La Lardini ci prova ma Novara è super

Sesta giornata di ritorno della Samsung Volley Cup di serie A1

LARDINI FILOTTRANO – IGOR GORGONZOLA NOVARA 0-3

Osimo, 11 febbraio 2019 – La Lardini ci prova, ma la Igor Gorgonzola prosegue il suo straordinario momento con un’altra prestazione di altissimo spessore davanti ai 2.300 spettatori accorsi ieri al PalaBaldinelli. Novara si impone in tre set, ma soprattutto nel primo deve fare i conti con la verve di una Lardini ficcante al servizio e solida nel muro-difesa, prima di imporre nel finale un’accelerazione decisiva al parziale e alla gara.

Coach Schiavo recupera Cardullo e fa esordire Partenio, dall’altra parte della rete Barbolini inserisce nel sestetto Bici e Stufi. La Lardini inizia con tre errori in attacco, ma anche con il buon impatto di Cogliandro e l’ace di Whitney (3-3). L’Igor può contare su una Plak altamente incisiva in attacco (6 punti e il 75% nel set) e sui centimetri di Chirichella (muro del 5-8), ma la Lardini torna in scia sfruttando il buon avvio di Whitney (5 punti nel set). Chirichella pizzica la linea dal servizio, Stufi alza il muro e Novara torna a correre (11-15). Il primo punto in maglia Lardini di Partenio arriva dopo un recupero di Tominaga, il muro di Garzaro (14-16) costringe Barbolini a chiamare time out, ma è ancora la capitana filottranese a stampare il muro del -1 (15-16). Novara ci mette un amen a ricucire con Egonu e l’ace di Chirichella (21-21), Vasilantonaki non trova il campo (22-23) e la Igor Gorgonzola sprinta con muro di Egonu e l’attacco di Plak.

Lo scatto di Novara in avvio di secondo set è di quelli brucianti (0-5), Vasilantonaki e Partenio provano a rilanciare una Lardini che però incassa il muro di Bici (5-11). Vasilantonaki risponde con la stessa moneta e sono due ace di Garzaro a riaccendere un Filottrano (11-13), che deve tuttavia fare i conti con l’eccellente livello (specie in difesa) imposto dalla Igor Gorgonzola. L’ace di Zannoni rimette luce tra le due squadre (12-18), coach Schiavo cambia regìa (dentro Brcic), ma è con il muro che Novara fa ancora la differenza. Chiude il pallonetto di Bartsch.

La Lardini riparte dalla croata al palleggio, Partenio le regala il vantaggio (4-3), ma è Bartsch a consentire a Novara di allungare (4-7). Filottrano sfrutta due errori ospiti (7-7), ma prima il muro di Chirichella e poi di Stufi (70% in attacco e premio MVP Moncaro) lanciano la Igor (10-15). La difesa piemontese è granitica, Cogliandro ci mette il muro, Brcic un intelligente tocco di seconda (13-19), ma Novara è lanciatissima verso il traguardo dei tre punti, che raggiunge con Bici.

Il Tabellino

LARDINI FILOTTRANO: Tominaga 1, Whitney 10, Garzaro 9, Cogliandro 4, Partenio 5, Vasilantonaki 11, Cardullo (L); Brcic 1. N.e.: Baggi, Pisani, Rumori. All. Schiavo – Rocca.

IGOR GORGONZOLA NOVARA: Carlini 2, Bici 13, Chirichella 9, Stufi 9, Plak 11, Bartsch 10, Sansonna (L); Camera, Zannoni 1, Egonu 3. N.e.: Nizetich, Piccinini, Veljkovic. All. Barbolini – Baraldi.

ARBITRI: Papadopol – Feriozzi.

PARZIALI: 22-25 (26′), 16-25 (24′), 15-25 (23′).

NOTE: spettatori 2.300 circa. Prima della gara il presidente della Pallavolo Filottrano, Renzo Gobbi, ha omaggiato con un mazzo di fiori le azzurre d’argento Egonu e Chirichella. Lardini: battute sbagliate 4, battute vincenti 3, muri 4, ricezione positiva 44% (37% perfetta), attacco 34%. Novara: b.s. 4, b.v. 4, mu. 12, ric. pos. 54% (42%), att. 48%. MVP Moncaro: Federica Stufi.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Femminicidio e violenza di genere

104 le vittime in Italia nel 2022. Quattro nelle Marche


Camerano, 2 dicembre 2022 – “Il Rapporto annuale sulla violenza di genere rappresenta uno strumento necessario dal quale partire per affrontare un fenomeno sempre più complesso. I numeri sono il primo strumento per comprendere la portata di un fenomeno che, purtroppo, non accenna a rallentare”. Lo ha detto il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli sottolineando la valenza del Report annuale sulla violenza di genere nelle Marche per il 2021

Sono 104 le vittime in Italia nel 2022. Numeri spaventosi di vite spezzate, che coinvolgono anche il presente e il futuro di centinaia di minori. In due anni, si contano infatti 169 orfani per femminicidio, un terzo dei quali rimasto orfano anche del padre“, ha evidenziato Acquaroli.

(foto: Ikon Images / AGF – Copyright: Gary Waters)

Un fenomeno, quello della violenza di genere, che non accenna a rallentare e che si manifesta sotto moltissime forme, di cui l’omicidio resta la più ingiustificabile e orrenda punta dell’iceberg: violenza fisica, violenza psicologica, violenza sessuale, violenza economica, molestie e stalking, revenge porn, fino ad arrivare alle violenze legate a tratta e sfruttamento, stupro di guerra, mutilazioni.

Nel 2021, nelle Marche, si sono rivolte ai Centri Anti-Violenza 663 utenti (il 91% delle quali risulta essere un nuovo accesso). Ben 180 in più dell’anno precedente. Nel 2020 erano 483. Nel 2019 erano 471. Sono quattro le vittime che nelle Marche hanno perso efferatamente la vita nel corso del 2022.

Al di là dei numeri, comunque e sempre inaccettabili, che registrano un malessere in certi maschietti fatto di mancanza di rispetto, incapacità nell’accettare i ruoli, limiti culturali profondi e, in qualche caso, addirittura disprezzo per l’altro, sul fronte dei femminicidi resta ancora parecchia strada da percorrere: da parte delle istituzioni, delle forze dell’ordine, delle associazioni di categoria, della scuola.

Non è semplice, e non è detto che si arrivi davvero ad eliminare il problema. Troppo diffuso il fenomeno, troppo complicati certi rapporti interpersonali, troppo poche le forze dell’ordine messe in campo per affrontarlo. Questo però non significa che non si debba fare di tutto e di più per limitarlo quanto più possibile.

Ai maschietti, a certi maschietti, dico che se ne devono fare una ragione: una donna, la tua donna, non è una tua proprietà. Non puoi essere tu a scegliere – a pretendere – quel che deve fare, quello che può dire, come si deve vestire, chi frequentare, come vivere. Ma, peggio ancora, non puoi pretendere – pena l’eliminazione – che debba amare sempre e solo te. Tu maschietto, devi sapertelo guadagnare il rispetto e l’amore di una donna (vale per entrambi), e c’è un solo modo a tua disposizione per non riuscirci mai e fallire: dare per scontato che tu sei Dio. Mentre, in realtà, sei solo un piccolo uomo incapace di relazionarti con le sconfitte che la vita ti pone di fronte continuamente.

Chiudo con le parole pronunciate a Fano il 25 novembre scorso da Ignazio La Russa, attuale presidente del Senato: “Per arginare questo fenomeno serve un atto culturale. La società veramente pretende che il rispetto di una donna non abbia eccezioni. Un reato commesso nei confronti di una donna, perché ella è una donna, è un abominio nel senso vero del termine. Non bisogna offrire alibi, non bisogna mai offrire vie di fuga. Quando si uccide una donna, bisogna dire è stata uccisa senza ragione una donna, cominciamo a dire questo e avremo fatto un passo avanti”.

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