Presentata ad Ancona la Conero Planet Volley Team femminile

La città sogna una sua figlia in nazionale. Petrella: «Ci stiamo lavorando»

Volley – Serie B2 femminile

Ancona pallavolistica prova a sognare in grande. Alla presentazione della stagione sportiva della Conero Planet Volley Team femminile, la famiglia della storica società dorica si è ritrovata alla presenza di tutte le iscritte, dal minivolley alla prima squadra, sponsor ed istituzioni.

Dopo 7 anni di purgatorio nei campionati provinciali e regionali, la società del presidente Mauro Castracani torna nel volley che conta, con la prima squadra griffata Conero Eurosped Numana Blu inserita nel campionato di serie B2 nazionale che scatterà il prossimo 14 ottobre.

Ancona – Presentazione della Conero Planet Volley femminile

«In questi anni tuttavia non abbiamo perso tempo, tutt’altro – specifica il presidente della Conero – ricostruendo il settore giovanile, investendo su tecnici giovani e motivati che ci hanno consentito di raggiungere due finali nazionali e poter pensare di disputare il campionato di serie B2 con un gruppo di ragazze under che sono uscite dal nostro vivaio».

La squadra di B2 è allenata da Raffaella Cerusico, altra “canterana” doc ed alla festa non era l’unica. «Abbiamo chiesto di partecipare anche ad alcune ex giocatrici che sono state protagoniste del recente passato della Conero nel suo punto più alto, quello della serie A2: Eleonora Chiappa, Valentina Pettinari e Silvia Trillini» ha continuato il presidente.

Dalle ex giocatrici è partito un messaggio al pubblico: “state vicino a queste ragazze perché hanno bisogno di voi e del vostro calore, non scoraggiatevi di fronte alle sconfitte perché col lavoro, l’impegno e l’unità del gruppo potete togliervi tante soddisfazioni”.

Il sogno della società lo ha sintetizzato il direttore tecnico Bruno Petrella: «Sarebbe bello avere una ragazza anconetana, proveniente dal nostro settore giovanile, che arrivi nel palcoscenico più importante della massima serie e magari in nazionale».

Indispensabile il sostegno degli sponsor. Presenti Mario Pierangeli di Eurosped, Arturo Neumann di Numana Blu e Piero Bastiani di Cadland. Raggiante il presidente della Fipav Marche Franco Brasili: «Per uno nato in piazza Stamira come me, ritrovare Ancona nella pallavolo nazionale è motivo di grande orgoglio. Il capoluogo aveva bisogno di tornare protagonista e grazie al lavoro serio dei dirigenti oggi è possibile».

Da un anconetano all’altro, Fabio Sturani, responsabile della segreteria del presidente della giunta regionale, ricorda «la tradizione di una società che ha scritto tante pagine importanti anche se in tempi un po’ lontani che è tempo di aggiornare».

Presente anche Fabio Luna, presidente del Coni Marche, che ha elogiato il lavoro della società. È stata la volta della formazione di serie B2. «Ho accolto una sfida stimolante – ha detto coach Cerusico – perché c’è tanto da lavorare ma con Nicola Bacaloni e tutto lo staff a partire dal preparatore atletico ed il fisioterapista stiamo facendo un grande lavoro. Le ragazze ci seguono e la società ci è sempre vicina. Manca poco all’esordio in campionato. Cercheremo di essere pronte fin dall’avvio».

Il campionato scatta il 15 ottobre in trasferta a Firenze. Primo impegno interno al Palasabbatini, sabato 21 ottobre alle 17.00 contro Castelbellino.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primo Maggio con mascherina

Nessun corteo, nessuna bandiera, nessun concerto, pochi vaccini


1 maggio 2021 – Oggi, esattamente come un anno fa. E questo editoriale potrebbe finire qui. Trecentosessantacinque giorni fa, giorno più giorno meno, uscivamo da una dura segregazione forzata in casa dovuta ad una pandemia ignorata da tutti. Erano i giorni degli striscioni ai balconi che recitavano “andrà tutto bene”, “insieme ce la faremo”. Invece, a distanza di 12 mesi siamo ancora qui a misurare quotidianamente i morti per Covid e le persone in quarantena. A registrare l’evoluzione di un virus che sembra invincibile con la sua capacità di trasformarsi in cento varianti sparse nel mondo sempre più aggressive.

Prima ondata, segregazione in casa, apertura; seconda ondata, chiusure forzate; regioni gialle, arancioni, rosse. Obbligo dell’uso delle mascherine, del lavaggio delle mani, del rispetto delle distanze… Traffici e frodi per una bombola d’ossigeno introvabile, gli speculatori dei respiratori, le terapie intensive al collasso, bare accatastate in un magazzino qualsiasi, morti mai consegnati ai parenti. Variante inglese, brasiliana, indiana… E poi l’arrivo dei vaccini, i ritardi nelle consegne, i furbetti del “vax prima io” o del “no vax”…

A riviverli così, questi ultimi 12 mesi, ci rendiamo conto che il vocabolario non ci appartiene. Fatti, accadimenti, decisioni e comportamenti alieni al genere umano. Invece no, è tutto vero, reale. È successo nel nostro quotidiano, sta succedendo e continuerà a succedere. Alla faccia di chi fa finta di niente o bolla tutto come un enorme complotto ordito per governare e soggiogare il popolo, per togliergli ciò che di più sacro esiste: libertà e lavoro.

Oggi, festa dei lavoratori, la libertà del popolo è legata ad una vaccinazione di massa che va troppo a rilento e i lavoratori, stremati dal rispetto delle regole anticoronavirus e con il fiato corto dietro le mascherine, non hanno nulla da festeggiare. Un po’ perché in tanti il lavoro l’hanno perso, altri perché non hanno più i fondi necessari a sostenere l’attività.

Niente celebrazioni dunque, niente cortei, bandiere al vento o concerti in piazza com’era uso fare fino a un paio d’anni fa. Non ci sono i presupposti. Sarà un Primo Maggio con la mascherina: unico orpello concesso in tempo di pandemia.

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