Lega Pro – Per l’Ancona 1905 il secondo semestre 2016 è tutto da dimenticare

Fallimentare il progetto della proprietà ai tifosi e l’avvento dell’architetto romano Ranieri

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Ancona – Il 2016 è appena andato in archivio, ma che anno è stato per i colori biancorossi?

Sul piano sportivo sono sicuramente più le luci che le ombre. La prima parte dell’anno è stata positivissima per la squadra guidata da Giovanni Cornacchini che ha sfiorato l’accesso ai playoff, negato da qualche episodio e dalla vicenda della fidejussione falsa che è costata al Pisa, poi promosso, solo una multa.

L'ex mister dell'Ancona Giovanni Cornacchini che ha portato la squadra a sfiorare i playoff
L’ex mister dell’Ancona Giovanni Cornacchini che ha portato la squadra a sfiorare i playoff

Un’Ancona, completamente smembrata in estate a causa dei problemi societari che hanno pesantemente condizionato gli ultimi mesi, al cui timone è tornato Fabio Brini e che, tra alti e bassi, si è quasi sempre tenuta fuori dalla zona retrocessione, andando addirittura a vincere a San Benedetto dopo 82 anni.

Purtroppo non si può dire altrettanto della gestione a livello societario.

Dal fallimento del progetto di Sosteniamolancona e della Fondazione, alla gestione pittoresca dell’architetto Ranieri fino all’attuale cordata senza veri imprenditori, formata esclusivamente da uomini di calcio.

Foto storica: Marinelli cede l'Ancona a Sosteniamolancona, l'associazione dei tifosi. Il progetto, nell'arco del 2016, si rivelerà fallimentare. seduti da sx Vietri, Marinelli, Gramillano. In piedi Miani.
Foto storica: Marinelli cede l’Ancona a Sosteniamolancona, l’associazione dei tifosi. Il progetto, nell’arco del 2016, si rivelerà fallimentare. Seduti da sx: Vietri, Marinelli, Gramillano. In piedi Miani.

La nuova proprietà – rappresentata dal direttore generale Gianfranco Mancini e al cui interno c’è ancora David Miani come amministratore delegato – se non altro ha il merito di aver provveduto al pagamento delle scadenze, anche se il compito più impegnativo inizia ora: dal reperimento della fidejussione al mantenimento di tutte le promesse fatte.

Ce la farà? Ce lo dirà il nuovo anno in corso. Augurandoci che non sarà come quello appena trascorso in cui l’Ancona ha rischiato il fallimento a causa di scelte cervellotiche dei suoi stessi tifosi; non ultima la cessione del 23% delle quote a Ranieri, portatore solo di idee – peraltro discutibili – e del tutto privo di denaro per gli investimenti necessari.

 Miani, Ranieri, Gianfranco Mancini (dg)
Miani, Ranieri, Gianfranco Mancini, attuale direttore generale

Una gestione, quella dell’architetto romano, assolutamente priva di ogni logica: dal mercato estivo che ha indebolito le casse della società già in sofferenza, fino alla clamorosa scelta di operare Cognigni a pagamento piuttosto che gratis dal prof. Cerulli. Diciamocelo, il 2016 è stato uno degli anni più brutti e tristi di tutta l’ultracentenaria storia biancorossa, e la disaffezione ormai cronica del pubblico ne è la testimonianza.


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primo Maggio con mascherina

Nessun corteo, nessuna bandiera, nessun concerto, pochi vaccini


1 maggio 2021 – Oggi, esattamente come un anno fa. E questo editoriale potrebbe finire qui. Trecentosessantacinque giorni fa, giorno più giorno meno, uscivamo da una dura segregazione forzata in casa dovuta ad una pandemia ignorata da tutti. Erano i giorni degli striscioni ai balconi che recitavano “andrà tutto bene”, “insieme ce la faremo”. Invece, a distanza di 12 mesi siamo ancora qui a misurare quotidianamente i morti per Covid e le persone in quarantena. A registrare l’evoluzione di un virus che sembra invincibile con la sua capacità di trasformarsi in cento varianti sparse nel mondo sempre più aggressive.

Prima ondata, segregazione in casa, apertura; seconda ondata, chiusure forzate; regioni gialle, arancioni, rosse. Obbligo dell’uso delle mascherine, del lavaggio delle mani, del rispetto delle distanze… Traffici e frodi per una bombola d’ossigeno introvabile, gli speculatori dei respiratori, le terapie intensive al collasso, bare accatastate in un magazzino qualsiasi, morti mai consegnati ai parenti. Variante inglese, brasiliana, indiana… E poi l’arrivo dei vaccini, i ritardi nelle consegne, i furbetti del “vax prima io” o del “no vax”…

A riviverli così, questi ultimi 12 mesi, ci rendiamo conto che il vocabolario non ci appartiene. Fatti, accadimenti, decisioni e comportamenti alieni al genere umano. Invece no, è tutto vero, reale. È successo nel nostro quotidiano, sta succedendo e continuerà a succedere. Alla faccia di chi fa finta di niente o bolla tutto come un enorme complotto ordito per governare e soggiogare il popolo, per togliergli ciò che di più sacro esiste: libertà e lavoro.

Oggi, festa dei lavoratori, la libertà del popolo è legata ad una vaccinazione di massa che va troppo a rilento e i lavoratori, stremati dal rispetto delle regole anticoronavirus e con il fiato corto dietro le mascherine, non hanno nulla da festeggiare. Un po’ perché in tanti il lavoro l’hanno perso, altri perché non hanno più i fondi necessari a sostenere l’attività.

Niente celebrazioni dunque, niente cortei, bandiere al vento o concerti in piazza com’era uso fare fino a un paio d’anni fa. Non ci sono i presupposti. Sarà un Primo Maggio con la mascherina: unico orpello concesso in tempo di pandemia.

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