La Nef Osimo piega la Sampress Loreto

Prima vittoria stagionale in casa dei “senza testa” che migliorano partita dopo partita

Volley Serie B girone F1

LA NEF OSIMO – SAMPRESS LORETO 3-0 (25-14; 25-17; 27-25)

Osimo, 28 marzo 2021 – La Nef Osimo coglie il primo successo stagionale al PalaBellini per 3-0 sulla Sampress Loreto e chiude nel migliore dei modi la prima fase. I ragazzi di coach Roberto Masciarelli con autorità trovano un prezioso successo e confermano i miglioramenti mostrati nell’ultimo periodo. Una bella iniezione di fiducia in attesa dell’inizio della seconda fase.

Osimo – L’esultanza dei ragazzi de La Nef

Buon avvio de La Nef Osimo che, con due muri di Polidori e due ace di Valla, passa sul 5-1. Ancora Polidori e Stella trovano buoni attacchi, sfruttando anche la poca precisione in difesa degli ospiti. I “senza testa” passano sul 9-2 e coach Romano Giannini chiama time-out, così i lauretani rientrano sul 10-6 sfruttando alcuni errori in ricezione dei padroni di casa. Stella si accende in attacco ed il muro osimano è insuperabile, 16-8, così La Nef si porta a casa il primo set con l’ultimo attacco vincente di Silvestroni, 25-14.

Nel secondo set ancora bene in difesa i ragazzi di coach Masciarelli, 3-1, ma la Sampress Loreto tiene bene a muro, 4-4. La frazione è equilibrata con i “senza testa” che commettono qualche errore di troppo in attacco. Gli ospiti passano avanti sul 10-12, dopo aver inseguito, e la risposta a muro dei padroni di casa vale il 12-12. Nuovo contro sorpasso de La Nef con Polidori, 17-15, poi ancora il muro osimano blocca gli attacchi avversari, 20-15. Finale in crescendo per i “senza testa” che staccano i lauretani e chiudono sul 25-17.

Nel terzo set parte meglio la compagine di coach Giannini, 2-6, sfruttando anche la buona difesa sugli attacchi osimani. Paolucci in battuta accorcia le distanze, 5-7, poi Valla impatta sul 9-9. Si prosegue sul binario dell’equilibrio ma a muro i “senza testa” passano avanti sul 15-13. Loreto si fa nuovamente sotto, 17-17, e si arriva al finale in equilibrio. Silvestroni mette a terra il 24-23 ma sbaglia in battuta, 24-24: tocca a Molari trovare il punto finale del 27-25 che chiude i giochi a favore de La Nef Osimo.

«Abbiamo preparato questa sfida nel migliore dei modi durante la settimana – commenta il capitano Amedeo Gagliardi – Il nostro obiettivo da lunedì era quello di provare a vincere visto che, dopo la buona prestazione a Potenza Picena, ci meritavamo qualcosa in più. Oggi ci siamo riusciti e devo dire che nella correlazione di muro-difesa siamo andati molto forte e siamo molto contenti di tutto ciò. Si tratta della nostra prima vittoria al PalaBellini però ci dispiace che non ci sia il nostro pubblico, perché avremmo voluto festeggiare con loro, ma siamo contenti di esserci sbloccati anche in casa».

Il Tabellino

LA NEF OSIMO: Valla 10, Schiaroli, Gamberini, Carletti, Iachini, Polidori 13, Paolucci 7, Gagliardi 1, Carrer, Uncini, Stella 21, Silvestroni 7, Molari 1 All. Masciarelli

SAMPRESS LORETO: Sarnari 1, Ferri, Carletti, Stoico 4, Torregiani 1, Alessandrini 5, Medici 1, Palazzesi 8, Coppari, Dignani, Mangiaterra, Vignaroli 4, Atzeni, Nobili 1 All. Giannini

Arbitri: Chiara Mochi e Giulia Natalini

 

redazionale

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Mascherine usa e getta: nuovo rifiuto 2.2

Una stima parla di quasi due miliardi che finiranno quest’anno negli oceani del mondo


Camerano, 5 aprile 2021 – L’allarme arriva dal Regno Unito, dove una recente analisi condotta dalla North London Waste Authority ha evidenziato come ogni settimana in quel Paese vengano usate e gettate via 102 milioni di mascherine usa e getta. Per rendere l’idea, ricoprirebbero un campo di calcio per ben 232 volte, come scrive la giornalista Francesca Mancuso su greenMe.

Purtroppo è vero: le mascherine usa e getta, quelle che ci proteggono dal virus, sono diventate il rifiuto più importante nell’arco dell’ultimo anno e mezzo. Un rifiuto, per intenderci, che ha superato di gran lunga quello delle bottiglie e dei sacchetti di plastica di cui stiamo per liberarci. Un rifiuto, insieme ai guanti in lattice, che la gente abbandona ovunque: per strada, nelle piazze, nei giardini pubblici, nei campi, lungo i sentieri di montagna, in spiaggia, in alto mare.

Un rifiuto che nessuno smaltisce per paura di un eventuale contagio o, più semplicemente, per menefreghismo. Una negligenza imperdonabile che, a livello trasversale, va imputata sia alla maleducazione delle persone sia all’indifferenza degli enti e delle imprese che dovrebbero smaltirle. Tanto che lo studio britannico, nell’invitare ad affrontare il problema che ormai è mondiale, suggerisce di rivederne la produzione invitando ad utilizzare prodotti biodegradabili.

Un problema serio, dunque, che riguarda tutti e che va risolto al più presto. Ho provato, nel mio piccolo, a testare quanto serio possa essere davvero. L’ho fatto, semplicemente, fotografando le mascherine abbandonate lungo il percorso che faccio abitualmente a Camerano, dove vivo, portando a spasso il mio cane. Un percorso di circa un chilometro e mezzo lungo un tratto di Via Loretana, l’area cani nei giardinetti di Via Scandalli, il parco degli orti. Risultato: ne ho incrociate una trentina. In foto la testimonianza di parte di esse.

Considerato che in Italia i Comuni sono oltre settemila, non è così empirico dire che in totale, in un solo chilometro e mezzo di essi, si siano accumulate come rifiuto oltre 237mila mascherine. Se si moltiplica il dato per tutti i possibili chilometri e mezzo percorribili in ogni Comune, si arriverà ad una cifra stratosferica di mascherine abbandonate sul territorio nazionale. Stimiamo, al ribasso, non meno di una decina di milioni? Sono convinto siano di più.

Una stima dello studio britannico parla di quasi due miliardi di mascherine che quest’anno finiranno negli oceani del mondo. Che facciamo, le lasciamo lì? Educare ad un sano e corretto smaltimento due miliardi di cretini, lo vedo poco percorribile. Chiamare a raccolta Greta Thunberg e i suoi seguaci ambientalisti, altrettanto. Finirà come con la plastica: spenderemo miliardi di euro per sbarazzarcene, e tutto grazie alla stupidità e alla maleducazione di tante persone. Le stesse che ogni giorno si lamentano dell’immane spesa pubblica destinata all’ambiente.

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