La Lardini non ferma Modena che vince in tre set

Volley Serie A1 femminile

sesta giornata

LARDINI FILOTTRANO – LIU JO NORDMECCANICA MODENA 0 : 3

Osimo (AN). Alla Lardini non riesce di frenare la corsa della Liu Jo Nordmeccanica, per lo meno quella esterna. Al PalaBaldinelli la formazione modenese centra la terza vittoria in altrettante trasferte: lo fa in tre set contro un Filottrano che specie nel terzo prova con le unghie ad allungare il confronto, arrendendosi al mani out di Barun-Susnjar (top scorer con 19 punti e il 53% in attacco).

La Lardini – che ritrova Federica Feliziani dopo lo stop per influenza della scorsa settimana – inizia con buon piglio, traghettata sul 4-1 dai punti di Tomsia (3 con 1 muro). Montano inizia a scaldare il braccio e sulla parallela di Bosetti la Liu Jo Nordmeccanica impatta (6-6). Il doppio vantaggio modenese (8-10) costringe coach Beltrami al time out, ma il muro e i potenti attacchi di Montano lanciano Modena (10-14).

La Liu Jo Nordmeccanica ha una risorsa importante al centro come Calloni (4 punti con 2 muri), Scuka e Tomsia provano a tenere il passo. Filottrano non riesce però ad avere continuità in attacco, Modena al contrario viaggia spedita sulle ali di Bosetti (5 punti nel set) e Montano (7 punti), prende il largo (15-22) e fissa lo 0-1 sul tabellone con la colombiana.

La squadra di Gaspari impatta bene nel secondo parziale (1-4 e 2-6), la difesa di Feliziani su Montano è una scintilla che accende la Lardini. Hutinski alza la diga a muro, Mitchem e Mazzaro accorciano, il block di Tomsia porta Filottrano ad una sola lunghezza (8-9). L’arco modenese è ricco di frecce, quella di Barun-Susnjar è velenosa (9 punti nel set con il 66% di efficacia) e consente alla Liu Jo Nordmeccanica di riprendere un buon margine (9-14).

La Lardini prova a restare dentro il set (mani out di Mitchem per il 15-19), Beltrami si affida a Melli e Gamba, ma è difficile frenare un Modena che gira al 50% in attacco e può contare sul 90% di ricezioni positive.

Le ospiti chiudono senza affanni il secondo parziale, approfittando di un errore al servizio (il sesto nel set) di Filottrano. Barun-Susnjar e Montano continuano a martellare anche allo start del terzo parziale (2-5), la Lardini è più aggressiva e con Melli e Mitchem mantiene la scia (5-6). Difesa e muro garantiscono diverse rigiocate alla formazione filottranese e Bosio può mettere in moto Tomsia, Melli e Mitchem. L’aggancio arriva a quota 13, il PalaBaldinelli si scalda, Barun-Susnjar fa ripartire la Liu Jo Nordmeccanica, Tomsia la riprende (15-15).

Al servizio sbagliano entrambe le squadre, ma non la neo entrata Vesovic il cui pallone va a spegnersi sul net e cade beffardo sul campo della Lardini (17-19). Bosetti attacca in parallela, Mazzaro alza il muro (20-22), ma Calloni non sbaglia un colpo (100% in attacco e premio di mvp).

Modena si avvicina al traguardo grazie a tre palle-match (21-24): Mitchen annulla la prima, il muro di Tomsia cancella la seconda, ma dopo il time out di Gaspari è Barun-Susnjar a togliere le castagne dal fuoco con il mani out del 3-0 finale.

LARDINI FILOTTRANO – LIU JO NORDMECCANICA MODENA 0-3

PARZIALI: 18-25 (24’), 17-25 (24’), 23-25 (26’).

LARDINI FILOTTRANO: Bosio 1, Tomsia 15, Mazzaro 4, Hutinski 3, Mitchem 8, Scuka 4, Feliziani (L); Melli 3, Gamba, Negrini. N.e.: Agrifoglio. All. Beltrami – Amiens.

LIU JO NORDMECCANICA MODENA: Ferretti 2, Barun-Susnjar 19, Calloni 11, Heyrman 5, Montano 10, Bosetti 9, Leonardi (L); Bisconti, Vesovic 1, Pincerato. N.e.: Garzaro, Pistolesi, Tomic. All. Gaspari – Schiavo.

ARBITRI: Curto e Sessolo.

NOTE: spettatori 1.400 circa. Prima della partita Federica Feliziani ha deposto in tribuna un mazzo di fiori a ricordo del tifoso Massimo Borini, scomparso in settimana. Lardini: battute sbagliate 12, battute vincenti 0, muri 7, ricezione positiva 65% (41% perfetta), attacco 33%. Modena: b.s. 10, b.v. 1, mu. 9, ric. pos. 79% (41%), att. 50%.

 

redazionale


Lascia un commento

Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primo Maggio con mascherina

Nessun corteo, nessuna bandiera, nessun concerto, pochi vaccini


1 maggio 2021 – Oggi, esattamente come un anno fa. E questo editoriale potrebbe finire qui. Trecentosessantacinque giorni fa, giorno più giorno meno, uscivamo da una dura segregazione forzata in casa dovuta ad una pandemia ignorata da tutti. Erano i giorni degli striscioni ai balconi che recitavano “andrà tutto bene”, “insieme ce la faremo”. Invece, a distanza di 12 mesi siamo ancora qui a misurare quotidianamente i morti per Covid e le persone in quarantena. A registrare l’evoluzione di un virus che sembra invincibile con la sua capacità di trasformarsi in cento varianti sparse nel mondo sempre più aggressive.

Prima ondata, segregazione in casa, apertura; seconda ondata, chiusure forzate; regioni gialle, arancioni, rosse. Obbligo dell’uso delle mascherine, del lavaggio delle mani, del rispetto delle distanze… Traffici e frodi per una bombola d’ossigeno introvabile, gli speculatori dei respiratori, le terapie intensive al collasso, bare accatastate in un magazzino qualsiasi, morti mai consegnati ai parenti. Variante inglese, brasiliana, indiana… E poi l’arrivo dei vaccini, i ritardi nelle consegne, i furbetti del “vax prima io” o del “no vax”…

A riviverli così, questi ultimi 12 mesi, ci rendiamo conto che il vocabolario non ci appartiene. Fatti, accadimenti, decisioni e comportamenti alieni al genere umano. Invece no, è tutto vero, reale. È successo nel nostro quotidiano, sta succedendo e continuerà a succedere. Alla faccia di chi fa finta di niente o bolla tutto come un enorme complotto ordito per governare e soggiogare il popolo, per togliergli ciò che di più sacro esiste: libertà e lavoro.

Oggi, festa dei lavoratori, la libertà del popolo è legata ad una vaccinazione di massa che va troppo a rilento e i lavoratori, stremati dal rispetto delle regole anticoronavirus e con il fiato corto dietro le mascherine, non hanno nulla da festeggiare. Un po’ perché in tanti il lavoro l’hanno perso, altri perché non hanno più i fondi necessari a sostenere l’attività.

Niente celebrazioni dunque, niente cortei, bandiere al vento o concerti in piazza com’era uso fare fino a un paio d’anni fa. Non ci sono i presupposti. Sarà un Primo Maggio con la mascherina: unico orpello concesso in tempo di pandemia.

© riproduzione riservata


link dell'articolo

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi