Sempre più incerto il futuro dell’Ancona calcio

Chi vuole salvare la dorica si faccia avanti adesso

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Ancona – L’inaspettata vittoria di Parma ha riacceso una flebile speranza di evitare la retrocessione diretta in casa Ancona. Sono quattro i punti da recuperare al Fano (cinque a causa degli scontri diretti a sfavore, sei nel caso arrivi la più che probabile penalizzazione), nelle ultime quattro giornate: un’impresa al limite dell’impossibile, ma bisogna ragionare partita per partita a partire da sabato quando al Del Conero arriverà la FeralpiSalò e il Fano farà visita al Venezia, che con un pareggio otterrebbe la matematica promozione in serie B.

Ma a tenere banco sono, come sempre, le vicende societarie. Proprio ieri il presidente della Lega Pro Gravina ha rivelato di aver sollecitato l’intervento della Procura Federale sulla presenza di personaggi poco graditi intorno al club, con il chiaro riferimento all’eminenza grigia Ercole Di Nicola, che mai si è nascosto sul suo ruolo operativo nell’Ancona.

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Gabriele Gravina, presidente della Lega Pro, ha sollecitato la Procura federale affinché verifichi la situazione societaria dell’Ancona 1905

In tutto ciò la società biancorossa è sempre più in difficoltà: il dg Nacciarriti ha affermato che si chiuderà il bilancio al 30 giugno con circa 350mila euro di disavanzo (ma la cifra è drogata dagli ormai celebri sponsor occulti, una contraddizione in termini), che verrebbero coperti dall’attuale proprietà.

Ci sembra strano possa accadere, visto che per pagare gli stipendi di novembre e dicembre si è dovuto ricorrere a una parte della fidejussione di Andrea Marinelli. Anzi, i soci si sono ormai ufficialmente disimpegnati (qualora si fossero mai impegnati davvero), e lo stesso Di Nicola si sta adoperando per trovarne di nuovi, ad oggi senza successo.

Sergio Schiavoni, mister Imesa
Sergio Schiavoni, mister Imesa

In un clima del genere, ecco che salta fuori Sergio Schiavoni impegnato a reperire risorse per dare un futuro al club. Pochi giorni fa mister Imesa ha incontrato Di Nicola, accompagnato da Miani (ma come? Il paladino dell’etica non aveva smentito l’accostamento dell’ex ds aquilano all’Ancona?), per conoscere l’effettiva situazione dei conti, sponsor occulti a parte. L’incontro è stato definito interlocutorio.

Schiavoni rappresenta Stefano Balducci e Paolo Pomponio, imprenditori romani del ramo ottico che vorrebbero investire nel calcio con l’aiuto di tutta la città. Ma parrebbe solo in caso di Lega Pro. Con la delicata situazione attuale di classifica, la trattativa potrebbe spegnersi sul nascere.

Ercole Di Nicola
Ercole Di Nicola

Ma non è questo l’unico motivo. Diciamolo fuori dai denti: quale imprenditore serio investirebbe oggi nell’Ancona, una società allo sbando, con poca chiarezza sull’ammontare effettivo dei debiti e gestita da persone quanto meno discutibili? Senza contare una penalizzazione certa per questa stagione e, con tutta probabilità, anche per la prossima? Nessuno.

Il rischio che si debba iniziare a pensare ad un’altra rinascita simile a quella del 2010 è piuttosto elevato. Se la piazza vuole il bene di questi colori,  più volte violentati ed abusati nelle ultime due stagioni, è bene che si muova subito.

Grande o piccola imprenditoria, Amministrazione comunale, chiunque insomma possa o voglia dare una mano per non far morire il calcio dorico, deve impegnarsi e mettersi in moto ora. Purché non si sieda allo stesso tavolo dell’attuale proprietà.


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Come cambia l’informazione al tempo dei social

La capacità delle Amministrazioni comunali di trasmettere il proprio operato


Camerano, 16 maggio 2022 – È fuori da ogni dubbio o discussione: l’avvento dei social ha letteralmente stravolto il mondo della comunicazione, il modo di fare informazione e dare le notizie. A volte migliorando le cose, a volte peggiorandole in modo inaccettabile e, spesso, dannoso.

L’avvento del web, e di piattaforme come Facebook, Tik Tok, Twitter, WhatsApp, Telegram, ha aperto spazi infiniti e fatto crollare muri dell’incomunicabilità prima inaccessibili. Ma, se da un verso ha messo in comunicazione fra loro gli individui di tre quarti del mondo, da un altro ha concesso diritto di parola e di replica anche agli imbecilli che, considerati certi interventi visti su Facebook, prolificano a tutte le latitudini dell’emisfero. Umberto Eco docet, quando affermò: «I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel. È l’invasione degli imbecilli». Era il giugno del 2015.

La sua affermazione, oggi, è stata ampiamente dimostrata. Nel campo della comunicazione, che andrebbe trattata con molta delicatezza, ci si sente tutti giornalisti. Tanti, troppi i novelli Indro Montanelli o Enzo Biagi che sia, pronti a dare per primi lo scoop giornaliero di quanto accaduto sotto casa, o al vicino di pianerottolo, o in piazza, o dall’altro capo del mondo, con il risultato di spargere spazzatura a destra e a manca. Tanti, troppi quelli che riprendono dai social una news e, convinti d’essere gli unici, la fanno rimbalzare qua e là aggiungendo – o togliendo – qualche contenuto. Tanti, troppi quelli che gli danno seguito, non verificano le fonti e contribuiscono ad allagare l’oceano delle fake news.

Poi, ci sono gli Enti pubblici, i Comuni che, come diretta conseguenza dell’avvento dei social, sono stati costretti a dotarsi di Uffici stampa per soddisfare con comunicati giornalieri le bocche fameliche delle miriadi di testate giornalistiche (tra cui la nostra), nate grazie alla facilità di comunicare attraverso i social. Oggi, un Ufficio stampa non si nega a nessuno, ce l’hanno quasi tutti, anche quelle piccole realtà che un tempo non se lo sognavano neppure lontanamente. Anche se, spesso, a gestire un Ufficio stampa non sono giornalisti iscritti all’Ordine ma figure che l’Ordine dei giornalisti non sa neppure dove sia.

E veniamo alle dolenti note. Mica tutti i Comuni si sono attrezzati seguendo le regole e la legge; addirittura, alcuni Comuni non si sono attrezzati affatto. In alcuni Comuni il Sindaco, vuoi per risparmiare, vuoi perché si considera la reincarnazione di San Francesco di Sales, vuoi perché di comunicare quel che fa non gli interessa affatto (un modo comodo comodo per farsi gli affari propri), l’Ufficio stampa se lo fa da sé. Quando comunica.

Corriere del Conero da sei anni ormai informa i propri lettori attraverso sei pagine dedicate ad altrettanti Comuni: Camerano, Castelfidardo, Loreto, Osimo, Numana, Sirolo; più una settima pagina, chiamata Dal Mondo, dove finiscono tutte le altre notizie che arrivano da Ancona e dalle altre quattro province marchigiane. La nostra è un’informazione a carattere regionale anche se, grazie al web, siamo letti in tutto il mondo.

In questi sei anni abbiamo collaborato – a volte scontrandoci – con questi Comuni e i rispettivi Sindaci. Non tutti sono attrezzati come dovrebbero nel comunicare ai giornali il proprio operato. Ma va detto che comunque la figura del Sindaco è quella che la fa da padrone, nel bene e nel male. C’è Sindaco e Sindaco, c’è chi esagera e chi se ne frega, c’è chi favorisce una testata a scapito di un’altra, c’è chi informa il meno possibile e chi ti sommerge di comunicati ma nel modo sbagliato. Ecco, di seguito, una nostra personale classifica stilata in base alla nostra esperienza e riferita ai Comuni che informiamo.

posizione

Comune

motivazione
1OSIMOHa un sito web ufficiale e una pagina social. Non ha un Ufficio stampa. Alcuni comunicati arrivano dalla segreteria del Sindaco; altri dal gruppo consiliare del PD; moltissimi dal sindaco Pugnaloni in persona che elogiamo per la sua puntualità, l’ampiezza dell’informazione e la completezza dei comunicati quasi sempre corredati da foto. Merita ampiamente il primo posto anche grazie al fatto che Pugnaloni ha creato una chat riservata ai soli giornalisti.
2CASTELFIDARDOHa un sito web ufficiale e una pagina social. Ha una persona che cura l’Ufficio stampa e puntualmente contatta i giornali attraverso Telegram. I suoi comunicati sono ampi, corredati da foto e informano su tutto lo scibile del Comune e anche qualcosa in più.
3ANCONAHa un sito web ufficiale e più di una pagina social. Ha un Ufficio stampa che impiega diversi giornalisti professionisti, strano trovare un Capoluogo di regione al terzo posto. La sua comunicazione verso le testate giornalistiche è la più ampia in assoluto. Peccato che, nonostante in redazione arrivino quotidianamente montagne di comunicati, questi spesso sono privi di fotografie e, dunque, impubblicabili per una testata online come la nostra. Con la forza lavoro che ha, potrebbe fare molto di più. Problema segnalato più volte.
4SIROLOHa un sito web ufficiale che potrebbe essere migliorato e una pagina social. Non ha un Ufficio stampa. Insieme a Numana è il Comune con meno residenti (Sirolo, 4mila e rotti; Numana 3.700 e rotti). La comunicazione ai giornali la fa quasi esclusivamente il sindaco Filippo Moschella, spesso rubando tempo al suo tempo libero. Nonostante ciò, da quando in Comune c’è lui la comunicazione da e su Sirolo è migliorata parecchio.
5NUMANAHa un sito web ufficiale e uno per il turismo e una pagina social. Ha un Ufficio stampa curato da una persona. Anni addietro la comunicazione con le testate giornalistiche locali era continuativa, tanto che Numana ricopriva posizioni di vertice nella ns. classifica. Da un paio d’anni a questa parte la comunicazione, molto ricca, si è concentrata sulla stagione turistica estiva, lasciando piuttosto scoperto il resto dell’anno. Peccato!
6LORETOHa un sito web ufficiale e una pagina social. Non ha un Ufficio stampa. Almeno, a noi non risulta: non riceviamo comunicati da questo Comune da almeno un anno. Abbiamo contattato per questo il sindaco Moreno Pieroni che si è detto sorpreso e che avrebbe provveduto. Ad oggi, non ha provveduto affatto. La sua comunicazione, tutta personale, per quel che ne sappiamo l’affida ad un videomessaggio che pubblica settimanalmente, tutti i lunedì, sulla pagina social del Comune.
7CAMERANOHa un sito web ufficiale e una pagina social. Non ha un Ufficio stampa. Spiace vedere Camerano all’ultimo posto, ma tant’è, nonostante qui abbia sede la nostra testata. All’inizio del suo mandato il sindaco Oriano Mercante, contattato telefonicamente dal giornale per approfondire un tema, rispose che lui per telefono non rilasciava dichiarazioni, e che avrebbe risposto con i comunicati stampa. Sono passati sette mesi ma di comunicati a firma del Sindaco non ne abbiamo mai ricevuti. Nulla è cambiato, tra l’altro, rispetto all’Amministrazione precedente. Alla ns. redazione manca tantissimo l’assessore Costantino Renato, puntualissimo e molto professionale nei comunicati alle testate giornalistiche.

 

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