La Nef Osimo impegnata in casa del Volley Potentino

Sabato 20 marzo ore 18 al PalaPrincipi di Potenza Picena. Marco Silvestroni: “Questa è una stagione anomala”

Osimo, 19 marzo 2021 – Fine settimana in casa del Potenza Picena per La Nef Osimo. Dopo le ultime due sconfitte casalinghe, la squadra di coach Roberto Masciarelli cerca il riscatto in una trasferta comunque insidiosa contro l’ottima compagine del Volley Potentino, già incontrata all’andata quando gli osimani dovettero incassare una secca sconfitta 0-3.

I “senza testa” hanno senza dubbio voglia di riscatto, sia per la non brillante prova fornita in casa contro la Bontempi Netoip Ancona, sia per smuovere la classifica ottenendo punti importanti fuori casa, come conferma Marco Silvestroni.

Marco Silvestroni

«Dopo le ultime due battute d’arresto vogliamo riproporre quanto di buono già mostrato in campo – esordisce il centrale de La Nef Osimo – Siamo tutti consapevoli degli errori fatti sopratutto nella nostra ultima uscita e non vediamo l’ora di riscattarci su un campo comunque difficile, ma sono sicuro che faremo un’ottima prestazione».

Marco è uno dei veterani della squadra osimana e sottolinea come non è facile gestire un’annata sportiva del genere.

«È una stagione che fortunatamente ha preso il via, dopo tante difficoltà e comunque rimane anomala – conclude Silvestroni – però speriamo di ottenere dei buoni risultati sul campo e ce la metteremo tutta».

Fischio d’inizio sabato 20 marzo alle ore 18.00 al PalaPrincipi di Potenza Picena. Dirigono l’incontro Eleonora Candeloro ed Alessio Cocco.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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