Conerissimo: va in scena la regata sostenibile

Domenica 13 giugno, dal Passetto di Ancona al Porto di Numana e ritorno. 50 le imbarcazioni partecipanti

Numana, 12 giugno 2021 – Dal Passetto di Ancona al Porto di Numana e ritorno. Sedici miglia, ben 35km di regata che solcherà il mare ai piedi del Conero. E saranno 50 le imbarcazioni provenienti da tutta Italia a sfidarsi domenica mattina nella Conerissimo, la prima regata del 2021 per barche a chiglia fissa: la più lunga delle regate costiere e soprattutto la più affascinante proprio perché percorre nella sua interezza l’area del Parco del Conero dal versante mare. L’evento è organizzato da Assonautica e patrocinato da Parco del Conero e Comune di Numana.

Qui e sotto, Conerissimo 2020 (foto Veronica Benigni)

La partenza delle imbarcazioni è prevista per le 10,30 sullo specchio di mare di fronte al Passetto.

«Il Parco del Conero è sempre più attento al carattere sportivo e culturale degli eventi che si svolgono su questo territorio – afferma il presidente Daniele Silvettie Conerissimo è una di quelle manifestazioni che meglio esprime il profilo di ecosostenibilità il cui valore è parte della nostra mission. Pertanto siamo ben lieti di abbracciare questa iniziativa in qualità di partner, consapevoli della dimensione promozionale di cui siamo depositari».

Cinquanta barche in mare, e ogni imbarcazione si compone di uno staff di circa 15 unità per un totale di circa 200 atleti coinvolti.

«Siamo certi che questa regata attirerà anche un discreto numero di turisti – afferma Raffaele Velardocchia, presidente dell’Associazione Sportiva Dilettantistica di Assonautica – in quanto, a differenza degli anni scorsi, il percorso è stato modificato per renderlo più visibile da terra. Oltre che una manifestazione sportiva, Conerissimo vuole rappresentare un modo di fruizione diverso del Parco del Conero, al fine di innescare un meccanismo virtuoso e sostenibile di vivere le aree naturali protette».

La premiazione dei vincitori della regata si terrà ad Ancona alle 18,30 nella sede di Assonautica a Marinadorica, alla presenza del sindaco di Numana Gianluigi Tombolini e del presidente del Parco del Conero, Daniele Silvetti.

Per ragioni di sicurezza e prevenzione anticovid saranno invitati solamente gli armatori e non tutti gli equipaggi. Verranno conferiti i trofei ORC, FIV Vele Bianche e FIV Spinnaker. Inoltre, il Comune di Numana premierà l’equipaggio proveniente da più lontano.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Scarpe e panchine rosse per colpa di anime nere

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne


Camerano, 25 novembre 2021 – Si celebra oggi, in tutto il mondo civile, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, data simbolo scelta perché in questo giorno del 1960 a Santo Domingo tre sorelle – Patria, Minerva, Maria Teresa Mirabal – vennero uccise e gettate in un burrone dagli agenti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo. Data ripresa il 25 novembre 1981 quando si organizzò il primo Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche, e da quel giorno divenne data simbolo. Istituzionalizzata definitivamente dall’Onu nel 1999.

Sono dunque quarant’anni esatti che il mondo, prendendo a simbolo una data, ha ufficializzato e condannato la brutalità dell’uomo, del maschio, nei confronti delle donne. Una violenza fatta di soprusi, ricatti continui, botte spesso sfociate in delitti, che per la verità esiste da sempre ad ogni latitudine e si perde nella notte dei tempi.

Nel mondo la violenza contro le donne interessa una donna su tre.

In Italia i dati ISTAT mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner.

In Italia, circa ogni tre giorni una donna viene uccisa in quello che viene definito il fenomeno dei femmicidi. Secondo il Rapporto Istat 2018 sulle vittime di omicidi pubblicato dal Ministero degli Interni, il 54,9% degli omicidi di donne sono commessi da un partner o ex partner, il 24,8% da parenti, nell’1,5% dei casi da un’altra persona che la vittima conosceva (amici, colleghi, ecc.)

Oggi in tutta Italia, ogni Comune, Provincia, Regione, Associazione di categoria, denuncia il fenomeno dei femminicidi e dice no alla violenza sulle donne. Lo fa con eventi ed iniziative d’ogni sorta tutte accomunate dal colore rosso: facciate dei palazzi e monumenti illuminati di rosso, panchine colorate di rosso, scarpe rosse abbandonate sul selciato delle piazze. Un simbolo, quello delle scarpe rosse, ideato nel 2009 dall’artista messicana Elina Chauvet con l’opera Zapatos Rojas. Installazione apparsa per la prima volta davanti al consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare le centinaia di donne rapite, stuprate e uccise a Ciudad Juarez.

Questo colore rosso riporta alla mente il colore del sangue versato dalle tante donne vittime di femminicidio, contrapposto al nero dell’anima dei loro stupratori, violentatori e assassini. L’anima nera di quei maschi mai cresciuti che considerano la donna una loro proprietà esclusiva, al punto da arrivare ad uccidere la propria compagna o ex, quando si rendono conto d’averla persa definitivamente. La proprietà, ovviamente, mica la donna, che è soltanto colpevole di avergli detto o dimostrato che lei non è proprietà di nessuno se non di se stessa.

Domani, spento il colore rosso, resterà il nero di quelle anime perse e una statistica da aggiornare. Si lavorerà per aiutare quelle donne e quei figli scampati alla violenza ma, soprattutto, si dovrà trovare il modo per insegnare agli stalker che una donna non è un oggetto, che una storia d’amore può finire, che un femminicidio non può affermare una supremazia che non è mai esistita se non nella loro testa. E bisogna trovarlo, quel modo, prima che la perdano del tutto la testa.

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