Macerata – Iscrizioni aperte per la Sarnano-Sassotetto/trofeo Scarfiotti

Manca meno di un mese (3-5 agosto) alla cronoscalata sarnanese, unica nel suo genere per la presenza dell’elite dell’automobilismo moderno e storico della montagna

Sarnano (MC), 10 luglio 2018 – Con l’apertura delle iscrizioni, è partito il programma del Trofeo Scarfiotti, evento che accomuna la massima espressione tricolore dell’automobilismo in salita per le vetture moderne (CIVM) e per le vetture storiche (CIVSA).

Il percorso di 8.877 metri dalla periferia della città (località Sant’Eusebio) fino a Fonte Lardina nei pressi di Sassotetto rimane tra i più difficili, affascinanti ed apprezzati percorsi del panorama nazionale ed internazionale della specialità.

Sarnano-Sassotetto 2017: Simone Faggioli

Grazie all’organizzazione dell’Automobile Club Macerata, dell’Associazione Sportiva AC Macerata e di Sarnano In Pista, sarà la 28ª volta che vi si ricorda la figura di Lodovico Scarfiotti, scomparso in Germania proprio mezzo secolo fa, nel giugno 1968, una ricorrenza che ha avuto quest’anno molti omaggi in diversi ambienti, a partire dalla località tedesca dove ha subito l’incidente fatale. I due titoli europei della montagna conquistati da Scarfiotti nel 1962 e nel 1965 su Ferrari rimangono due perle di una luminosa carriera ricca di affermazioni in diverse specialità ed in tutto il mondo.

Per quanto riguarda invece le vetture storiche, che si sono affiancate per la prima volta alla gara delle moderne nell’edizione del 1985 con il successo di Annibale Cecconi su Porsche 718 sul lungo percorso di 12 km e 400 metri, sarà l’11ª edizione.

Sarnano-Sassotetto 2017: vetture storiche

Plurivincitori della Sarnano-Sassotetto sono il compianto asso pistoiese Mauro Nesti con le sue nove vittorie dal 1973 al 1991 e l’abruzzese Stefano di Fulvio con tre successi tra le auto storiche. Per quanto riguarda i record, appartengono al fiorentino Simone Faggioli con 3’42”97 stabilito lo scorso anno tra le moderne e a Stefano Di Fulvio in 4’19”26, prestazione che risale all’edizione del 2013.

Il programma della manifestazione:

28° TROFEO LODOVICO SCARFIOTTI (CIVM-TIVM)

– Venerdi 3 agosto, ore 15,00-19,30 verifiche sportive, ore 15,30-20,00 verifiche tecniche.

– Sabato 4 agosto, ore 9,00 prove ufficiali in due turni.

– Domenica 5 agosto, ore 12,00 gara.

11° TROFEO STORICO L. SCARFIOTTI (CIVSA)

– Venerdi 3 agosto, ore 17,00-19,30 verifiche sportive, ore 17,15-20,00 verifiche tecniche.

– Sabato 4 agosto, ore 7,00-10,30 verifiche sportive, ore 7,45-11,00 verifiche tecniche, ore 14,30 prove ufficiali in due turni.

– Domenica 5 agosto, ore 9,30 gara.

Tra le iniziative collaterali, sarà interessante la presenza nel weekend di un simulatore di guida formula 1 in una hospitality in Piazza della Libertà, resa possibile dalla collaborazione con l’azienda Cirix di Gianluca Di Iorio.

 

di Giuseppe Saluzzi


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Una striscia quotidiana di riflessione

a cura di Paolo Fileni
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IO STO COI PASTORI SARDI!

22 febbraio 2019 – Produrre un litro di latte ovino costa più di 0,60 euro. Le industrie casearie che comprano il latte dai pastori sardi – ma pure da quelli laziali, calabresi e siciliani – per trasformarlo in formaggio, lo pagano 0,60 euro al litro: meno di quanto costa produrlo. Ha senso? No. Così, non c’è da stupirsi se una mattina Gavino, Efisio e compagni decidono di prendere il loro latte ovino appena munto e di gettarlo per strada. Una protesta forte, disperata, perché venderlo a quella miseria di prezzo non gli conviene più.

Per un pastore, gettare a terra il latte prodotto dalle sue capre è come tagliarsi le vene e lasciarsi morire dissanguato. Un gesto estremo, un atto di guerra vero e proprio nei confronti dei cartelli industriali – sordi, avidi e menefreghisti – che pensano soltanto al proprio profitto e non guardano in faccia nessuno. Un cartello strafottente, per giunta, perché decide di non presentarsi neppure al tavolo della mediazione messo in piedi dal Governo per conciliare un nuovo prezzo con i pastori.

Un cartello oltretutto scorretto, perché quando resta privo del latte ovino sardo – necessario alla produzione del pecorino romano made in Italy – il latte se lo va a prendere in Romania. Fuori da un protocollo che per poter apporre la scritta “made in Italy” sull’etichetta del formaggio, prevede tassativamente il latte sardo.

Per tutto questo, e qualcosa d’altro, io sto con i pastori sardi. E sono disposto a pagare qualche euro al chilo in più il pecorino romano, se questo serve a non far morire la pastorizia. Alla peggio, se non me lo posso permettere, ne mangerò meno. E lo gusterò con maggior piacere.

Oggi, purtroppo, in Italia va così. Ma va così anche in Olanda, Inghilterra, Germania… Tanto da domandarsi se davvero vale la pena aver fatto quest’Europa Unita, e aver aperto le frontiere al mercato globale. Perché il problema del latte ovino dei pastori sardi, è lo stesso problema dei produttori di arance e clementine, di pomidoro, di olive, di uva e mele che, per raccogliere i loro prodotti, sono costretti ad utilizzare il caporalato e rendere letteralmente schiavi i raccoglitori: extracomunitari pagati 25 euro al giorno per dodici ore di lavoro.

Pensiamoci, noi consumatori, quando mettiamo in tavola il cesto della frutta o grattugiamo estasiati il pecorino romano su un piatto di amatriciana. Dietro questi prodotti ormai alla portata di tutti, c’è un cartello industriale o della grande distribuzione che per profitti enormi ce li mette a disposizione affamando e schiavizzando il primo anello della filiera alimentare: il produttore.

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