Montegiorgio – All’ippodromo San Paolo corse serali d’autunno

Sei appuntamenti a partire da domenica 4 ottobre dalle ore 18 alle 22 che faranno da apripista, forse, per una nuova programmazione oraria

Montegiorgio (FM), 2 ottobre 2020 – La stagione di corse autunnali 2020 porta una novità nel mondo della programmazione del trotto: per la prima volta in Italia, in autunno si correrà di sera, dalle ore 18 alle 22, (invece delle classiche pomeridiane) in stile notturne.

L’ippodromo della famiglia Mattii sperimenta in anteprima assoluta un cambiamento, un’innovazione che per il momento è riservata ai soli appuntamenti di ottobre: domenica 4 e 18 e venerdì 9, 16, 23 e 30. Sei appuntamenti che faranno da apripista ad un novembre che sarà ricco di grandi corse ed eventi fra cui i due appuntamenti clou del San Paolo: Campionato Italiano Guidatori Trotto e il Palio dei Comuni, due corse di grande livello e molto attese dal mondo ippico nazionale ed internazionale.

Questi due convegni di trotto attirano da sempre sulla pista di Montegiorgio cavalli italiani ed esteri di grandissimo valore e guidatori apprezzati nel circuito della grande ippica internazionale. Sarà un autunno di corse al trotto da non lasciarsi sfuggire che attirerà l’attenzione dei media, degli appassionati e di chi ama la grande bellezza dei cavalli.

Inoltre il San Paolo è pronto ad offrire un nuovo servizio per chi è innamorato dell’ippica e di tutti gli altri sport. Grazie alle “corse serali” si potranno gustare le ottime cene del ristorante panoramico dell’ippodromo, l’Officina del Gusto, che offrirà piatti della più alta tradizione marchigiana, senza perdersi le performances dei propri beniamini a quattro zampe.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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