Pallamano A2 – Chiaravalle volenteroso ma vince Massa

In Toscana gli arbitri non aiutano la squadra ospite

Pallamano – Serie A2

Massa Marittima – Pallamano Chiaravalle 36 : 28 (p.t. 17-11)

 Massa Marittima – Nel match con il Massa, senza i terzini Barigelli e Rumori infortunato all’ultimo minuto, Chiaravalle ha dimostrato di potersela giocare alla pari con i più quotati toscani.

Partita che ha visto la Pallamano Chiaravalle iniziare in maniera attenta e determinata, 5 pari al 10° di gioco, poi man mano sulla partita sono intervenuti i fischi dei signori Kurti e Maurizzi, autori di decisioni tutte a sfavore della formazione chiaravallese .

Massa Marittima – Mister Fradi dispensa consigli ai suoi ragazzi

Una partita comunque giocata bene dai ragazzi di mister Fradi che peccano ancora di grinta, ed in partite simili ne occorre veramente tanta. Niente impresa, dunque, e l’incontro si chiude sul 36 – 28  per il Massa Marittima (primo tempo 17-11).

Ottimi gli interventi dei portieri biancoblu Ballabio e Molinelli. Gianluca Maltoni (vicepresidente Pallamano Chiaravalle): «Niente da dire, Massa più forte anche se, quando i ragazzi erano in partita, li abbiamo messi in difficoltà. Dobbiamo ripartire da qui, dalla grinta e dalla determinazione messa in campo dai nostri ragazzi. È proprio da queste sconfitte che dobbiamo maturare la nostra esperienza».

Pallamano Chiaravalle: Ballabio, Molinelli, Tanfani 6, Evangelisti 3, Ceresoli S. 4 , Ceresoli M.3, Brutti 2, Vichi 1, Giombini 6, Selimi 1, Maltoni, Rumori, Braconi 2 . All. Fradi

Massa Marittima: Bargelli, Beneventi 5, Ceccherini 6, Maiella 3, Ovi 5, Raia, Ruberto 1, Bernardini, Gai 9, Zorzi 5, Zucca 2, Rahmani, Veliu V., Veliu B. All.Bargelli .

Arbitri: Kurti, Maurizzi.

Risultati 5ª giornata -andata

Secchia Rubiera – Bastia 35-10

Rapid Nonantola – Carrara 30-18

Faenza – Parma 20-18

Massa Marittima – Chiaravalle 36-28

Poggibonsese – Monteprandone N/P

Camerano – Ambra 18 -22

Prossima giornata  6ª andata

Carrara – Massa Marittima

Ambra – Bastia

Monteprandone – Faenza

Rapid Nonantola – Chiaravalle

Parma – Camerano

Poggibonsese – Secchia Rubiera

 

redazionale

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primo Maggio con mascherina

Nessun corteo, nessuna bandiera, nessun concerto, pochi vaccini


1 maggio 2021 – Oggi, esattamente come un anno fa. E questo editoriale potrebbe finire qui. Trecentosessantacinque giorni fa, giorno più giorno meno, uscivamo da una dura segregazione forzata in casa dovuta ad una pandemia ignorata da tutti. Erano i giorni degli striscioni ai balconi che recitavano “andrà tutto bene”, “insieme ce la faremo”. Invece, a distanza di 12 mesi siamo ancora qui a misurare quotidianamente i morti per Covid e le persone in quarantena. A registrare l’evoluzione di un virus che sembra invincibile con la sua capacità di trasformarsi in cento varianti sparse nel mondo sempre più aggressive.

Prima ondata, segregazione in casa, apertura; seconda ondata, chiusure forzate; regioni gialle, arancioni, rosse. Obbligo dell’uso delle mascherine, del lavaggio delle mani, del rispetto delle distanze… Traffici e frodi per una bombola d’ossigeno introvabile, gli speculatori dei respiratori, le terapie intensive al collasso, bare accatastate in un magazzino qualsiasi, morti mai consegnati ai parenti. Variante inglese, brasiliana, indiana… E poi l’arrivo dei vaccini, i ritardi nelle consegne, i furbetti del “vax prima io” o del “no vax”…

A riviverli così, questi ultimi 12 mesi, ci rendiamo conto che il vocabolario non ci appartiene. Fatti, accadimenti, decisioni e comportamenti alieni al genere umano. Invece no, è tutto vero, reale. È successo nel nostro quotidiano, sta succedendo e continuerà a succedere. Alla faccia di chi fa finta di niente o bolla tutto come un enorme complotto ordito per governare e soggiogare il popolo, per togliergli ciò che di più sacro esiste: libertà e lavoro.

Oggi, festa dei lavoratori, la libertà del popolo è legata ad una vaccinazione di massa che va troppo a rilento e i lavoratori, stremati dal rispetto delle regole anticoronavirus e con il fiato corto dietro le mascherine, non hanno nulla da festeggiare. Un po’ perché in tanti il lavoro l’hanno perso, altri perché non hanno più i fondi necessari a sostenere l’attività.

Niente celebrazioni dunque, niente cortei, bandiere al vento o concerti in piazza com’era uso fare fino a un paio d’anni fa. Non ci sono i presupposti. Sarà un Primo Maggio con la mascherina: unico orpello concesso in tempo di pandemia.

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