La Nef Osimo pur migliorando cede al Volley Potentino

I “senza testa” sempre in partita e sempre a un soffio dal vincere il set

Volley Serie B maschile Marche 

VOLLEY POTENTINO – LA NEF OSIMO 3-0 (25-21; 25-23; 26-24)

Osimo, 21 marzo 2021 – La Nef Osimo si arrende alla capolista Volley Potentino per 3-0. Al termine di un match tirato e combattuto, i “senza testa” cedono alla seconda forza del girone dopo aver sfoderato una prova convincente, dove purtroppo non si è riusciti per poco a conquistare qualche set.

Infatti, al di là del risultato netto, i ragazzi di coach Roberto Masciarelli sono sempre stati in partita trovando soluzioni efficaci in attacco e delle buone risposte in ricezione. Ancora privi di Matteo Albanesi, infortunato, i biancoblu sono sempre riusciti a trovare un buon avvio, per poi subire il rientro dei padroni di casa a metà frazione, sorretti spesso da Jacopo Angeli e l’ex di turno Matteo Rossetti.

La panchina de La Nef Osimo

Tutti e tre i set si sono conclusi con un avvincente testa a testa che ha visto cedere La Nef Osimo sempre nel finale: 25-21, 25-23 e 26-24. Una prova che comunque cancella l’ultima prestazione negativa contro la Bontempi Netoip Ancona.

«Diciamo che non sono soddisfatto visto che, in un percorso di crescita, è importante portare a casa dei punti quando si gioca meglio – commenta coach Masciarelli – tuttavia sono contento della prestazione e mi dispiace per i ragazzi perché, dopo alcune prove non brillanti, oggi sono stati proprio bravi. Purtroppo c’è mancato il guizzo finale e mi sarebbe piaciuto che questo modo di stare in campo fosse stato ripagato dai risultati perché questo avrebbe aiutato la costanza e la crescita».

Il Tabellino

VOLLEY POTENTINO: Giorgini, Bizzarri 4, Pierleoni, Miscio, Picardo 4, Lucarini, Angeli 16, Emili 2, Attolico 7, Rossetti 19, Gentilucci 1 All. Massera

LA NEF OSIMO: Valla 15, Schiaroli, Uncini, Gamberini, Carletti, Polidori 4, Paolucci 4, Gagliardi 2, Carrer, Bobò, Stella 6, Silvestroni 5, Molari All. Masciarelli

Arbitri: Eleonora Candeloro ed Alessio Cocco

 

redazionale

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Mascherine usa e getta: nuovo rifiuto 2.2

Una stima parla di quasi due miliardi che finiranno quest’anno negli oceani del mondo


Camerano, 5 aprile 2021 – L’allarme arriva dal Regno Unito, dove una recente analisi condotta dalla North London Waste Authority ha evidenziato come ogni settimana in quel Paese vengano usate e gettate via 102 milioni di mascherine usa e getta. Per rendere l’idea, ricoprirebbero un campo di calcio per ben 232 volte, come scrive la giornalista Francesca Mancuso su greenMe.

Purtroppo è vero: le mascherine usa e getta, quelle che ci proteggono dal virus, sono diventate il rifiuto più importante nell’arco dell’ultimo anno e mezzo. Un rifiuto, per intenderci, che ha superato di gran lunga quello delle bottiglie e dei sacchetti di plastica di cui stiamo per liberarci. Un rifiuto, insieme ai guanti in lattice, che la gente abbandona ovunque: per strada, nelle piazze, nei giardini pubblici, nei campi, lungo i sentieri di montagna, in spiaggia, in alto mare.

Un rifiuto che nessuno smaltisce per paura di un eventuale contagio o, più semplicemente, per menefreghismo. Una negligenza imperdonabile che, a livello trasversale, va imputata sia alla maleducazione delle persone sia all’indifferenza degli enti e delle imprese che dovrebbero smaltirle. Tanto che lo studio britannico, nell’invitare ad affrontare il problema che ormai è mondiale, suggerisce di rivederne la produzione invitando ad utilizzare prodotti biodegradabili.

Un problema serio, dunque, che riguarda tutti e che va risolto al più presto. Ho provato, nel mio piccolo, a testare quanto serio possa essere davvero. L’ho fatto, semplicemente, fotografando le mascherine abbandonate lungo il percorso che faccio abitualmente a Camerano, dove vivo, portando a spasso il mio cane. Un percorso di circa un chilometro e mezzo lungo un tratto di Via Loretana, l’area cani nei giardinetti di Via Scandalli, il parco degli orti. Risultato: ne ho incrociate una trentina. In foto la testimonianza di parte di esse.

Considerato che in Italia i Comuni sono oltre settemila, non è così empirico dire che in totale, in un solo chilometro e mezzo di essi, si siano accumulate come rifiuto oltre 237mila mascherine. Se si moltiplica il dato per tutti i possibili chilometri e mezzo percorribili in ogni Comune, si arriverà ad una cifra stratosferica di mascherine abbandonate sul territorio nazionale. Stimiamo, al ribasso, non meno di una decina di milioni? Sono convinto siano di più.

Una stima dello studio britannico parla di quasi due miliardi di mascherine che quest’anno finiranno negli oceani del mondo. Che facciamo, le lasciamo lì? Educare ad un sano e corretto smaltimento due miliardi di cretini, lo vedo poco percorribile. Chiamare a raccolta Greta Thunberg e i suoi seguaci ambientalisti, altrettanto. Finirà come con la plastica: spenderemo miliardi di euro per sbarazzarcene, e tutto grazie alla stupidità e alla maleducazione di tante persone. Le stesse che ogni giorno si lamentano dell’immane spesa pubblica destinata all’ambiente.

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