GiroRosa – Tappa 10, vince Mohoric. Oggi l’arrivo ad Osimo

Già in fuga al mattino, lo sloveno scatta di nuovo nel finale per imporsi sul traguardo di Gualdo Tadino. Simon Yates aumenta il suo vantaggio nella Generale mentre Esteban Chaves, che era secondo, perde terreno

Gualdo Tadino, 15 maggio 2018 – L’ex Campione del Mondo Juniores e Under 23, Matej Mohoric (Bahrain-Merida) ha colto la sua prima vittoria al Giro d’Italia, la seconda in un grande giro dopo quella alla Vuelta dell’anno scorso.

La tappa più lunga di questa edizione della Corsa Rosa (244 km) è stata ricca di eventi con Esteban Chaves (Mitchelton-Scott) che ha perso il contatto con il gruppo principale nella prima salita ed è giunto al traguardo con un ritardo di 25 minuti, mentre il suo compagno di squadra Simon Yates ha aumentato il suo vantaggio nella Generale grazie all’abbuono ottenuto vincendo lo sprint intermedio davanti a Thibaut Pinot (Groupama-FDJ).

Matej Mohoric sul traguardo di Gualdo Tadino a braccia alzate (foto LaPresse – D’Alberto / Ferrari / Paolone / Alpozzi)

le pillole statistiche

  • Prima vittoria al Giro per Matej Mohoric: è il quarto sloveno vincitore al Giro dopo Luka Mezgec, Primoz Roglic e Jan Polanc. La Slovenia ha vinto almeno una tappa all’anno al Giro dal 2014 (anno della loro prima vittoria) in poi: Mezgec vinse a Trieste nel 2014; Polanc sull’Abetone nel 2015 e sull’Etna l’anno scorso; Roglic a Greve in Chianti nel 2016; Mohoric a Gualdo Tadino quest’anno.
  • 5a Maglia Rosa per Simon Yates, ora il leader incontrastato tra i britannici per Maglie Rosa (lascia a 4 Mark Cavendish). La Gran Bretagna ora ha accumulato 100 giorni al comando in totale tra il Giro d’Italia e il Tour de France (11 al Giro; 89 al Tour).
  • Primo podio di tappa al Giro per Nico Denz: ha mancato di poco il successo nell’anniversario della prima vittoria tedesca al Giro: 15 maggio 1932; Herman Buse vinse a Udine e divenne il primo tedesco ad indossare la Maglia Rosa.
  • I giovani sugli scudi al Giro. Gli ultimi tre vincitori: Carapaz (24); Simon Yates (25); Mohoric (23).

risultato finale

1 – Matej Mohoric (Bahrain – Merida) – 244 km in 6h04’52”, media 40,124 km/h

2 – Nico Denz (AG2R La Mondiale) s.t.

3 – Sam Bennett (Bora – Hansgrohe) a 34″

Gualdo Tadino – Lo sprint finale con Nico Denz che cede su Matej Mohoric (foto LaPresse – D’Alberto / Ferrari / Paolone / Alpozzi)

classifica generale

1 – Simon Yates (Mitchelton – Scott)

2 – Tom Dumoulin (Team Sunweb) a 41″

3 – Thibaut Pinot (Groupama – FDJ) a 46″

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maglie

  • Maglia Rosa, leader della classifica generale, sponsorizzata da Enel – Simon Yates (Mitchelton – Scott)
  • Maglia Ciclamino, leader della classifica a punti, sponsorizzata da Segafredo – Elia Viviani (Quick-Step Floors)
  • Maglia Azzurra, leader del Gran Premio della Montagna, sponsorizzata da Banca Mediolanum – Simon Yates (Mitchelton – Scott), indossata domani da Esteban Chaves (Mitchelton – Scott)
  • Maglia Bianca, leader della Classifica dei Giovani, sponsorizzata da Eurospin – Richard Carapaz (Movistar Team)

LA TAPPA DI OGGI

Tappa 11 – Assisi-Osimo 156 km – dislivello 2.800 m
Tappa appenninica che valica la parte Umbro-Marchigiana attraverso il Passo del Cornello per portarsi oltre Cingoli e affrontare alcuni Muri tipici della zona. In particolare, verrà scalato il Muro di Filottrano e nel finale le strade interne di Osimo. La tappa si svolge su strade di media dimensione e con manto stradale a tratti usurato.

Ultimi km
Ultimi 5 km molto impegnativi. Giunti a Osimo si affronta il muro di via del Borgo in pavé grossolano lungo 300 m al 16% e, dopo una breve picchiata, si scala via Olimpia per la lunghezza di circa 1 km, con lunghi tratti al 16% prima di entrare nel centro storico in leggera ascesa su pavé di porfido. Rettilineo finale di 300 m largo 7 m.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Ciao Anconitana, benvenuta AnconaMatelica

Come andare a letto in Eccellenza e risvegliarsi in Serie C!


Camerano, 16 giugno 2021 – Incubo o sogno? Delusione o gioia? Opportunismo o riscatto? Elemosina o risarcimento? Tutto ciò, e forse ancora di più, deve aver provato quel tifoso del calcio dorico che ieri ha appreso dello tzunami (positivo?) che ha travolto l’Anconitana del presidente Stefano Marconi. Anconitana e presidente che spariscono dal palcoscenico sportivo per far posto al progetto AnconaMatelica arrivato con la forza di un’onda anomala prodotta da quel terremoto (positivo?) del presidente Mauro Canil da Matelica.

Come andare a dormire sapendo di dover affrontare un’altra tribolata annata calcistica in Eccellenza, per risvegliarsi il mattino dopo con la certezza che non sarà tribolata né in Eccellenza bensì in Serie C.

Un sogno, senza dubbio! Invece, parrebbe proprio di no. Condizionale d’obbligo fintanto che le parole, i progetti, le intenzioni e gli impegni non si trasformeranno in fatti reali, concreti, funzionanti. Parrebbe di no dal momento che patron Canil sembra aver convinto e messo d’accordo tutti: tifosi dorici della Nord, Amministratori comunali (Guidotti e Mancinelli) “Non mi è mai capitato di trovare un’Amministrazione così disponibile”, città, giornalisti, scettici, raccattapalle, venditori di bibite e bastian contrari.

Poteva essere diversamente? No. Ieri, in conferenza stampa alla Mole Vanvitelliana, Mauro Canil da Matelica ha parlato forte e chiaro ai presenti nell’esporre il suo progetto che mette al centro, meglio, al vertice della piramide, lo sviluppo senza se e senza ma del settore giovanile (Progetto Giovani del Territorio) con sei squadre che parteciperanno ai vari campionati nazionali. Ragazzi che preferibilmente verranno cercati sul territorio anconetano/marchigiano prima che altrove.  (Nella foto: il presidente Mauro Canil, l’assessore allo Sport di Ancona Andrea Guidotti, il presidente Stefano Marconi).

Poi, verrà l’interesse per la prima squadra con quelle promesse che tanto sono piaciute alla Curva Nord: la società si chiamerà AnconaMatelica, per poi diventare solo Ancona dalla seconda stagione, la maglia sarà biancorossa, avrà lo scudo del Cavaliere armato. «Mi piace molto il Cavaliere – ha sottolineato Canil, che ha comunque aggiunto con convinzione – Vengo ad Ancona ma non vi prometto nulla, faremo una squadra dignitosa e punteremo a restare nella categoria. Tutto quello che verrà in più sarà ben accetto. Marconi ha promesso una sponsorizzazione per i prossimi 5 anni e noi punteremo a coinvolgere nel progetto le aziende del territorio».

Questo era ciò che il mondo del pallone dorico voleva sentirsi dire, e questo Canil gli ha detto. Servito con lucidità, decisione, convinzione, esperienza (per lui parlano i suoi trascorsi e l’apprezzamento che si porta dietro). L’uomo è sembrato degno, serio, credibile, onesto. Il Presidente lo scopriremo man mano, con la convinzione che nessuno prova  a fare calcio solo per gettare soldi dalla finestra. Qualche tornaconto dovrà averlo pure lui. E se lo sai gestire bene il settore giovanile un tornaconto te lo dà.

Prossime tappe del nuovo progetto: entro il 28 giugno, iscrizione della prima squadra al campionato; entro il 15 luglio cambio nome della società con atto notarile. Punti fermi: la dirigenza resterà quella del Matelica con moglie, figlio e dirigenti vari quasi tutti al femminile. L’allenatore sarà quello del Matelica. Previsto qualche inserimento di figure anconetane.

In chiusura un invito a una riflessione che non vuol significare nulla. Semplicemente, una citazione passata per la mente senza riferimenti a chicchesia. È firmata Massimo D’Azeglio: “Saper campare del proprio, poco o molto che sia, è la prima garanzia di una vita onorata e tranquilla. Quando, invece, si comincia a vivere dell’altrui, addio tranquillità e purtroppo non di rado, addio onore”.

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