Un Cus Ancona di carattere: sbancata Faenza

Calcio a 5 - 15ª giornata Serie B girone D

Faventia – Cus Ancona 1 – 3

Faenza – Serviva una vittoria al Cus Ancona per mettersi alle spalle l’ultima sconfitta con il Buldog Lucrezia e prepararsi al meglio allo spareggio di Coppa Italia, con in palio le Final Eight, di sabato prossimo con il Futsal Cobà.

È arrivata, con rabbia e determinazione, in un campo difficile come quello del Faventia e al cospetto di un avversario tosto e molto ben disposto nel rettangolo di gioco.

Faenza – Esultanza anconetana dopo un gol

Guardando alla cronaca della partita, partono meglio i dorici che appaiono carichi e vogliosi di centrare, sin da subito, il bottino pieno. In sei minuti Iuri Fioretti, la giovane stella classe 1997, decide che è ora di prendersi la scena: prima finalizzando al meglio uno schema da corner poi, duettando con Marco Belloni, pescando l’angolino giusto alle spalle del portiere di casa.

È il 2-0 che permette agli anconetani di dettare il proprio ritmo, arginando sul nascere le iniziative biancocelesti. L’unico sussulto del Faventia arriva poco dopo la metà quando, sugli sviluppi di una palla recuperata a centrocampo, Ilie Barbieri piazza un’autentica sassata che non lascia scampo a Vittori.

Nella ripresa il copione non cambia. Il Cus Ancona registra come al solito la fase difensiva lasciando poco scampo ai padroni di casa. Nel tentativo di raggiungere il pareggio mister Castellani prova a giocarsi la carta del quinto di movimento, subendo però il definitivo 1-3 di Belloni bravo ad intercettare una palla e spedire i tre punti verso il capoluogo marchigiano.

Una vittoria che dà morale e consapevolezza agli anconetani, attesi ora ad un doppio confronto da brividi con Futsal Cobà (Coppa Italia) e Tenax Castelfidardo.

Sala Stampa

Iuri Fioretti: “Sapevamo già dall’inizio della settimana che sarebbe stata una gara dura e così si è confermata. La partenza è stata ottimale ma poi come spesso accade non siamo riusciti a chiudere la gara, sprecando le occasioni che ci sono capitate. È stato importante saper soffrire, con i tre punti, meritati, che ci permettono di proseguire la corsa playoff. Adesso avremo due gare molto difficili, fondamentali per la nostra stagione e i nostri sogni. Lavoreremo duramente in settimana per provare ad arrivare al meglio a questi appuntamenti credendo fortemente nei nostri mezzi“.

Il tabellino

Faventia: Conti, Tronconi, Bezzi, Caria, Barbieri S., Barbieri I., Hassane, Cavina A., Cavina M., Borja Milan, Gatti, Lombardi. All. Castellani

Cus Ancona: Vittori, Pellegrino, Fioretti, De Sousa, Squartini, Zizzamia, Lalloni, Belloni, Quorri, De Souza, Cologgi. All. Carletti

Arbitro: Tasca e Baraccano di Treviso

Crono: Mazzone di Imola

Reti: 2′ e 6′ Fioretti, 12′ Barbieri I., 38′ Belloni

Ammonito: Cavina M.

Espulso: Hassane

 

redazionale

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Scarpe e panchine rosse per colpa di anime nere

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne


Camerano, 25 novembre 2021 – Si celebra oggi, in tutto il mondo civile, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, data simbolo scelta perché in questo giorno del 1960 a Santo Domingo tre sorelle – Patria, Minerva, Maria Teresa Mirabal – vennero uccise e gettate in un burrone dagli agenti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo. Data ripresa il 25 novembre 1981 quando si organizzò il primo Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche, e da quel giorno divenne data simbolo. Istituzionalizzata definitivamente dall’Onu nel 1999.

Sono dunque quarant’anni esatti che il mondo, prendendo a simbolo una data, ha ufficializzato e condannato la brutalità dell’uomo, del maschio, nei confronti delle donne. Una violenza fatta di soprusi, ricatti continui, botte spesso sfociate in delitti, che per la verità esiste da sempre ad ogni latitudine e si perde nella notte dei tempi.

Nel mondo la violenza contro le donne interessa una donna su tre.

In Italia i dati ISTAT mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner.

In Italia, circa ogni tre giorni una donna viene uccisa in quello che viene definito il fenomeno dei femmicidi. Secondo il Rapporto Istat 2018 sulle vittime di omicidi pubblicato dal Ministero degli Interni, il 54,9% degli omicidi di donne sono commessi da un partner o ex partner, il 24,8% da parenti, nell’1,5% dei casi da un’altra persona che la vittima conosceva (amici, colleghi, ecc.)

Oggi in tutta Italia, ogni Comune, Provincia, Regione, Associazione di categoria, denuncia il fenomeno dei femminicidi e dice no alla violenza sulle donne. Lo fa con eventi ed iniziative d’ogni sorta tutte accomunate dal colore rosso: facciate dei palazzi e monumenti illuminati di rosso, panchine colorate di rosso, scarpe rosse abbandonate sul selciato delle piazze. Un simbolo, quello delle scarpe rosse, ideato nel 2009 dall’artista messicana Elina Chauvet con l’opera Zapatos Rojas. Installazione apparsa per la prima volta davanti al consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare le centinaia di donne rapite, stuprate e uccise a Ciudad Juarez.

Questo colore rosso riporta alla mente il colore del sangue versato dalle tante donne vittime di femminicidio, contrapposto al nero dell’anima dei loro stupratori, violentatori e assassini. L’anima nera di quei maschi mai cresciuti che considerano la donna una loro proprietà esclusiva, al punto da arrivare ad uccidere la propria compagna o ex, quando si rendono conto d’averla persa definitivamente. La proprietà, ovviamente, mica la donna, che è soltanto colpevole di avergli detto o dimostrato che lei non è proprietà di nessuno se non di se stessa.

Domani, spento il colore rosso, resterà il nero di quelle anime perse e una statistica da aggiornare. Si lavorerà per aiutare quelle donne e quei figli scampati alla violenza ma, soprattutto, si dovrà trovare il modo per insegnare agli stalker che una donna non è un oggetto, che una storia d’amore può finire, che un femminicidio non può affermare una supremazia che non è mai esistita se non nella loro testa. E bisogna trovarlo, quel modo, prima che la perdano del tutto la testa.

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