Porto Potenza Picena – Ori e argenti per la S. Stefano Sport nei lanci

Ai Campionati Italiani Paralimpici Assoluti

Porto Potenza Picena, 19 giugno 2018 – I “tre moschettieri” della Santo Stefano Sport di Porto Potenza sono stati protagonisti nei giorni scorsi in Lombardia dei Campionati Italiani Paralimpici Assoluti.

Roberto Belelli, Agnese Ciesla e Fabio Staffolani hanno inanellato la bellezza di 4 medaglia, 2 ori e 2 argenti, a Nembro per uno degli appuntamenti di maggior importanza della stagione estiva di atletica paralimpica.

Gli atleti Fabio Staffolani, Agnese Ciesla e Roberto Belelli con il tecnico Costanza Garruto e gli accompagnatori Luisa Pocognoli e Patrizia Santandrea.

Ha fatto l’en plein Agnese Ciesla, l’atleta di origini polacche che ha conquistato due ori nel peso e nel giavellotto della categoria F37 con le misure rispettivamente di 4,93 e 11,15.

Staffolani ha portato a casa ben due argenti, nella categoria F36 di peso e disco con le misure rispettivamente di 7,60 e 22,42. Buono il piazzamento di Belelli, quarto nel peso F54 con 3,83.

Insomma, un ottimo bottino per la squadra portopotentina in terra lombarda, con gli atleti neroverdi ben seguiti dal tecnico Costanza Garruto. Soliti “talismani” al seguito della squadra, Luisa Pocognoli (ex atleta e “bandiera”, ndr) e Patrizia Santandrea.

 

di Nico Coppari


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di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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