Verso Ancona Matelica – Lucchese, storico e news

Sabato 25 settembre ore 14.30 – stadio Del Conero. Cancelli aperti alle 13. Il commento di mister Colavitto e i convocati

Calcio serie C girone B

Ancona, 24 settembre 2021 – Sono 23 i precedenti ufficiali nelle Marche fra le due squadre: bilancio di 10 successi biancorossi (ultimo 3-0 nella serie C 2015/16), 7 pareggi (ultimo 2-2 nella serie C 2014/15) e 6 vittorie rossonere (ultima 1-0 nella serie B 1997/98).

L’Ancona, accanto a Cesena ed Imolese, è una delle 3 squadre del girone B di serie C 2021/22 che, dopo 4 turni, non ha ancora segnato nei primi tempi.

Dirige Scarpa di Collegno.

«Ci troviamo di nuovo di fronte una realtà toscana, una squadra propositiva ed organizzata – ha dichiarato al termine della rifinitura mister Gianluca Colavitto – che sa stare bene in campo. La Lucchese è in fiducia e in buona forma, il successo contro l’Olbia ha dato loro sicuramente morale.

Gianluca Colavitto, mister dell’Ancona Matelica

Come al solito – ha proseguito il tecnico – sappiamo che ci aspetta una partita difficile davanti al nostro pubblico. Potessi tornare indietro e rimettere le scarpette sarei il calciatore più felice del mondo di giocare al Del Conero con una atmosfera del genere. Speriamo di continuare a rendere i tifosi orgogliosi di noi. Abbiamo avuto qualche acciacco in questi giorni, ma sappiamo che sono situazioni che fisiologicamente fanno parte di una stagione. Sono comunque soddisfatto di tutti quelli che scendono in campo, perché so che ognuno di loro proverà sempre a dare il massimo. Questo è l’importante. Non ci si piange addosso e si guarda avanti».

Per i biancorossi indisponibili Ruani, Del Sole, Papa e Delcarro.

L’elenco dei giocatori convocati per la gara di domani: Avella, Bianconi, Canullo, D’Eramo, Di Renzo, Faggioli, Farabegoli, Gasperi, Iannoni, Iotti, Masetti, Maurizii, Moretti, Noce, Rolfini, Sabattini, Sereni, Tofanari, Vitali, Vrioni.

Verrà inaugurata ufficialmente sabato, nel pre-gara di Ancona Matelica -Lucchese, la nuova ambulanza della Croce Gialla Ancona, acquistata con il contributo del 5×1000 da parte degli anconetani assieme all’opera giornaliera svolta dai volontari.
Ad officiare il tradizionale taglio del nastro con relativo colpo di sirena saranno il presidente della Croce Gialla Alberto Caporalini, il responsabile delle manifestazioni Marco Paoloni e la dg biancorossa Roberta Nocelli.
Il mezzo di primo soccorso sarà in seguito impiegato sulla città di Ancona.

Si ricorda che, come da regolamento, all’interno dello stadio Del Conero è fatto divieto di introdurre ombrelli o altri accessori muniti di puntale e portare con sé bottiglie di vetro.

I cancelli apriranno alle ore 13:00.

La raccomandazione per tutti i tifosi è quella di arrivare con largo anticipo allo stadio per sottoporsi con calma ai controlli di sicurezza, la cui procedura richiede tempi lunghi in quanto prevede la misurazione della temperatura, il controllo di biglietto, del Green Pass e del documento di identità.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Scarpe e panchine rosse per colpa di anime nere

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne


Camerano, 25 novembre 2021 – Si celebra oggi, in tutto il mondo civile, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, data simbolo scelta perché in questo giorno del 1960 a Santo Domingo tre sorelle – Patria, Minerva, Maria Teresa Mirabal – vennero uccise e gettate in un burrone dagli agenti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo. Data ripresa il 25 novembre 1981 quando si organizzò il primo Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche, e da quel giorno divenne data simbolo. Istituzionalizzata definitivamente dall’Onu nel 1999.

Sono dunque quarant’anni esatti che il mondo, prendendo a simbolo una data, ha ufficializzato e condannato la brutalità dell’uomo, del maschio, nei confronti delle donne. Una violenza fatta di soprusi, ricatti continui, botte spesso sfociate in delitti, che per la verità esiste da sempre ad ogni latitudine e si perde nella notte dei tempi.

Nel mondo la violenza contro le donne interessa una donna su tre.

In Italia i dati ISTAT mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner.

In Italia, circa ogni tre giorni una donna viene uccisa in quello che viene definito il fenomeno dei femmicidi. Secondo il Rapporto Istat 2018 sulle vittime di omicidi pubblicato dal Ministero degli Interni, il 54,9% degli omicidi di donne sono commessi da un partner o ex partner, il 24,8% da parenti, nell’1,5% dei casi da un’altra persona che la vittima conosceva (amici, colleghi, ecc.)

Oggi in tutta Italia, ogni Comune, Provincia, Regione, Associazione di categoria, denuncia il fenomeno dei femminicidi e dice no alla violenza sulle donne. Lo fa con eventi ed iniziative d’ogni sorta tutte accomunate dal colore rosso: facciate dei palazzi e monumenti illuminati di rosso, panchine colorate di rosso, scarpe rosse abbandonate sul selciato delle piazze. Un simbolo, quello delle scarpe rosse, ideato nel 2009 dall’artista messicana Elina Chauvet con l’opera Zapatos Rojas. Installazione apparsa per la prima volta davanti al consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare le centinaia di donne rapite, stuprate e uccise a Ciudad Juarez.

Questo colore rosso riporta alla mente il colore del sangue versato dalle tante donne vittime di femminicidio, contrapposto al nero dell’anima dei loro stupratori, violentatori e assassini. L’anima nera di quei maschi mai cresciuti che considerano la donna una loro proprietà esclusiva, al punto da arrivare ad uccidere la propria compagna o ex, quando si rendono conto d’averla persa definitivamente. La proprietà, ovviamente, mica la donna, che è soltanto colpevole di avergli detto o dimostrato che lei non è proprietà di nessuno se non di se stessa.

Domani, spento il colore rosso, resterà il nero di quelle anime perse e una statistica da aggiornare. Si lavorerà per aiutare quelle donne e quei figli scampati alla violenza ma, soprattutto, si dovrà trovare il modo per insegnare agli stalker che una donna non è un oggetto, che una storia d’amore può finire, che un femminicidio non può affermare una supremazia che non è mai esistita se non nella loro testa. E bisogna trovarlo, quel modo, prima che la perdano del tutto la testa.

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