Sole, freddo e spettacolo nel Ciclocross Ancona che ha salutato il 2016

Oltre 130 partecipanti nella prima edizione ampiamente riuscita

Ancona. Spettacolo di ciclocross nell’ultimo giorno dell’anno ad Ancona. In una giornata fredda, ma soleggiata. È mancato il fango, classico nella specialità invernale del ciclismo, ma non le emozioni date dagli oltre 130 partenti che non sono voluti mancare alla prima edizione del Cross Ancona.

Un passaggio spettacolare nel circuito dorico
Un passaggio spettacolare nel circuito dorico

Su un circuito disegnato nei prati antistanti lo Stadio del Conero e il PalaRossini, per una mattinata intera e intensa di gare dai più giovani ai più grandi. Ottima l’organizzazione del Pedale Chiaravallese e del team Ciclocross Agugliano, con in testa il factotum Emanuele Serrani. Atleti provenienti da Marche, Abruzzo, Emilia Romagna, Toscana e Lazio.

Al via i migliori specialisti della disciplina per la soddisfazione del presidente del Comitato Regionale Fci Marche Lino Secchi, presente alla manifestazione insieme al vice presidente Massimo Romanelli e al delegato del Coni per la provincia di Ancona Luna Fabio, ma con la presenza pure del presidente del ciclismo anconetano Tania Belvederesi e del presidente del Coni regionale Germano Peschini.

L'arrivo vittorioso di Gabriele Torcianti
L’arrivo vittorioso di Gabriele Torcianti

A livello tecnico, nella gara che ha aperto la manifestazione, splendida la cavalcata solitaria del campione italiano Gabriele Torcianti, atleta della società organizzatrice Pedale Chiaravallese, che ha fatto corsa di testa sin dal primo giro dominando la competizione Allievi. Negli Open ha trionfato Stefano Valdrighi della Cicli Taddei che si imposto su Antonio Folcarelli ed Emanuele Di Giovanni. Quarto Pietro Pavoni.

Nelle società, dove ha trionfato Bikers in Liberta, da segnalare il secondo posto nella classifica a partecipazione del Pedale Chiaravallese, mentre nella graduatoria a punteggio il Pedale ha chiuso al terzo posto.

«Non possiamo che essere soddisfatti di questa prima edizione – fanno sapere gli organizzatori – Si pensa già alla prossima con l’obiettivo di crescere ulteriormente». Complimenti arrivati da tutti, partecipanti e non, per il percorso, ma anche per la data azzeccata visto che fra una settimana si disputeranno i campionati italiani e per tanti è stata la rifinitura per il tricolore.

I vincitori maschili e femminili di categoria della prima edizione del Cross Ancona

Open (Elite e under 23): Stefano Valdrighi (Cicli Taddei).

Juniores: Mario G. Di Mattia (Cerrano) e Caris Cosentino (Lu Ciclone).

Allievi: Gabriele Torcianti (Pedale Chiaravallese) e Gaia Realini (Spelt Cycling).

Esordienti. 2° anno: Lorenzo Masciarelli (Spelt Cycling) e Giorgia Negossi (Mtb Santa Marinella).

Giovanissimi. G6: Luca G. Giannandrea (Amici della Bici Junior) ed Eleonora Ciabocco (Ciclisti Junior Matelica).

Elite Sport: Leonardo Caracciolo (Sc Centro Terni).

Master 1: Pasquale Iachini (Team Rodas).

Master 2: Matteo Donati (Bikeland).

Master 3: Massimo Folcarelli (Race Mountain).

Master 4: Massimo Viozzi (New Pupilli).

Master 5: Gianni Panzarini (Drake Team Cisterna).

Master 6: Marco Gobbetti (Cicli Cingolani).

Master 7: Franco Di Vita (Avis Sassoferrato).

Master 8: Mario Giulianelli (Mondobici Fermignano).

Master Woman: Marika Passeri (Due Ponti).

Società punteggio e partecipazione: 1. Bikers in Liberta.


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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