Lardini, altra occasione persa: Monza s’impone 3 – 1

Diciannovesima giornata della Samsung Galaxy Volley Cup di serie A1

Saugella Team Monza – Lardini Filottrano 3 – 1

Monza. A mani vuote e con la sensazione di aver perso un’occasione importante. La Lardini esce sconfitta 3-1 dalla Candy Arena di Monza e si morde i gomiti per non aver sfruttato le situazioni di vantaggio, specie nel terzo set.

Inizio sparato di Monza (4-0), subito incisiva al servizio con Begic. Mitchem firma il primo punto Lardini, ma sul servizio di Dixon il Saugella Team allunga il passo, sfruttando il muro di Devetag (8-2). L’ace di Hancock (10-3) obbliga coach Nica a sospendere il gioco, ma Hancock continua a picchiare al servizio e Ortolani stoppa a muro una Lardini piuttosto fallosa (14-3). Mitchem (4 punti e il 67%) prova ad accendere la formazione filottranese (16-6), il Saugella Team ha gioco facile con Begic in attacco e Dixon a muro (19-6). A mettere il sigillo al set ci pensa Hancock con il terzo ace personale.

Monza – Lardini, il muro di Mitchem

La Lardini trova con Tomsia il primo muro in avvio di secondo parziale (0-2), ma la formazione di casa torna immediatamente a fare l’andatura (5-2), sfruttando le sbavature filottranesi. Dal muro (Hutinski) la Lardini trae giovamento (5-4), Tomsia impatta e dopo due grandi difese di Feliziani è Mitchem a mettere la freccia (6-7). La schiacciatrice statunitense mura il 9-10, l’errore di Begic garantisce a Filottrano due punti di vantaggio (10-12). La bosniaca si rifà al servizio (12-12), la Lardini rilancia con il muro di Scuka (12-14), un tentativo di fuga subito stoppato dal muro di Havelkova. Mitchem è decisiva in attacco e a muro (18-24), l’infrazione in difesa del Saugella Team (18-25) riporta in parità il confronto.

Monza – Lardini, attacco di Scuka

Il servizio resta l’arma in più di Monza, i due ace di Hancock lanciano le brianzole in avvio di terzo set (4-1). Scuka accorcia (4-3), il servizio di Hutinski mette in difficoltà la ricezione di casa (6-6), ma la Lardini incoccia sul muro di Monza (8-6). Il block di Bosio non fa scappare Monza, anzi Mazzaro in primo tempo pareggia e Mitchem a muro manda Filottrano sul +2 (8-10). Nel Saugella entra Loda per Begic, che trova subito l’ace della nuova parità (10-10), poi Tomsia alza due volte il muro (10-13). Pedullà cambia (dentro Balboni e Orthmann), Mazzaro e Scuka mantengono il prezioso break (13-15), Feliziani strappa applausi in difesa, Mitchem tiene a distanza Monza (15-17). Il muro di Havelkova e Dixon sulla ricezione lunga lanciano Monza (21-18), Mazzaro mura il 22-20, poi Scuka buca il muro (22-21). Orthmann passa (23-21) e poi pesca il fortunoso ace del 24-21, coach Nica ferma il gioco ma il tentativo di recupero della Lardini si ferma sul muro di Devetag (25-22).

Monza – Lardini, ospiti in difesa

Filottrano riparte dalle fast di Hutinski (1-2), la pipe di Loda porta Monza sul +2 (6-4), la Lardini lotta, ma il servizio di Orthmann la spedisce a -3 (11-8). Scuka alza il muro (11-10), Loda pensa la linea di fondo (15-12), il net “benedice” il servizio di Tomsia (15-14), Hutinski tiene Filottrano in scia (16-15). Mitchem premia la lunga rincorsa della Lardini (17-17), ma Havelkova ridà il break a Monza (20-18). Filottrano sbaglia (22-19), ma non molla, riportandosi a una sola lunghezza sull’errore di Loda (23-22). Il muro di Dixon frena la possibile parità (24-22), il servizio di Loda non inquadra il campo (24-23), la Lardini avrebbe l’occasione per annullare anche il secondo match-point ma non la sfrutta e Havelkova la punisce.

Monza – Lardini, timeout

Saugella Team Monza: Hancock 8, Ortolani 5, Dixon 15, Devetag 9, Begic 6, Havelkova 17, Arcangeli (L); Orthmann 5, Balboni 1, Loda 6. N.e.: Candi, Bonvicini, Rastelli. All. Pedullà – Parazzoli.

Lardini Filottrano: Bosio 2, Tomsia 11, Mazzaro 7, Hutinski 8, Mitchem 17, Scuka 8, Feliziani (L); Gamba. N.e.: Agrifoglio, Taylor, Pomili. All. Nica – Quintini.

 

redazionale

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Ciao Anconitana, benvenuta AnconaMatelica

Come andare a letto in Eccellenza e risvegliarsi in Serie C!


Camerano, 16 giugno 2021 – Incubo o sogno? Delusione o gioia? Opportunismo o riscatto? Elemosina o risarcimento? Tutto ciò, e forse ancora di più, deve aver provato quel tifoso del calcio dorico che ieri ha appreso dello tzunami (positivo?) che ha travolto l’Anconitana del presidente Stefano Marconi. Anconitana e presidente che spariscono dal palcoscenico sportivo per far posto al progetto AnconaMatelica arrivato con la forza di un’onda anomala prodotta da quel terremoto (positivo?) del presidente Mauro Canil da Matelica.

Come andare a dormire sapendo di dover affrontare un’altra tribolata annata calcistica in Eccellenza, per risvegliarsi il mattino dopo con la certezza che non sarà tribolata né in Eccellenza bensì in Serie C.

Un sogno, senza dubbio! Invece, parrebbe proprio di no. Condizionale d’obbligo fintanto che le parole, i progetti, le intenzioni e gli impegni non si trasformeranno in fatti reali, concreti, funzionanti. Parrebbe di no dal momento che patron Canil sembra aver convinto e messo d’accordo tutti: tifosi dorici della Nord, Amministratori comunali (Guidotti e Mancinelli) “Non mi è mai capitato di trovare un’Amministrazione così disponibile”, città, giornalisti, scettici, raccattapalle, venditori di bibite e bastian contrari.

Poteva essere diversamente? No. Ieri, in conferenza stampa alla Mole Vanvitelliana, Mauro Canil da Matelica ha parlato forte e chiaro ai presenti nell’esporre il suo progetto che mette al centro, meglio, al vertice della piramide, lo sviluppo senza se e senza ma del settore giovanile (Progetto Giovani del Territorio) con sei squadre che parteciperanno ai vari campionati nazionali. Ragazzi che preferibilmente verranno cercati sul territorio anconetano/marchigiano prima che altrove.  (Nella foto: il presidente Mauro Canil, l’assessore allo Sport di Ancona Andrea Guidotti, il presidente Stefano Marconi).

Poi, verrà l’interesse per la prima squadra con quelle promesse che tanto sono piaciute alla Curva Nord: la società si chiamerà AnconaMatelica, per poi diventare solo Ancona dalla seconda stagione, la maglia sarà biancorossa, avrà lo scudo del Cavaliere armato. «Mi piace molto il Cavaliere – ha sottolineato Canil, che ha comunque aggiunto con convinzione – Vengo ad Ancona ma non vi prometto nulla, faremo una squadra dignitosa e punteremo a restare nella categoria. Tutto quello che verrà in più sarà ben accetto. Marconi ha promesso una sponsorizzazione per i prossimi 5 anni e noi punteremo a coinvolgere nel progetto le aziende del territorio».

Questo era ciò che il mondo del pallone dorico voleva sentirsi dire, e questo Canil gli ha detto. Servito con lucidità, decisione, convinzione, esperienza (per lui parlano i suoi trascorsi e l’apprezzamento che si porta dietro). L’uomo è sembrato degno, serio, credibile, onesto. Il Presidente lo scopriremo man mano, con la convinzione che nessuno prova  a fare calcio solo per gettare soldi dalla finestra. Qualche tornaconto dovrà averlo pure lui. E se lo sai gestire bene il settore giovanile un tornaconto te lo dà.

Prossime tappe del nuovo progetto: entro il 28 giugno, iscrizione della prima squadra al campionato; entro il 15 luglio cambio nome della società con atto notarile. Punti fermi: la dirigenza resterà quella del Matelica con moglie, figlio e dirigenti vari quasi tutti al femminile. L’allenatore sarà quello del Matelica. Previsto qualche inserimento di figure anconetane.

In chiusura un invito a una riflessione che non vuol significare nulla. Semplicemente, una citazione passata per la mente senza riferimenti a chicchesia. È firmata Massimo D’Azeglio: “Saper campare del proprio, poco o molto che sia, è la prima garanzia di una vita onorata e tranquilla. Quando, invece, si comincia a vivere dell’altrui, addio tranquillità e purtroppo non di rado, addio onore”.

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