Boxe. Charlemagne Metonyekpon – Arblin Kaba al PalaBaldinelli di Osimo

Sabato 26 marzo il pugile osimano del Boxing Club Castelfidardo sfiderà il detentore del titolo italiano superleggeri

Osimo, 23 gennaio 2022 – Dopo l’annuncio dello scorso 18 gennaio a cura del Boxing Club Castelfidardo, che rendeva nota la candidatura del pugile osimano Charlemagne Metonyekpon – meglio conosciuto come Charly – a sfidante ufficiale al titolo italiano nella categoria superleggeri, si aspettava solo la decisione della data e del luogo dove far svolgere l’incontro.

Castelfidardo – Charly durante la premiazione nel corso della Festa dello Sport 2021

Sciolte le riserve, gli organizzatori hanno scelto: Charly incrocerà i guantoni contro il pugile bolognese Arblin Kaba, attuale detentore del titolo, sabato 26 marzo sul ring che verrà predisposto presso il PalaBaldinelli di Osimo.

«Una soddisfazione enorme per chi come noi di una piccola cittadina riesce a lavorare in silenzio e a tirare fuori questi frutti», le parole piene d’orgoglio del Boxing Club fidardense. Una soddisfazione condivisa dall’Amministrazione comunale di Castelfidardo e dall’intera comunità, che tiferà a gran voce per Charly chiamato ad un’impresa sportiva di carattere.

Charlemagne Metonyekpon con i suoi maestri Andrea Gabbanelli e Daniele Marra

In attesa del match, il pugile osimano continua ad allenarsi nella palestra del Boxing Club Castelfidardo sotto la direzione dei maestri Andrea Gabbanelli e Daniele Marra, che lo hanno forgiato e cresciuto sportivamente. Con nove match all’attivo, Charly è ancora imbattuto e si sta preparando seriamente ad una grande sfida.

Arblin Kaba, attuale detentore del titolo italiano dei superleggeri

Sul ring del PalaBaldinelli incrocerà i guantoni con l’atleta bolognese di origine albanese Arblin Kaba che vanta 16 match con un bilancio di 13 vittorie, due sconfitte ed un pareggio. Kaba indossa da tre anni la cintura tricolore ed ha respinto l’assalto di Hassan Nourdine ad ottobre del 2019, Luciano Randazzo ad aprile 2021 ed un paio di mesi fa anche quello di Daniele Zagatti.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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