Vincenzo Graciotti festeggia gli anni, finale dell’Italian Sealing League e Barcolana

Tanta carne al fuoco per il Presidente Fiv delle Marche che vuole fare di Numana la sede dell’attività velica paraolimpica del Coni

Numana, 8 agosto 2018 – Il numanese doc Vincenzo Graciotti, da 50 anni nel settore della vela e della nautica e già campione velico in  diverse classi, è attualmente Presidente regionale della Fiv: Federazione italiana vela.

In questa veste di prestigio, Graciotti ha sempre tenuta alta la bandiera dello sport numanese, trovando pieno appoggio da parte di tutti i cittadini per dare sempre più sviluppo allo sport velico, considerata anche la tradizione marinaresca che contraddistingue questa stazione turistica.

In occasione del suo compleanno, festeggiato dal sindaco Gianluigi Tombolini e dal Presidente regionale del Coni Fabio Luna, Vincenzo Graciotti ha celebrato l’ultimo successo: si è qualificato a Malcesine alla sfida finale dell’Italian Sealing League di fine settembre a Porto Cervo con lo Yacht Club Riviera del Conero che ha sede proprio nel porto di Numana.

E dal momento che le belle notizie non vengono mai sole, ha annunciato che il 4 ottobre parteciperà a Trieste alla regata velica internazionale Barcolana, con barca ed equipaggio tutto numanese.

A destra, Vincenzo Graciotti a Malcesine dove si è qualificato con lo Yacht Club Riviera del Conero alla sfida finale dell’Italian Sealing League di fine settembre a Porto Cervo

In ultimo, in qualità di Presidente regionale, ha annunciato di voler iniziare il percorso per portare Numana e lo Yacht Club Riviera del Conero a diventare sede di attività velica paraolimpica del Coni. Una notizia che fa onore a tutto lo sport numanese, e che l’Amministrazione comunale ha accolto con favore impegnandosi a dare a Vincenzo il massimo supporto possibile.

 

di Giuseppe Monaco


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

a cura di Paolo Fileni
Pane Burro & Marmellata

 

UNA BOTTIGLIA DI PLASTICA CI UCCIDERÀ!                                                                                                 La natura non può decomporre la nostra imbecillità

19 marzo 2019 – Le buste di plastica per la spesa sono leggerissime,tanto quanto l’indifferenza dei più che ne sottovalutano la pericolosità per l’uomo e l’ambiente. E non solo perché c’è stato qualcuno che ci ha infilato la testa dentro ed è morto asfissiato. O c’è stato qualche animale domestico che ha ingerito una busta di plastica rimanendone soffocato.

Oggi, le buste di plastica sono proibite, ma la gente continua ad usare quelle che aveva in casa e chissà quando spariranno del tutto, considerato che la plastica immessa nell’ambiente impiega mediamente 450 anni per biodegradarsi. E anche dopo tutto questo tempo, non sparisce affatto. Si trasforma in micro particelle che vengono ingerite da animali e pesci, entrando così nella nostra catena alimentare. E in quella dei più grandi cetacei sparsi nei mari di tutto il mondo.

Aveva 40 chili di plastica nello stomaco la balena trovata morta tempo fa su una spiaggia delle Filippine. Lo hanno reso pubblico i ricercatori del D’ Bone Collector Museum. Un museo di storia naturale con sede nella città di Davao nelle Filippine che hanno rinvenuto la carcassa del cetaceo.

«L’animale aveva al suo interno un quantitativo di plastica che mai avevamo visto prima in una balena – hanno informato da quel museo – 16 sacchi di riso nel suo stomaco e un imprecisato numero di sacchetti di plastica per la spesa. Non eravamo preparati ad una simile quantità. Era enorme, e la plastica si stava calcificando».

Le balene ingeriscono sacchi di plastica interi, le orate, le spigole, le sarde ingeriscono le microplastiche, che sono tossiche. Così, quando andiamo al ristorante e ordiniamo un’orata alla griglia, rischiamo d’ingerire anche una certa quantità di microplastiche. Il vantaggio è che non le troveremo sul conto. Sono gratis, inodori e insapori ma altamente letali per il nostro organismo.

Quanto impiega l’ambiente a decomporre ciò che gettiamo?

  • frutta e verdura: 5/6 settimane
  • carta: 2/3 settimane – pagine di un giornale: 5/6 settimane
  • cotone e altri tessuti: circa 2 mesi – una corda: 14 mesi
  • lana: circa 2 anni – abbigliamento in pelle: 50 anni – stivale in gomma: 80 anni
  • legno verniciato: 13 anni – scatole di latta: 50 anni – alluminio: 200 anni
  • bottiglia d’acqua in plastica: 450 anni – busta per la spesa: 20 anni
  • bottiglia di vetro: 1 o 2 milioni di anni: nessuno è vissuto tanto a lungo da poterne misurare la decomposizione.

Per decomporre l’imbecillità umana, invece, impiega molto più di una bottiglia di vetro.

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