Il Milan Camp torna nella Riviera del Conero

Dal 7 al 12 luglio vacanze estive rossonere presso il campo sportivo M. Carpano di Marcelli

Numana, 10 marzo 2019 – Il Milan Academy City Camp torna nella Riviera del Conero. L’ evento, organizzato da Fast Eventi (gestore ed organizzatore leader dell’A.C. Milan), in collaborazione con la Società Sportiva Atletico Conero ha ottenuto il patrocinio  del Comune di Numana.

Al riguardo il sindaco Tombolini si è detto molto soddisfatto di poter ospitare questa iniziativa sportiva di grande prestigio, che va a qualificare la già ricca offerta turistica numanese: «Il connubio tra turismo e sport  si dimostra un eccezionale strumento di marketing territoriale». 

I giovani partecipanti al Milan Academy City Camp della passata edizione (foto d’archivio)

Il City Camp ufficiale rossonero si svolgerà dal 7 al 12 luglio e sarà ospitato presso il campo sportivo M. Carpano di Marcelli di Numana, la cui struttura proprio quest’anno è stata riqualificata grazie al rifacimento degli spogliatoi. Potranno parteciparvi ragazzi dai 6 ai 16 anni che, per sei giorni consecutivi, saranno impegnati con allenamenti dalle ore 8:00 alle 18:00. Ad ogni ragazzo verrà fornito un kit di abbigliamento Puma personalizzato Milan e al termine dell’esperienza sarà rilasciato l’attestato di partecipazione al Camp.

Gli allenamenti prevedono allenatori qualificati come ex giocatori di serie A (Massimo Agostini, Sergio Domini), e altri che fanno parte dello staff tecnico del settore giovanile  AC. Milan (Lodovico Costacurta, Alessandro Lupi, Simone Baldo, Nicola Matteucci, Marino Frigerio, Roberto Bertuzzo), compreso il preparatore dei portieri Sebastiano Rossi.

“I giovani calciatori saranno i protagonisti assoluti insieme al divertimento e all’amicizia – ha aggiunto l’assessore allo Sport Gabriele Calduccitramite il calcio potranno crescere conoscendo i veri valori dello sport”.

Tutte le informazioni relative all’iscrizione al Camp si potranno trovare visitando i siti internet www.fasteventi.it e www.acmilan.com/it/academy/junior-camp.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Europee 2019: al voto! al voto! 2

Tra ieri, oggi, domani e domenica al voto in 400 milioni


24 maggio 2019 – Per il nono rinnovo del Parlamento dell’Unione europea sono chiamati alle urne 400 milioni di elettori. Ieri hanno iniziato a votare nel Regno Unito e nei Paesi Bassi; oggi toccherà all’Irlanda, sabato 25 maggio alla Lettonia, Repubblica Ceca, Malta e Slovacchia. Infine, domenica 26, tutti gli altri Paesi dell’Unione Italia compresa.

Domenica pomeriggio, alle 18, 19 e 20, con i seggi ancora aperti in molti Paesi, l’Europarlamento diffonderà le prime stime. Ma bisognerà attendere le 20.15 per avere il primo dato aggregato su 12 Paesi, e le 21.15 per i restanti 16 Paesi. A chiusura dei seggi, dopo le 23, arriveranno le prime proiezioni sulla consistenza e la composizione dei gruppi parlamentari.

Brexit Regno Unito – Ora che la data limite per l’uscita dall’Eu del Regno Unito è stata fissata al 31 ottobre, il paradosso è che Londra manderà a Strasburgo 73 eurodeputati che, se l’accordo del ritiro venisse approvato entro il 30 giugno, non si insedierebbero neppure dal momento che il nuovo Parlamento s’insedia il 2 luglio. Se ciò dovesse avvenire, dei 73 seggi 46 verranno congelati e 27 redistribuiti fra i 14 Paesi che ne hanno diritto. All’Italia ne andrebbero 3.

In Francia il voto europeo viene considerato un vero e proprio referendum su Macron. Il presidente è in calo nei sondaggi per via degli scandali di Palazzo, dimissioni di ministri e proteste dei gilet gialli. Lo spauracchio dell’astensionismo è forte: secondo i sondaggi 3 giovani su 4 non si presenteranno alle urne.

La Germania è il Paese che esprime più eurodeputati: 93. I sondaggi dicono che la Cdu-Csu della cancelliera Merkel viaggia su un solido 30%, l’ultradestra dell’Afd è ferma al 13% così come liberali e sinistra. A stravolgere tutto potrebbero essere i Verdi, secondo partito al 20%. Con l’Spd che rischia d’incassare il peggior risultato degli ultimi decenni. Se così avverrà, sarebbe la fine per la Grosse Koalition messa in piedi dalla Merkel.

In Spagna, con il socialista Sànchez da un mese vittorioso delle Politiche ma non ancora in grado di formare un Governo, i sondaggi vedono in calo il Pse e i popolari, mentre sono in crescita la sinistra di Podemos e il centrodestra di Ciudadanos. Vera incognita l’ultradestra sovranista di Vox, per la prima volta alle elezioni europee.

Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia – il Quartetto di Visegrad – sono considerate illiberali ed euroscettiche, portatrici dell’ondata populista. Mine vaganti ma solide nei loro princìpi di difesa della sovranità e del territorio. Resta da vedere come reagiranno i loro elettori nelle urne.

Della situazione dell’Italia ne ho parlato nel precedente editoriale. Comunque andrà, il 27 maggio nulla sarà più come prima. A meno che l’attaccamento alla poltrona dei gialloverdi non sarà più forte delle loro innegabili differenze. Prevedo un carico di superlavoro per il Presidente del Consiglio Conte un superSarto che, se vorrà durare, dovrà ricucire molti superstrappi.


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