La 6ª tappa della Tirreno-Adriatico partirà da Numana

Villaggio sportivo e start fissati a Marcelli

Numana – Si dice estremamente soddisfatta l’Amministrazione comunale nel rendere noto che la 6ª tappa della gara ciclistica nazionale Tirreno – Adriatico, in calendario per lunedì 12 marzo, partirà proprio da Numana per poi arrivare a Fano.

Numana – Il sindaco Gianluigi Tombolini alla presentazione della tappa della Tirreno-Adriatico che partirà da Numana

La partenza di tappa dei ciclisti campioni si effettuerà dalla Piazzetta Miramare di Marcelli, proseguirà per tutto il lungomare di Numana, le vie del centro storico, attraverserà Piazza del Santuario per poi indirizzarsi verso il Conero.

Il villaggio sportivo della Tirreno Adriatico verrà situato sempre a Marcelli sin dal giorno prima, con l’arrivo del gruppo dei caravan delle società sportive dopo il termine della 5° tappa di Filottrano, dedicata alla memoria dell’indimenticato campione marchigiano Michele Scarponi; tutti gli appassionati di ciclismo della zona potranno così ammirare da vicino i loro campioni del cuore, e “sbirciare” le attività del post e pre gara del villaggio.

«Per Numana è una grandissima opportunità di rilancio del proprio turismo e di quello della Riviera del Conero a livello nazionale ed internazionale – ha dichiarato il sindaco Gianluigi Tombolini – la visibilità data al nostro territorio poco prima delle vacanze pasquali sarà uno straordinario volano per iniziare alla grande la stagione turistica 2018!»

A supportare quanto affermato dal sindaco ci sono i numeri sulla copertura dei media forniti dall’organizzazione della corsa dei due mari:

  • circa 250 giornalisti e fotografi accreditati;
  • 1 milione di contatti attesi dal sito della gara www.tirrenoadriatico.it, che riporterà ovviamente foto e notizie delle località sedi delle varie tappe, tra cui Numana;
  • 4 milioni circa di contatti attesi attraverso i social network e le apposite pagine della manifestazione (twitter, facebook, ecc);
  • 13 network televisivi nazionali ed internazionali accreditati con 184 paesi collegati ed un totale di 2.500 ore di trasmissioni TV  programmate per circa 46 milioni di audience complessive.

 

redazionale

 


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Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Crisi di Governo e disobbedienza dei ristoranti

Venerdì 15 gennaio migliaia di locali in mezza Italia rialzano le saracinesche


Camerano – 14 gennaio 2021 – Devo smentire me stesso. Due giorni fa, da questo stesso spazio, avevo scritto: “Il Governo Conte 2 sta per crollare sotto la mannaia renziana di un’Italia Viva che con due Ministre e una insignificante manciata di voti si permette il lusso di volerne decidere le sorti. Probabilmente è un bluff, alla fine Renzi dimostrerà di non avere le palle per andare fino in fondo. Incasserà il massimo possibile e troverà le giuste scuse per lasciare le Ministre dove stanno. Ovviamente, il tutto all’insegna del bene dell’Italia e degli italiani” (Corriere del Conero, Il caos agitato della pandemia, 12 gennaio 2021)

I fatti, dopo 48 ore, hanno dimostrato che mi sbagliavo: Matteo Renzi, ieri, (foto) ha ritirato le due Ministre di Italia Viva aprendo, di fatto, la crisi di governo e sfidando apertamente il premier Giuseppe Conte alle uniche due alternative possibili: dimettersi o andare in Parlamento a cercare i numeri per una maggioranza che, allo stato attuale, non esiste. Ma in politica, specialmente in Italia, mai dire mai: troppi salti del grillo e della quaglia, troppi passi all’indietro a mo’ dei gamberi.

Dunque, smentendomi piacevolmente, Matteo Renzi le palle ha dimostrato d’averle, eccome! Ma pure tanto coraggio che, in questo tempo di pandemia, per il PD e i 5 Stelle viene considerato pazzia pura: “Con il Paese in grave difficoltà per via del Covid, le terapie intensive affollate, i contagi che continuano a crescere, i ristori da designare, la campagna vaccinale appena partita da gestire, aprire una crisi di governo è pura follia”, è il loro mantra.

Ha ragione Renzi, o hanno ragione loro? A guardarla dall’esterno, avrebbero ragione entrambi. Renzi, perché quel che chiede, e non stiamo qui a ribadirlo, è sacrosanto, concreto e rispondente al vero; PD e 5 Stelle perché, per come è messo il Paese in questa fase, non si può perdere tempo in litigi politici e partitici quando invece andrebbe speso tutto nel gestire e risolvere i problemi pandemici a livello sociale, sanitario, economico, lavorativo.

Certo è che il quadro, nel suo insieme, al momento è un miscuglio di colori indecifrabili e il titolo del mio editoriale di due giorni fa: “il caos agitato della pandemia”, lo descrive benissimo. Il presidente Mattarella ha fretta di risolvere la crisi, profondamente consapevole dei guasti che produrrebbe al Paese se dovesse prolungarsi oltre misura. Renzi, viaggia a muso duro e in punta di unghie sul filo della lama di un rasoio: potrebbe incassare parecchio o sparire del tutto. Il centrodestra non fa sconti e vorrebbe subito elezioni anticipate. Il Premier, dopo aver accentrato ogni decisione e alzato muri intorno a sé, o riesce nella magia di mettere in piedi un Conte ter o dovrà rimettere il mandato nelle mani di Mattarella.

Tutto questo mentre il Paese, esausto, sfinito, sfiduciato e impaurito, non ne può più. E arrivano le prime ribellioni serie. Domani, venerdì 15, nelle Marche, in Toscana, in Emilia Romagna, migliaia di ristoratori hanno deciso per la disobbedienza totale ai Dpcm contiani e, costi-quel-che-costi-ormai-chi-se-ne-frega, rialzeranno le saracinesche dei loro locali senza più limiti d’orario. Pur rispettando tutte le direttive su distanziamento, sanificazione, mascherine e via dicendo. Mentre i politici a Roma litigano, gli italiani dell’Italia reale e in sofferenza reagiscono come possono e si ribellano. Non per salvarsi la poltrona, ma per salvarsi la vita.

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