L’Ancona 1905 paga gli stipendi ai giocatori… con i soldi di Marinelli!

La società, ormai allo sbando, si salva temporaneamente usando la fidejussione dell’ex patron

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Arrivano gli stipendi! I giocatori, molti dei quali sono fermi al pagamento di ottobre, finalmente potranno ricevere gli arretrati per i quali stanno minacciando da tempo la messa in mora della società (anzi, sembra che l’avvio delle pratiche sia imminente per le mensilità di gennaio e febbraio, oltre alle ingiunzioni di pagamento già pervenute da parte dei ceduti Moi, De Silvestro e Malerba). Il tutto sarà possibile grazie a… Andrea Marinelli!

Un Andrea Marinelli pensieroso ai tempi della sua presidenza dell'Ancona. Un periodo felice per la società rimpianto da tanti tifosi
Un Andrea Marinelli pensieroso ai tempi della sua presidenza dell’Ancona. Un periodo felice per la società rimpianto da tanti tifosi

Sì, perché l’attuale proprietà non ha nessuna intenzione di spendere un solo euro nell’Ancona, come fatto intendere dal dg Nacciarriti che ha parlato di “disimpegno degli attuali soci”. Ed allora ecco che è partito l’iter per cominciare ad erodere la fidejussione che l’ex patron aveva garantito nelle ultime due stagioni.

La Lega Pro, su richiesta della stessa Ancona, ha acconsentito allo sblocco di 116mila euro che nei prossimi giorni verranno corrisposti al club per saldare le pendenze con i tesserati.

Le prime dichiarazioni in sala stampa di Marco Nacciarriti, il nuovo direttore generale dell'Us Ancona 1905
Marco Nacciarriti, il nuovo direttore generale dell’Us Ancona 1905

Ciò non salverà l’Ancona dal deferimento e, probabilmente, dal ricevere un punto di penalizzazione per non aver ottemperato agli obblighi entro il termine del 16 febbraio (gli stipendi e i contributi fino al 31 dicembre).

Con la successiva scadenza del 16 aprile che incombe (ma l’eventuale penalizzazione sarebbe da scontare nel prossimo campionato, qualunque esso sia).

Per decidere i passi futuri, domani ci sarà una importantissima assemblea dei soci: la società dorica dovrà in seguito comunicare alla Co.Vi.So.C il parametro PA, la differenza cioè tra il patrimonio contabile ed il netto patrimoniale, il cui rispetto è assolutamente indispensabile per l’iscrizione al prossimo campionato. Attualmente l’Ancona è fuori da quel parametro, e anche di molto.

Ercole Di Nicola
Ercole Di Nicola

Nasce spontaneo un sorriso amaro al pensiero dell’estate 2015,  quando si parlava di calcio etico e auto-sostenibile, di chiusura verso personaggi poco chiari: l’Ancona è in mano ad Ercole Di Nicola, nonostante non abbia ruoli ufficiali, squalificato per calcio scommesse (è di lunedì la notizia di altri 2 anni e 7 mesi a suo carico, e in totale fanno 7 anni e 7 mesi), e la società in queste due stagioni si è praticamente retta grazie ai soldi dei soliti noti, Marinelli in primis. La sua fidejussione permetterà alla società di terminare l’anno senza andare in default. Poi da giugno qualche santo sarà. Ma non abita certo a Bolzano.

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Lettera aperta alla signora Elsa Maria Fornero

L’ex ministro del lavoro “madre degli esodati” torna a Palazzo Chigi come consulente


Camerano, 21 luglio 2021 – Leggo e riporto da Wikipedia: “Elsa Maria Fornero è un’economista, accademica ed ex politica italiana. Ha ricoperto la carica di ministro del lavoro e delle politiche sociali, con delega alle pari opportunità, dal 16 novembre 2011 al 28 aprile 2013 nel governo Monti”.

Leggo e riporto da Il sole 24 ore: “sindacati, M5S e Lega in pressing contro il ritorno alla Fornero. Il 27 luglio parte il tavolo sul “dopo-Quota 100”. Una parte della maggioranza in fermento e spinge per flessibilità in uscita e Quota 41. Il Mef rimane cauto. E la stessa cautela sembra mostrare Palazzo Chigi, dove, nello stesso momento in cui comincia a diventare caldo il tema-pensioni, approda proprio la professoressa Elsa Fornero, che farà parte della squadra di consulenti e “consiglieri” del Comitato d’indirizzo per la politica economica…

Una notizia che ha mandato molti italiani in fibrillazione. Tra questi, un nostro lettore che ha inviato in redazione una lettera aperta indirizzata alla Signora che, ovviamente, non potevamo mandare sotto silenzio. Eccovela.

Cara signora Elsa Maria Fornero (foto by Wakeupnews),

in tutta sincerità e tantissimo rancore – quello che lei ha prodotto in me durante questi ultimi, lunghi, sofferti sette anni cui lei mi ha condannato per il reato (mai commesso) di “esodato” – ma davvero ha la faccia tosta di ripresentarsi a Palazzo Chigi? Ma… davero, davero? come direbbe Brignano.

Cara signora Elsa Maria Fornero ex ministro del lavoro e delle politiche sociali, ma lei, davero davero sa cosa significhi essere condannati – senza aver commesso reati di sorta – a non percepire per sette anni una pensione sacrosanta maturata legalmente? No che non lo sa, perché se lo sapesse quella sua legge, nove anni fa, non l’avrebbe mai firmata.

Cara signora Elsa Maria Fornero ex ministro del lavoro e delle politiche sociali, ma lei, davero davero non si è resa conto che in sette anni mi ha sottratto (che poi sarebbe un eufemismo) – moltiplicato per migliaia e migliaia di italiani come me – circa 50mila euro che moltiplicati per mille fanno cinquanta milioni? Oh, certo, non sono soldi che lei si è messa in tasca; sono però soldi che lei ha ordinato e permesso di sfilare dalle mie tasche, ed è ovvio che m’importa poco dove siano finiti o come siano stati spesi. Erano miei e lei ha ordinato che non mi venissero riconosciuti. L’ha fatto di sua iniziativa, senza neppure domandarmi se fossi d’accordo!

Cara signora Elsa Maria Fornero ex ministro del lavoro e delle politiche sociali, si è mai resa conto che l’ammontare mensile della mia pensione, che lei per sette anni mi ha negato, era pari a quanto guadagnato da lei in un giorno da ministro? E questa riflessione mi fa giungere alla conclusione che quelle sue famose lacrime versate all’annuncio della sua legge, erano lacrime d’un coccodrillo strapagato e anche un tantino ipocrita. Perché vede, lei non era obbligata a firmarla quella legge. Se davvero – come disse – comprendeva il dramma in cui stava per far sprofondare migliaia e migliaia di italiani, avrebbe potuto dire no.    

Cara signora Elsa Maria Fornero ex ministro del lavoro e delle politiche sociali, per favore, mi ascolti. Di danni ne ha fatti già abbastanza. Dica al premier Draghi che ci ha ripensato e se ne resti a casa. A 73 anni, non credo lei abbia ancora bisogno di ulteriore visibilità. Anche perché a me, sinceramente, di saperla lì un po’ inquieta, anche se ci sta aggratis. Resti a casa, per favore. Se non lo vuole fare per la sua, lo faccia almeno per la mia dignità e per quella di migliaia e migliaia di italiani da lei esodati. Un favore, dopo averci condannato a sette anni di sacrifici, potrebbe anche farcelo, non crede?

(segue firma)

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