparisce affatto. Si trasforma in micro particelle che vengono ingerite da animali e pesci, entrando così nella nostra catena alimentare. E in quella dei più grandi cetacei sparsi nei mari di tutto il mondo.

Aveva 40 chili di plastica nello stomaco la balena trovata morta tempo fa su una spiaggia delle Filippine. Lo hanno reso pubblico i ricercatori del D’ Bone Collector Museum. Un museo di storia naturale con sede nella città di Davao nelle Filippine che hanno rinvenuto la carcassa del cetaceo.

«L’animale aveva al suo interno un quantitativo di plastica che mai avevamo visto prima in una balena – hanno informato da quel museo – 16 sacchi di riso nel suo stomaco e un imprecisato numero di sacchetti di plastica per la spesa. Non eravamo preparati ad una simile quantità. Era enorme, e la plastica si stava calcificando».

Le balene ingeriscono sacchi di plastica interi, le orate, le spigole, le sarde ingeriscono le microplastiche, che sono tossiche. Così, quando andiamo al ristorante e ordiniamo un’orata alla griglia, rischiamo d’ingerire anche una certa quantità di microplastiche. Il vantaggio è che non le troveremo sul conto. Sono gratis, inodori e insapori ma altamente letali per il nostro organismo.

Quanto impiega l’ambiente a decomporre ciò che gettiamo?

  • frutta e verdura: 5/6 settimane
  • carta: 2/3 settimane – pagine di un giornale: 5/6 settimane
  • cotone e altri tessuti: circa 2 mesi – una corda: 14 mesi
  • lana: circa 2 anni – abbigliamento in pelle: 50 anni – stivale in gomma: 80 anni
  • legno verniciato: 13 anni – scatole di latta: 50 anni – alluminio: 200 anni
  • bottiglia d’acqua in plastica: 450 anni – busta per la spesa: 20 anni
  • bottiglia di vetro: 1 o 2 milioni di anni: nessuno è vissuto tanto a lungo da poterne misurare la decomposizione.

Per decomporre l’imbecillità umana, invece, impiega molto più di una bottiglia di vetro.

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi