Ciclismo: Giro d’Italia Under 23 Enel

Presentata la rappresentativa regionale marchigiana

Osimo – Da Imola a Campo Imperatore si svolgerà la 40°edizione in sette tappe con il coinvolgimento di Gabicce Mare, Senigallia, Osimo e la frazione di Campocavallo per quella che rappresenta il trampolino di lancio verso l’approdo al professionismo.

Alla presenza di Luca Ceriscioli (Presidente Regione Marche), Simone Pugnaloni (Sindaco di Osimo), Maurizio Mangialardi (Sindaco di Senigallia), Domenico Pascuzzi (Sindaco di Gabicce Mare), Lino Secchi (Presidente comitato regionale FCI Marche); Fabio Luna (presidente regionale Coni Marche) e  Stefano Vitellozzi (tecnico regionale e direttore sportivo della rappresentativa), sono stati svelati i dettagli della manifestazione ed anche la rappresentativa regionale FCI Marche che sarà ai nastri di partenza della gara a tappe insieme ai 16 club italiani, alle undici squadre straniere e alla rappresentativa Multiregionale.

Gli atleti della rappresentativa marchigiana al Giro d’Italia under 23, presentati a Luca Ceriscioli e ai sindaci dei Comuni coinvolti dalle tappe della kermesse

Il Giro Under 23 e le tappe marchigiane sono dedicati a Michele Scarponi nonché parte integrante delle grandi manifestazioni sportive sostenute dalla Regione Marche per la loro importanza strategica dall’elevato contenuto tecnico e promozionale, di forte impatto mediatico, che rafforza la capacità attrattiva del territorio.

Un’edizione che riparte finalmente dopo una pausa di cinque anni tra Emilia Romagna, Marche e Abruzzo, regioni colpite duramente in questi anni dal terremoto, per dare un segno di attenzione e per un ritorno alla normalità e uno slancio al turismo e all’economia grazie al supporto delle tre Regioni che hanno sposato il progetto e, per le Marche, anche dei comuni di Gabicce Mare, Senigallia ed Osimo.

Alla memoria del filottranese Michele Scarponi, recentemente scomparso, è dedicato il Giro 2017 Under 23

Il Giro d’Italia Under 23 organizzato dalla Società Nuova Ciclistica Placci 2013 ha come obiettivo di aumentare il livello di confronto tra i migliori corridori italiani con gli stranieri in questa categoria. A tenere alto l’onore della rappresentativa regionale marchigiana saranno Matteo Gambuti, Andrea Di Renzo, Manuel Ciutti, Francesco Baldi, Angelo Vitiello e Paolo Prandini.

Gabicce Mare è la sede di arrivo della quarta tappa Forlì – Gabicce Mare di 155,5 chilometri lunedì 12 giugno. martedì 13 giugno Senigallia sarà la sede di partenza della quinta tappa con la frazione mattutina di 87,2 chilometri con traguardo ad Osimo per lasciare spazio nel pomeriggio alla semitappa a cronometro di 14 chilometri a Campocavallo.

 

redazionale

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

“Perché noi siamo amore…”

Giornata di San Valentino 2021


Camerano, 14 febbraio 2021 – Facciamo un po’ di storia sulla festa degli innamorati senza arrivare a scomodare l’antica Roma dei Cesari. La leggenda narra che il santo avrebbe donato a una fanciulla povera una somma di denaro necessaria come dote per il suo sposalizio, che, senza di questa, non si sarebbe potuto celebrare, esponendo la ragazza priva di mezzi e di altro sostegno al rischio della perdizione. Il generoso dono – frutto di amore e finalizzato all’amore – avrebbe creato la tradizione di considerare il santo vescovo Valentino come il protettore degli innamorati.

La più antica Valentina di cui sia rimasta traccia risale al XV secolo e fu scritta da Carlo d’Orléans, all’epoca detenuto nella Torre di Londra dopo la sconfitta alla battaglia di Agincourt (1415). Carlo si rivolge a sua moglie (la seconda, Bonne di Armagnac) con le parole: Je suis desja d’amour tanné, ma tres doulce Valentinée… (Sono già malato d’amore, mia dolcissima Valentina).

Inoltre, alla metà di febbraio si riscontrano i primi segni di risveglio della natura; nel Medioevo, soprattutto in Francia e Inghilterra, si riteneva che in quella data cominciasse l’accoppiamento degli uccelli, quindi l’evento si prestava a essere considerato la festa degli innamorati.[

A dare impulso alla festa, soprattutto nei paesi di cultura anglosassone, e per imitazione anche altrove, è stato lo scambio di valentine, bigliettini d’amore spesso sagomati nella forma di cuori stilizzati o secondo altri temi tipici della rappresentazione popolare dell’amore romantico: la colomba, l’immagine di Cupido con arco e frecce… (nella foto, Amore e Psiche, particolare della scultura del Canova). La Greeting Card Association ha stimato che ogni anno venivano spediti il 14 febbraio circa un miliardo di biglietti d’auguri. Si è andati avanti così fin quasi alla fine degli anni 2000, anche grazie ad alcuni imprenditori statunitensi come Esther Howland che iniziarono a produrre biglietti di san Valentino su scala industriale.

Oggi non si fa quasi più, gli innamorati del 2020 preferiscono scambiarsi scatole di cioccolatini, fiori, qualche gioiello. Senza dimenticare miliardi di frasi sdolcinate scambiate via Whatsapp e Instagram.  E impazza festeggiare al ristorante. Pienissimi quest’anno, ma a pranzo e non più a cena per via della pandemia.

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C’è chi condanna questa festa additandola come un’operazione puramente commerciale, ma sono per larga parte innamorati delusi o cornuti traditi. Altri, sostengono che se ami qualcuno devi dimostrarlo tutto l’anno e non solo il 14 febbraio.

Sia come sia, e che piaccia o no, è indubbio che l’amore muova il mondo: “l’amor che move il sole e l’altre stelle”, scriveva Dante Aligheri nell’ultimo verso della sua Divina Commedia. E se lo diceva lui…

Che esista un giorno deputato a celebrare l’amore, alla fine, non fa male a nessuno. Ed è giusto che i nostri ragazzi – ma vale per tutti gli innamorati e le coppie del mondo – possano sognare e pensare l’amore che stanno vivendo come unico, irripetibile e per sempre. Certo, è uno dei più grossi inganni che l’esistenza possa riservare, ma non diciamoglielo mai.

Perché viverlo, l’amore, produce il più grande stravolgimento ormonale, emotivo e sensoriale che si possa provare nell’arco di una vita. Non esiste nient’altro al confronto, “Perché noi siamo amore”, come canta il professor Roberto Vecchioni in Chiamami ancora amore (video allegato).

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