Macerata – La Sarnano-Sassotetto/Trofeo Scarfiotti è alle porte

Le iscrizioni dei piloti chiuderanno alle ore 24 di martedi 23 aprile. Presentazione alla stampa il giorno dopo

Macerata, 20 aprile 2019 – La macchina organizzativa della cronoscalata automobilistica Sarnano-Sassotetto è concentrata sugli ultimi dettagli. La prossima settimana, tutti i migliori piloti protagonisti della montagna per auto moderne ed auto storiche confluiranno nella cittadina ai piedi dei Monti Sibillini per affrontare il Trofeo Scarfiotti nell’importante anniversario della prima edizione: sono infatti passati 50 anni (era il 20 luglio 1969) all’indomani della scomparsa del grande campione.

Le iscrizioni stanno arrivando numerose presso la segreteria dello staff dell’Associazione Sportiva AC Macerata, che organizza l’evento assieme all’AC Macerata ed a Sarnano In Pista. Visto il lunedi festivo, le iscrizioni dei piloti saranno aperte fino alle ore 24 di martedi 23 aprile.

Tra i primi ad iscriversi, l’appassionatissimo veterano calabrese Salvatore Leone Patamia, atteso a Sarnano dopo aver preso parte anche alla prima edizione del 1969. Sarà al via con una Porsche 911SC tra le auto storiche, dove si presenta come sempre particolarmente numerosa la Scuderia Bologna Corse.

Tra le auto moderne diverse le interessanti novità, tra queste il cosentino Domenico Scola, vincitore dell’edizione 2013, che torna a Sarnano con una monoposto Lola B99/50-Zytek, il sardo Omar Magliona passato all’Osella PA2000 ed il foggiano Lucio Peruggini con la potente e spettacolare Lamborghini Huracan in gruppo GT. Il catanese Domenico Cubeda si presenta da vincitore assoluto della recente prima prova CIVM Luzzi-Sambucina e ben carico per bissare il successo con l’Osella Fa30-Zytek.

Si preannuncia quindi un’appassionante 29ª edizione per le auto moderne, con la gara valida per il CIVM ed il TIVM, mentre la 12ª edizione del Trofeo Storico L. Scarfiotti valida per il CIVSA auto storiche sarà la prima gara dell’anno dopo l’annullamento della Camucia-Cortona.

La conferenza stampa di presentazione è fissata a Macerata mercoledi 24 aprile alle ore 12 presso la Sala Consiliare della Provincia.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Europee 2019: al voto! al voto! 2

Tra ieri, oggi, domani e domenica al voto in 400 milioni


24 maggio 2019 – Per il nono rinnovo del Parlamento dell’Unione europea sono chiamati alle urne 400 milioni di elettori. Ieri hanno iniziato a votare nel Regno Unito e nei Paesi Bassi; oggi toccherà all’Irlanda, sabato 25 maggio alla Lettonia, Repubblica Ceca, Malta e Slovacchia. Infine, domenica 26, tutti gli altri Paesi dell’Unione Italia compresa.

Domenica pomeriggio, alle 18, 19 e 20, con i seggi ancora aperti in molti Paesi, l’Europarlamento diffonderà le prime stime. Ma bisognerà attendere le 20.15 per avere il primo dato aggregato su 12 Paesi, e le 21.15 per i restanti 16 Paesi. A chiusura dei seggi, dopo le 23, arriveranno le prime proiezioni sulla consistenza e la composizione dei gruppi parlamentari.

Brexit Regno Unito – Ora che la data limite per l’uscita dall’Eu del Regno Unito è stata fissata al 31 ottobre, il paradosso è che Londra manderà a Strasburgo 73 eurodeputati che, se l’accordo del ritiro venisse approvato entro il 30 giugno, non si insedierebbero neppure dal momento che il nuovo Parlamento s’insedia il 2 luglio. Se ciò dovesse avvenire, dei 73 seggi 46 verranno congelati e 27 redistribuiti fra i 14 Paesi che ne hanno diritto. All’Italia ne andrebbero 3.

In Francia il voto europeo viene considerato un vero e proprio referendum su Macron. Il presidente è in calo nei sondaggi per via degli scandali di Palazzo, dimissioni di ministri e proteste dei gilet gialli. Lo spauracchio dell’astensionismo è forte: secondo i sondaggi 3 giovani su 4 non si presenteranno alle urne.

La Germania è il Paese che esprime più eurodeputati: 93. I sondaggi dicono che la Cdu-Csu della cancelliera Merkel viaggia su un solido 30%, l’ultradestra dell’Afd è ferma al 13% così come liberali e sinistra. A stravolgere tutto potrebbero essere i Verdi, secondo partito al 20%. Con l’Spd che rischia d’incassare il peggior risultato degli ultimi decenni. Se così avverrà, sarebbe la fine per la Grosse Koalition messa in piedi dalla Merkel.

In Spagna, con il socialista Sànchez da un mese vittorioso delle Politiche ma non ancora in grado di formare un Governo, i sondaggi vedono in calo il Pse e i popolari, mentre sono in crescita la sinistra di Podemos e il centrodestra di Ciudadanos. Vera incognita l’ultradestra sovranista di Vox, per la prima volta alle elezioni europee.

Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia – il Quartetto di Visegrad – sono considerate illiberali ed euroscettiche, portatrici dell’ondata populista. Mine vaganti ma solide nei loro princìpi di difesa della sovranità e del territorio. Resta da vedere come reagiranno i loro elettori nelle urne.

Della situazione dell’Italia ne ho parlato nel precedente editoriale. Comunque andrà, il 27 maggio nulla sarà più come prima. A meno che l’attaccamento alla poltrona dei gialloverdi non sarà più forte delle loro innegabili differenze. Prevedo un carico di superlavoro per il Presidente del Consiglio Conte un superSarto che, se vorrà durare, dovrà ricucire molti superstrappi.


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