Lardini scarica, Chieri vince facile

Ultimo atto della stagione per le filottranesi con già in tasca la riconferma in A1 per il prossimo campionato

REALE MUTUA FENERA CHIERI – LARDINI FILOTTRANO 3-0

Chieri (To), 31 marzo 2019 – Con già in tasca il biglietto per la prossima A1, la Lardini chiude la stagione con una sconfitta a Chieri. La squadra filottranese arriva decisamente scarica all’ultimo atto della Samsung Volley Cup, al contrario della Reale Mutua Fenera desiderosa di salutare al meglio il pubblico di casa.

Per l’ultima gara del torneo, coach Schiavo lancia il libero Rumori nel 6+1 al posto di Cardullo, dall’altra parte della rete Dapic in campo per De La Caridad. Chieri parte forte (4-1) sul turno in battuta di Middlebord, Vasilantonaki impatta (4-4), ma sono le padrone di casa a fare l’andatura, allungando decisamente il passo (13-5) con Perinelli e il muro di Akrari. La Lardini ci mette del suo con qualche errore in attacco, il muro di Partenio e due primi tempi di Garzaro provano a scuotere (16-10) la formazione filottranese, ma è ancora il servizio della Fenera (4 ace nel set) ad allontanare la Lardini (19-10). Dapic fa segnare il massimo divario (21-10), la squadra di Schiavo risponde con il muro di Whitney e la fast di Cogliandro, confezionando un break di 5-0 (21-15), che non cambia l’andamento del set. Vasilantonaki risponde in battuta a Dapic, Perinelli (6 punti nel set) manda in archivio il set (25-18).

Chieri continua a spingere al servizio anche in avvio di seconda frazione (3-1, con l’ace di Angelina), il tocco di seconda di Tominaga e l’ace di Cogliandro consentono alla Lardini di mettere il naso avanti (7-8). E’ un attimo, perché Chieri viaggia a velocità doppia, attacco con il 52% nel set, sfrutta al massimo il servizio (ace Dapic, 20-13) e il muro (5 nel set). Nel finale c’è spazio per Baggi, la Reale Mutua chiude con Angelina (25-15).

Baggi resta nel sestetto in avvio di terzo set, la partita continua a farla Chieri, che fugge subito sul 3-0, poi sul 9-5 con l’mvp del match Perinelli. Ci prova Cogliandro (unica in doppia cifra), anche con due ace, la Lardini tiene fino al 16-13, il rush finale è tutto della Fenera, che piazza il muro con Angelina (18-13) e va a sigillare con Middleborn la sua prima vittoria da tre punti del campionato.

Il Tabellino

REALE MUTUA FENERA CHIERI: Poulter 1, Dapic 9, Middleborn 9, Akrari 8, Perinelli 12, Angelina 15, Bresciani (L). N.e.: Caforio, De La Caridad, Starcevic, Tonello, De Lellis, Giani, Rolando. All. Sinibaldi – Rostagno.

LARDINI FILOTTRANO: Tominaga 3, Whitney 6, Garzaro 3, Cogliandro 12, Partenio 3, Vasilantonaki 7, Rumori (L); Baggi 2. N.e.: Brcic, Cardullo, Pisani. All. Schiavo – Rocca.

ARBITRI: Bassan – Moratti.

PARZIALI: 25-18 (24’), 25-15 (22’), 25-17 (19’).

NOTE: spettatori 800 circa. Chieri: battute sbagliate 7, battute vincenti 9, muri 8, ricezione positiva 73% (63% perfetta), attacco 49%. Lardini: b.s. 6, b.v. 5, mu. 1, ric. pos. 50% (34% perf.), att. 37%. MVP: Elena Perinelli.

 

redazionale


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Europee 2019: al voto! al voto! 2

Tra ieri, oggi, domani e domenica al voto in 400 milioni


24 maggio 2019 – Per il nono rinnovo del Parlamento dell’Unione europea sono chiamati alle urne 400 milioni di elettori. Ieri hanno iniziato a votare nel Regno Unito e nei Paesi Bassi; oggi toccherà all’Irlanda, sabato 25 maggio alla Lettonia, Repubblica Ceca, Malta e Slovacchia. Infine, domenica 26, tutti gli altri Paesi dell’Unione Italia compresa.

Domenica pomeriggio, alle 18, 19 e 20, con i seggi ancora aperti in molti Paesi, l’Europarlamento diffonderà le prime stime. Ma bisognerà attendere le 20.15 per avere il primo dato aggregato su 12 Paesi, e le 21.15 per i restanti 16 Paesi. A chiusura dei seggi, dopo le 23, arriveranno le prime proiezioni sulla consistenza e la composizione dei gruppi parlamentari.

Brexit Regno Unito – Ora che la data limite per l’uscita dall’Eu del Regno Unito è stata fissata al 31 ottobre, il paradosso è che Londra manderà a Strasburgo 73 eurodeputati che, se l’accordo del ritiro venisse approvato entro il 30 giugno, non si insedierebbero neppure dal momento che il nuovo Parlamento s’insedia il 2 luglio. Se ciò dovesse avvenire, dei 73 seggi 46 verranno congelati e 27 redistribuiti fra i 14 Paesi che ne hanno diritto. All’Italia ne andrebbero 3.

In Francia il voto europeo viene considerato un vero e proprio referendum su Macron. Il presidente è in calo nei sondaggi per via degli scandali di Palazzo, dimissioni di ministri e proteste dei gilet gialli. Lo spauracchio dell’astensionismo è forte: secondo i sondaggi 3 giovani su 4 non si presenteranno alle urne.

La Germania è il Paese che esprime più eurodeputati: 93. I sondaggi dicono che la Cdu-Csu della cancelliera Merkel viaggia su un solido 30%, l’ultradestra dell’Afd è ferma al 13% così come liberali e sinistra. A stravolgere tutto potrebbero essere i Verdi, secondo partito al 20%. Con l’Spd che rischia d’incassare il peggior risultato degli ultimi decenni. Se così avverrà, sarebbe la fine per la Grosse Koalition messa in piedi dalla Merkel.

In Spagna, con il socialista Sànchez da un mese vittorioso delle Politiche ma non ancora in grado di formare un Governo, i sondaggi vedono in calo il Pse e i popolari, mentre sono in crescita la sinistra di Podemos e il centrodestra di Ciudadanos. Vera incognita l’ultradestra sovranista di Vox, per la prima volta alle elezioni europee.

Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia – il Quartetto di Visegrad – sono considerate illiberali ed euroscettiche, portatrici dell’ondata populista. Mine vaganti ma solide nei loro princìpi di difesa della sovranità e del territorio. Resta da vedere come reagiranno i loro elettori nelle urne.

Della situazione dell’Italia ne ho parlato nel precedente editoriale. Comunque andrà, il 27 maggio nulla sarà più come prima. A meno che l’attaccamento alla poltrona dei gialloverdi non sarà più forte delle loro innegabili differenze. Prevedo un carico di superlavoro per il Presidente del Consiglio Conte un superSarto che, se vorrà durare, dovrà ricucire molti superstrappi.


link dell'articolo

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi