Porto Sant’Elpidio – La Corsa di Gianni con 140 giovanissimi

Appuntamento alle 14 del 14 settembre presso lo chalet Guneson

Porto Sant’Elpidio, 14 settembre 2019 – In casa GS Mtb Porto Sant’Elpidio si respira aria di entusiasmo e una gran voglia di fare per l’allestimento della Corsa di Gianni per regalare un bellissimo momento di sport e divertimento sui pedali nella splendida location del lungomare centro di Porto Sant’Elpidio sabato 14 settembre.

Al via 140 giovanissimi under 13 provenienti da Umbria, Abruzzo e Marche (in rappresentanza dei team GS Mtb Porto Sant’Elpidio, Frecce Azzurre Sambuceto, Osimo Stazione, Pausula 1896, Pedale Teate, Velo Club Racing Assisi Bastia, Associazione Ciclistica Recanati, Cycling Project Mgn, La Montagnola, GS Rapagnanese, OP Bike , Polisportiva Pennese, Pedale Chiaravallese, Alma Juventus Fano, Potentia-Rinascita, Pedale Rossoblu Picenum, Team Cingolani, Team Stipa Milano, Team Studio Moda e Tre Emme Morrovalle), e tutti i vincitori saranno premiati con una medaglia d’oro.

Ritrovo presso lo chalet Guneson alle 14:00 e inizio delle gare alle 15:30 circa, l’anello pianeggiante si svilupperà per 1000 metri con partenza e arrivo sul lungomare di Via Trieste e interessamento delle strade limitrofe Via Mameli, Via Gramsci, Viale Vittoria. A chiusura della giornata, la premiazione del “Polittico Giovanile 2019”, epilogo finale delle gare Trofeo Guneson, Trofeo Città di Pedaso e Trofeo Città di San Benedetto del Tronto con la vestizione della maglia di vincitore del polittico dai G1 ai G6.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

I riti del Natale per scacciare le solitudini

Luminarie, alberi di Natale, presepi e pranzi in famiglia


Camerano, 8 dicembre 2022 – Ma cos’è che davvero ci spinge l’8 dicembre a decorare le nostre case con luminarie sulle siepi o sulle ringhiere dei balconi, alberi di Natale e presepi? Cosa ci muove davvero, quando corriamo per negozi con la lista dei regali da fare a mogli, mariti, figli, parenti vari, amici, vicini di casa? O, sempre con la lista in mano, ci fiondiamo nei centri commerciali per acquistare una montagna di leccornie che addolciranno e arricchiranno i pranzi della Vigilia, di Natale, di Capodanno?

Certo, c’è chi risolve tutto prenotando un tavolo al ristorante, ma non è la stessa cosa del passare le festività in famiglia, perché al ristorante certi riti familiari non si possono consumare, e le persone hanno un estremo bisogno di riti. Li cercano, li organizzano, li consumano i riti a seconda delle situazioni per non sentirsi soli. Per sentirsi coppia, famiglia, comunità. Per sentirsi vivi, necessari, per sentirsi amati. E quando ami qualcuno glielo devi dire guardandolo/la negli occhi, sfiorandolo/la con una carezza.

La popolazione mondiale sta per raggiungere gli otto miliardi di esseri umani con, in alcuni casi, sovraffollamenti difficili da gestire. Nonostante ciò, gli esseri umani si sentono sempre più soli – si comportano e vivono, sempre più, coniugando le più svariate forme della solitudine. E forse è proprio per questo che rincorrono e coltivano i riti come quello del Natale, per scacciare – almeno per qualche giorno – quella endemica angoscia prodotta dalla solitudine che non confesseranno mai, ma che si portano dentro dalla nascita nascosta fra l’anima ed il cuore.

Con l’avvento dei social, poi, le solitudini hanno subito un’impennata. Si passa sempre più tempo davanti ad uno schermo e una tastiera, a dialogare con una fotografia. Non si va più per negozi, e regali e prodotti si acquistano nella solitudine di una cameretta scegliendo attraverso un’immagine e confermando l’acquisto con un click. Nessun rumore, nessun odore o profumo, niente scambio di pareri o d’informazioni con un venditore o una commessa, solo un click.

Siamo sempre più maledettamente soli. Più lo siamo, meno accettiamo di confessarlo: difficile trovare le parole per comunicare agli altri un malessere così profondo; forse non esistono parole per dire a voce, guardandosi negli occhi: “abbiamo bisogno di noi, di viverci, di confidarci, di fidarci”. Così, senza parole, esorcizziamo l’angoscia prodotta dalla solitudine affidandoci all’esternazione delle luminarie, all’accensione dell’albero di Natale, all’acquisto dei regali e all’organizzazione di pranzi e cene. Consapevoli, nel profondo, che dopo Santo Stefano la magia svanirà. Ma va bene così. Sappiamo fin troppo bene che la felicità è effimera e dura pochi istanti. Allora, godiamoci questo istante possibilmente in famiglia. Per non sentirsi soli, per sentirsi vivi!

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