Lardini, che peccato! Bergamo la spunta al debutto

Prima giornata Campionato serie A1 femminile 2019/2020

ZANETTI BERGAMO – LARDINI FILOTTRANO 3-0

Filottrano, 14 ottobre 2019 – Alla fine resta l’amarezza per un 3-0 che non racconta di una partita estremamente equilibrata, ma anche la consapevolezza di aver disputato una buona gara. La Lardini esce sconfitta in tre set dal PalaAgnelli di Bergamo, non riuscendo a monetizzare nei finali di set quanto di buono messo in campo.

La differenza la fanno i dettagli e la Zanetti mostra grande cinismo nell’approfittare di ogni sbavatura ospite. La prima Lardini della stagione si schiera con Papafotiou in regìa, Nicoletti opposta, Moretto e Mancini al centro, Bianchini e Partenio laterali, Bisconti libero. Il primo strappo al set lo procura Bergamo (5-3), ricucito dal muro di Mancini (5-5). Smarzek è cercatissima dalla campionessa d’Europa Mirkovic, ma riesce ad incidere anche a muro (9-7), la pipe di Mitchem porta Bergamo sul 14-10.

La Lardini, sostenuta da una buona ricezione (Bianchini al 66% di perfette) rientra immediatamente, sfruttando un errore in attacco della Zanetti e la pipe di Partenio (17-16). Papafotiou tiene caldo il braccio di Nicoletti (5 punti nel set), da una difesa d’istinto di Bisconti nasce l’occasione che Partenio trasforma nel 19-19. E’ il momento migliore della Lardini, sostenuta a gran voce da una cinquantina di tifosi, Bianchini piazza l’ace del 19-20, l’errore di Samara consegna il +2 (21-23). Un vantaggio che però Filottrano non riesce a concretizzare, il muro di Olivotto e l’attacco di Smarzek regalano l’1-0 a Bergamo.

Le padrone di casa provano ad allungare subito sul turno al servizio di Smarzek (5-2), a cui risponde Nicoletti (6-5). L’opposta filottranese mette la freccia (7-8) e poi stampa il muro del 10-12, Loda prende il posto di Mitchem ed è proprio il capitano della Zanetti a far ripartire la sua squadra, prima in attacco e poi al servizio. Il primo tempo di Melandri firma il 15-13, Nicoletti è efficace anche al servizio (15-15). La Lardini tiene alti i giri in difesa, Partenio (5 punti nel set) da seconda linea mantiene la parità (17-17), che Bergamo prova a rompere con Loda (20-18). Smarzek non trova il campo per la nuova parità (20-20), che regge fino al 22-22, ma in dirittura d’arrivo sono ancora Smarzek e Loda ad incidere e consegnare il 2-0 alla Zanetti.

La Lardini riparte dal servizio: gli ace di Papafotiou, Bianchini e Moretto aprono varchi nella seconda linea orobica (3-9), la fast di Mancini e il secondo servizio vincente nel set di Papafotiou consentono alla Lardini di scappare sull’8-15. Il turno in battuta di Olivotto crea qualche problema a Filottrano e Bergamo si rifà sotto (13-15), il primo tempo di Mancini e il pallonetto di Bianchini provano a tenere a distanza il ritorno della squadra di Abbondanza. E’ però destino che ogni set di questa partita si decida all’ultimo punto: Bergamo alza il muro (10 nel match) e soprattutto arma il braccio di Smarzek: all’opposta polacca rispondono Bianchini (23-23) e Nicoletti (24-24), l’errore al servizio di Loda fissa il 25-25, il tocco di seconda di Mirkovic procura il terzo match-point ed è quello buono, perché la Lardini commette un errore in attacco.

Il Tabellino

ZANETTI BERGAMO: Mirkovic 4, Smarzek 23, Olivotto 5, Melandri 7, Samara 4, Mitchem 4, Sirressi (L); Prandi, Loda 8. N.e.: Imperiali, Civitico. All. Abbondanza – Turino.

LARDINI FILOTTRANO: Papafotiou 6, Nicoletti 16, Moretto 6, Mancini 2, Bianchini 8, Partenio 10, Bisconti (L); Angelina. N.e.: Pogacar, Sopranzetti (L2), Grant, Pirro. All. Schiavo – De Persio.

ARBITRI: Canessa e Braico.

PARZIALI: 25-23 (28’), 25-22 (28’), 27-25 (33’).

NOTE: spettatori 1.056 con una cinquantina di sostenitori della Lardini. Bergamo: battute sbagliate 14, battute vincenti 3, muri 10, ricezione 49% (31%), attacco 40%; Lardini: b.s. 9, b.v. 8, mu. 3, rice 55% (21%), att. 37%.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

I riti del Natale per scacciare le solitudini

Luminarie, alberi di Natale, presepi e pranzi in famiglia


Camerano, 8 dicembre 2022 – Ma cos’è che davvero ci spinge l’8 dicembre a decorare le nostre case con luminarie sulle siepi o sulle ringhiere dei balconi, alberi di Natale e presepi? Cosa ci muove davvero, quando corriamo per negozi con la lista dei regali da fare a mogli, mariti, figli, parenti vari, amici, vicini di casa? O, sempre con la lista in mano, ci fiondiamo nei centri commerciali per acquistare una montagna di leccornie che addolciranno e arricchiranno i pranzi della Vigilia, di Natale, di Capodanno?

Certo, c’è chi risolve tutto prenotando un tavolo al ristorante, ma non è la stessa cosa del passare le festività in famiglia, perché al ristorante certi riti familiari non si possono consumare, e le persone hanno un estremo bisogno di riti. Li cercano, li organizzano, li consumano i riti a seconda delle situazioni per non sentirsi soli. Per sentirsi coppia, famiglia, comunità. Per sentirsi vivi, necessari, per sentirsi amati. E quando ami qualcuno glielo devi dire guardandolo/la negli occhi, sfiorandolo/la con una carezza.

La popolazione mondiale sta per raggiungere gli otto miliardi di esseri umani con, in alcuni casi, sovraffollamenti difficili da gestire. Nonostante ciò, gli esseri umani si sentono sempre più soli – si comportano e vivono, sempre più, coniugando le più svariate forme della solitudine. E forse è proprio per questo che rincorrono e coltivano i riti come quello del Natale, per scacciare – almeno per qualche giorno – quella endemica angoscia prodotta dalla solitudine che non confesseranno mai, ma che si portano dentro dalla nascita nascosta fra l’anima ed il cuore.

Con l’avvento dei social, poi, le solitudini hanno subito un’impennata. Si passa sempre più tempo davanti ad uno schermo e una tastiera, a dialogare con una fotografia. Non si va più per negozi, e regali e prodotti si acquistano nella solitudine di una cameretta scegliendo attraverso un’immagine e confermando l’acquisto con un click. Nessun rumore, nessun odore o profumo, niente scambio di pareri o d’informazioni con un venditore o una commessa, solo un click.

Siamo sempre più maledettamente soli. Più lo siamo, meno accettiamo di confessarlo: difficile trovare le parole per comunicare agli altri un malessere così profondo; forse non esistono parole per dire a voce, guardandosi negli occhi: “abbiamo bisogno di noi, di viverci, di confidarci, di fidarci”. Così, senza parole, esorcizziamo l’angoscia prodotta dalla solitudine affidandoci all’esternazione delle luminarie, all’accensione dell’albero di Natale, all’acquisto dei regali e all’organizzazione di pranzi e cene. Consapevoli, nel profondo, che dopo Santo Stefano la magia svanirà. Ma va bene così. Sappiamo fin troppo bene che la felicità è effimera e dura pochi istanti. Allora, godiamoci questo istante possibilmente in famiglia. Per non sentirsi soli, per sentirsi vivi!

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