Pescara – Atletica Assoluti: Tamberi a 2,30 Marche sul podio

Nell’alto Gimbo si conferma ritrovato nella rassegna tricolore di Pescara. La mezzofondista Vandi seconda nei 1500 e terza sugli 800 con due record regionali

Pescara, 10 settembre 2018 –  Un gigantesco “like” sul 2,30 di Gianmarco Tamberi ai Campionati Italiani Assoluti. Il recordman nazionale di salto in alto, dopo il partecipatissimo sondaggio lanciato per gioco su Instagram nei giorni scorsi, non delude il pubblico dello Stadio Adriatico e si prende il quinto titolo nazionale della sua carriera.

Per Gimbo questa è la quarta volta in due settimane sopra i 2,30. Tre gare tutte nella scia di un atleta finalmente ritrovato dopo il terribile infortunio del 2016 a Montecarlo: 2,30 e poi 2,33 ad Eberstadt, 2,31 a Bruxelles e oggi ancora 2,30.

Gianmarco Tamberi al Golden Gala di Roma (foto Giancarlo Colombo)

Il racconto della gara

Mister Half Shave apre la competizione a 2,16, superato senza esitazioni come il successivo 2,21. La vittoria è già sua, ma l’ex campione mondiale indoor e d’Europa non è il tipo che si accontenta tanto facilmente. E così prosegue con 2,26 saltato alla seconda come 2,30, un salto che lascia davvero una bella luce tra sé e l’asticella. Il 26enne marchigiano delle Fiamme Gialle vuole provare ad osare ancora e stavolta l’obiettivo è ancora più ambizioso: 2,35. Tamberi ci prova, ma i tre tentativi sembrano solo abbozzati. Gimbo saluta la tribuna e fa l’inchino tra gli applausi.

adesso posso andare in vacanza

«Il sondaggio è stata una trovata divertente– le parole di Gianmarco a fine gara – ma oggi mi sono divertito di più. Ne è valsa davvero la pena esserci. Ho avuto la sensazione che il 2,30 sia stato il mio miglior salto di questa stagione. Il calore del pubblico qui allo stadio e di tutte le persone che mi sono state sempre accanto in questi anni difficili. La felicità di questo salto mi piace condividerla con tutti loro! Tutto questo mi mancava tantissimo e ora sono di contento di averlo ritrovato. Ora, però, vado in vacanza per davvero».

Eleonora Vandi al meeting di Trieste (foto Giancarlo Colombo)

Medaglie per le Marche 

Non solo Tamberi per le Marche, con tanti altri risultati di vertice. La mezzofondista Eleonora Vandi si conferma due volte sul podio ed è seconda nei 1500 metri in 4’18”07, dopo essersi piazzata terza sugli 800 con 2’03”50. In entrambe le gare per la 22enne pesarese dell’Atletica Avis Macerata c’è il miglioramento sui record regionali assoluti che già deteneva, rispettivamente con 4’18”47 e 2’04”02.

Tra gli atleti tesserati per società militari, vittoria nel disco di Giovanni Faloci: il finanziere umbro proveniente dall’Atletica Avis Macerata spedisce l’attrezzo a 61.53. Nei 1500 metri chiude secondo Ahmed Abdelwahed (Fiamme Gialle/Cus Camerino) con 3’47”45, mentre in terza posizione il sangiorgese Lorenzo Del Gatto (Carabinieri) nel peso con il primato personale all’aperto di 18.17, il discobolo ascolano Nazzareno Di Marco (Fiamme Oro) con 58.72 e nelle prove multiple la sambenedettese Enrica Cipolloni (Fiamme Oro), che dopo quattro anni completa un eptathlon a 5097 punti dopo aver vinto quest’anno il tricolore del pentathlon indoor.

Brillano i giovani, con i quarti posti del non ancora 18enne sangiorgese Giorgio Olivieri (Team Atl. Marche) nel martello, che arriva al personal best di 65.67 con l’attrezzo senior, e della 19enne Maia Macias (Sport Dlf Ancona), salita a 1.75 nell’alto per crescere di tre centimetri.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Ciao Anconitana, benvenuta AnconaMatelica

Come andare a letto in Eccellenza e risvegliarsi in Serie C!


Camerano, 16 giugno 2021 – Incubo o sogno? Delusione o gioia? Opportunismo o riscatto? Elemosina o risarcimento? Tutto ciò, e forse ancora di più, deve aver provato quel tifoso del calcio dorico che ieri ha appreso dello tzunami (positivo?) che ha travolto l’Anconitana del presidente Stefano Marconi. Anconitana e presidente che spariscono dal palcoscenico sportivo per far posto al progetto AnconaMatelica arrivato con la forza di un’onda anomala prodotta da quel terremoto (positivo?) del presidente Mauro Canil da Matelica.

Come andare a dormire sapendo di dover affrontare un’altra tribolata annata calcistica in Eccellenza, per risvegliarsi il mattino dopo con la certezza che non sarà tribolata né in Eccellenza bensì in Serie C.

Un sogno, senza dubbio! Invece, parrebbe proprio di no. Condizionale d’obbligo fintanto che le parole, i progetti, le intenzioni e gli impegni non si trasformeranno in fatti reali, concreti, funzionanti. Parrebbe di no dal momento che patron Canil sembra aver convinto e messo d’accordo tutti: tifosi dorici della Nord, Amministratori comunali (Guidotti e Mancinelli) “Non mi è mai capitato di trovare un’Amministrazione così disponibile”, città, giornalisti, scettici, raccattapalle, venditori di bibite e bastian contrari.

Poteva essere diversamente? No. Ieri, in conferenza stampa alla Mole Vanvitelliana, Mauro Canil da Matelica ha parlato forte e chiaro ai presenti nell’esporre il suo progetto che mette al centro, meglio, al vertice della piramide, lo sviluppo senza se e senza ma del settore giovanile (Progetto Giovani del Territorio) con sei squadre che parteciperanno ai vari campionati nazionali. Ragazzi che preferibilmente verranno cercati sul territorio anconetano/marchigiano prima che altrove.  (Nella foto: il presidente Mauro Canil, l’assessore allo Sport di Ancona Andrea Guidotti, il presidente Stefano Marconi).

Poi, verrà l’interesse per la prima squadra con quelle promesse che tanto sono piaciute alla Curva Nord: la società si chiamerà AnconaMatelica, per poi diventare solo Ancona dalla seconda stagione, la maglia sarà biancorossa, avrà lo scudo del Cavaliere armato. «Mi piace molto il Cavaliere – ha sottolineato Canil, che ha comunque aggiunto con convinzione – Vengo ad Ancona ma non vi prometto nulla, faremo una squadra dignitosa e punteremo a restare nella categoria. Tutto quello che verrà in più sarà ben accetto. Marconi ha promesso una sponsorizzazione per i prossimi 5 anni e noi punteremo a coinvolgere nel progetto le aziende del territorio».

Questo era ciò che il mondo del pallone dorico voleva sentirsi dire, e questo Canil gli ha detto. Servito con lucidità, decisione, convinzione, esperienza (per lui parlano i suoi trascorsi e l’apprezzamento che si porta dietro). L’uomo è sembrato degno, serio, credibile, onesto. Il Presidente lo scopriremo man mano, con la convinzione che nessuno prova  a fare calcio solo per gettare soldi dalla finestra. Qualche tornaconto dovrà averlo pure lui. E se lo sai gestire bene il settore giovanile un tornaconto te lo dà.

Prossime tappe del nuovo progetto: entro il 28 giugno, iscrizione della prima squadra al campionato; entro il 15 luglio cambio nome della società con atto notarile. Punti fermi: la dirigenza resterà quella del Matelica con moglie, figlio e dirigenti vari quasi tutti al femminile. L’allenatore sarà quello del Matelica. Previsto qualche inserimento di figure anconetane.

In chiusura un invito a una riflessione che non vuol significare nulla. Semplicemente, una citazione passata per la mente senza riferimenti a chicchesia. È firmata Massimo D’Azeglio: “Saper campare del proprio, poco o molto che sia, è la prima garanzia di una vita onorata e tranquilla. Quando, invece, si comincia a vivere dell’altrui, addio tranquillità e purtroppo non di rado, addio onore”.

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