La Lardini spiana le montagne trentine

Le rosanero vincono a Trento la gara di andata della semifinale di Coppa

Volley A2 femminile
Trentino – Filottrano 0-3
19-25, 10-25, 18-25

Trento – Il Sanbapolis si colora di rosanero. La Lardini continua la serie vincente anche in Coppa Italia. Negrini e compagne si aggiudicano nettamente la gara di andata della semifinale di Coppa Italia mettendo una serie ipoteca all’approdo in finale che si giocherà il 12 marzo. Nell’altra semifinale Pesaro deve faticare maggiormente per espugnare Legnano in quattro set.

La Lardini non può che sorridere ed esultare
La Lardini non può che sorridere ed esultare

La Lardini parte con la formazione tipo, mentre per il Trentino la partita si mette in salita sin dai primi scambi. Michieletto è costretta per un infortunio alla caviglia a lasciare il campo in barella. Tra gli applausi e le lacrime. Anche se la squadra di Iosi non accusa il colpo. Va pure in vantaggio, ma la reazione della Lardini è tempestiva. Il muro e il servizio fanno la differenza nelle ospiti. La squadra di Bellano, che viaggia al 48% in attacco, accelera nel finale con Scuka (7 punti con il 71%), Mazzaro e chiude con Negrini.

Nel secondo set Filottrano riparte da Scuka approfittando anche dei tanti errori trentini. Capitan Negrini è su di giri (5 punti con il 56% di efficacia nel set), anche se tutta la squadra gira a dovere visto il 54% in attacco. Filottrano è implacabile su palla alta per un set che fila via tranquillo con la capolista in campionato che detta legge anche in Coppa.

Più equilibrio nel terzo parziale, con il Trentino che comanda 11-9. Filottrano impatta e mette la freccia con Scuka e con il quinto muro personale di Mazzaro (12-13). La difesa filottranese è da applausi perché permette rigiocate efficaci. Negrini e Scuka danno il là ad un break (17-20), interrotto da Kijakova. Come nel primo set il servizio di Cogliandro e le sberle di Scuka (17 a referto con il 56%) fanno la differenza. Anche se l’epilogo del match arriva per un’invasione fischiata a Trento.

Mercoledì prossimo al PalaBaldinelli osimano si giocherà la partita di ritorno. Fischio d’inizio sempre alle ore 20,30. Alla Lardini basterà vincere un set per volare all’ultimo atto della sfida tricolore. La salita sembra davvero spianata.

Domenica è già campionato, con Filottrano pronta a un’altra trasferta. Ancora al Nord. Si salirà a Chieri.

DELTA INFORMATICA TRENTINO: Moncada, Antonucci 4, Fondriest 12, Rebora 3, Kijakova 8, Michieletto 1, Zardo (L); Coppi 2, Aricò. N.e.: Montesi, Bortoli, Bogatec. All. Iosi – Avi

LARDINI FILOTTRANO: Bosio 2, Vanzurova 9, Mazzaro 10, Cogliandro 8, Negrini 11, Scuka 17, Feliziani (L). N.e.: Tosi, Marangon (L2), Galazzo, Rita, Cappelli. All. Bellano – Quintini

Arbitri: Guarneri e Del Vecchio


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Fate come vi pare, ma non siate stupidi!

Breve reportage sul professor Matteo Bassetti al Festival osimano del Giornalismo d’inchiesta delle Marche


Camerano, 12 settembre 2021 – C’è questo fatto dello scorso venerdì, quello del professor Matteo Bassetti (al centro nella foto) – infettivologo e direttore della Clinica Malattie Infettive Ospedale Policlinico San Martino di Genova – ospite al Teatro Torquis di Filottrano della decima edizione del Festival del Giornalismo d’inchiesta delle Marche.

C’è la reazione sui social alla notizia pubblicata da Corriere del Conero, da parte di centinaia di lettori o pseudo tali, che hanno letteralmente massacrato Bassetti per il suo ardire a partecipare ad un festival giornalistico, lui che: “giornalista non è”, “più divo televisivo che infettivologo”, “stattene a casa, merda”, “vergognati, sei al soldo delle Bigfarma e racconti un sacco di balle”, e altre simili amenità postate dai tantissimi laureati all’Università dell’insulto-ignoranza-maleducazione.

A salutarlo, l’altra sera a Filottrano, c’erano il Prefetto di Ancona Darco Pellos, il presidente dell’Ordine dei giornalisti delle Marche Franco Elisei, l’ex sindaco di Osimo Stefano Simoncini che il Covid ha costretto su una carrozzina, lo staff organizzativo dello Ju-Ter Club e di +76, una platea di spettatori contingentata dalle normative antivirus e tantissime forze dell’ordine: Carabinieri, Polizia, Digos, Polizia Locale.

Da emerito ignorante in materia di pandemie, possessore del Green Pass (senza il quale non avrei potuto essere lì, né svolgere la professione di giornalista che racconta eventi e partecipa alle conferenze stampa, senza per questo sentirmi costretto, discriminato o defraudato della mia libertà d’espressione o di movimento), ho passato oltre due ore ad ascoltare Bassetti. E la conclusione è che mi è piaciuto sia come uomo sia come medico. Mi piace il suo modo schietto e diretto nel raccontare, il suo parlar chiaro senza timore di mandare a quel paese chi dice stronzate (modus che mi appartiene), la sua preparazione che non mi appartiene affatto.

Pensatela come vi pare. In natura, ogni specie ha il dovere di fare qualunque cosa in suo potere per salvaguardarsi, iniziando dal singolo e dalla cerchia parentale. Non esiste una regola o un protocollo, esiste l’istinto, nel caso del genere umano il buon senso, specialmente quando il nemico da combattere non si conosce e le azioni vanno inventate lì per lì e pesate in base alle sue reazioni. Inoltre, gli errori vanno messi in conto. Per cui, al di là delle mie impressioni personali, ecco alcune cose dette l’altra sera in ordine sparso da Bassetti. Leggetele come vi pare.

“Quando la critica diventa violenza, allora è inaccettabile”; “Noi siamo fortunati, chi protesta contro i vaccini dovrebbe pensare a tutti quei Paesi che ci invidiano il nostro accesso alle cure. In Africa è stata vaccinata solo il 2% della popolazione”; “il nostro sistema sanitario è uno dei tre migliori al mondo”; “in un mese, durante la fase acuta della pandemia, alcuni medici ed infermieri hanno accumulato fino a 230 ore di straordinario, e su quello non hanno avuto un euro”; “per dedicarci completamente al Covid, abbiamo chiuso gli altri reparti e questo non è più accettabile”; “quando la politica entra nella medicina fa un grande casino, ognuno faccia il suo mestiere”; “ho molta paura di quella politica che fa l’anti-scienza”.

A Matteo Bassetti piace la televisione? È vero. Nelle 50 stanze della terapia intensiva al San Martino, grazie ad una donazione del Rotary di Genova ha fatto installare 50 televisori: “i pazienti non potevano sentire la voce per via dei respiratori accesi, ma almeno vedevano delle immagini in movimento anziché una parete bianca”.

Non vedo l’ora di poter fare il terzo richiamo del vaccino. Non perché sia un maniaco delle inoculazioni, tutt’altro. Semplicemente perché al momento la medicina non ha altro da offrire per combattere le varianti del Covid e, come ha spiegato Bassetti: “le varianti si sviluppano proprio là dove il tasso di vaccinazione è stato molto basso, non a caso sono arrivate dall’Inghilterra, dal Brasile, dall’Africa…” Scuole di pensiero… In ultimo, ma questo lo dico io, fate un po’ come vi pare ma non siate stupidi né tantomeno violenti!

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