La nuova dirigenza dell’Ancona calcio promette la serie B in tre anni

Chiarita la composizione societaria e gli obiettivi futuri

testatina-ancona-1905-palla-al-centro

Ancona – Dopo sessanta giorni di gestione finalmente la dirigenza della nuova Ancona si è presentata alla stampa e alla città nella cornice dell’hotel “La Fonte” di Portonovo a margine della cena di Natale, a cui erano presenti staff tecnico, prima squadra e settore giovanile.

Ricapitoliamo la composizione della compagine societaria: il 45% è detenuto dal gioielliere aquilano Ugo Mastropietro, il 40% dal tipografo pugliese Riccardo Leone, il 13% dall’architetto romano Fabiano Ranieri e il 2% dall’associazione Sosteniamolancona.

A gennaio entreranno  altri due soci: l’imprenditore ascolano Gianfranco D’Angelo e l’albergatore riminese, ma pugliese d’origine, Fabrizio Giglio, già proprietario di una squadra maltese, il Garghour.

Mancini Brini
da sinistra: il dg Gianfranco Mancini e mister Fabio Brini

Gran cerimoniere della serata è stato il dg Gianfranco Mancini, il vero deus ex machina della società insieme a D’Angelo: Mancini ha ribadito che il progetto è triennale e l’obiettivo al termine di questi tre anni è nientemeno che la serie B. Chiaro che tutto passa attraverso la salvezza in questa stagione e per provare a garantirla la società interverrà pesantemente sul mercato.

Dopo aver adempiuto al pagamento di stipendi e contributi, ora il nuovo sodalizio dorico è impegnato finanziariamente da una nuova importante scadenza: la sostituzione della fidejussione presentata da Andrea Marinelli. I nuovi soci si sono impegnati, con un accordo scritto, a farlo entro il 31 dicembre: in cambio mister Akifix sponsorizzerà l’Ancona con 600mila euro in due anni.

Giglio Ranieri
da sinistra Fabrizio Giglio e Fabiano Ranieri

Marinelli aveva già sottoscritto questo patto con Ranieri, che però non era riuscito a rispettarlo: un’altra promessa non mantenuta, un mantra nella sua esperienza anconetana. La società dorica, per bocca di Mancini, ha comunicato di aver presentato una fidejussione alla Lega Pro e ne avrebbe pronta un’altra in caso di bocciatura della prima.

Chiaro che se venisse accettata la fidejussione la nuova società realizzerebbe un passo importante per combattere lo scetticismo che regna fra i tifosi, scottati dalla gestione fallimentare di Sosteniamolancona e da quella pittoresca di Fabiano Ranieri.

La gente non si fida più. E con Ercole Di Nicola, ex ds de L’Aquila squalificato per calcioscommesse, che ha pubblicamente dichiarato di essere vicino a questa società, la fiducia non è di certo aumentata.


Lascia un commento

Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primo Maggio con mascherina

Nessun corteo, nessuna bandiera, nessun concerto, pochi vaccini


1 maggio 2021 – Oggi, esattamente come un anno fa. E questo editoriale potrebbe finire qui. Trecentosessantacinque giorni fa, giorno più giorno meno, uscivamo da una dura segregazione forzata in casa dovuta ad una pandemia ignorata da tutti. Erano i giorni degli striscioni ai balconi che recitavano “andrà tutto bene”, “insieme ce la faremo”. Invece, a distanza di 12 mesi siamo ancora qui a misurare quotidianamente i morti per Covid e le persone in quarantena. A registrare l’evoluzione di un virus che sembra invincibile con la sua capacità di trasformarsi in cento varianti sparse nel mondo sempre più aggressive.

Prima ondata, segregazione in casa, apertura; seconda ondata, chiusure forzate; regioni gialle, arancioni, rosse. Obbligo dell’uso delle mascherine, del lavaggio delle mani, del rispetto delle distanze… Traffici e frodi per una bombola d’ossigeno introvabile, gli speculatori dei respiratori, le terapie intensive al collasso, bare accatastate in un magazzino qualsiasi, morti mai consegnati ai parenti. Variante inglese, brasiliana, indiana… E poi l’arrivo dei vaccini, i ritardi nelle consegne, i furbetti del “vax prima io” o del “no vax”…

A riviverli così, questi ultimi 12 mesi, ci rendiamo conto che il vocabolario non ci appartiene. Fatti, accadimenti, decisioni e comportamenti alieni al genere umano. Invece no, è tutto vero, reale. È successo nel nostro quotidiano, sta succedendo e continuerà a succedere. Alla faccia di chi fa finta di niente o bolla tutto come un enorme complotto ordito per governare e soggiogare il popolo, per togliergli ciò che di più sacro esiste: libertà e lavoro.

Oggi, festa dei lavoratori, la libertà del popolo è legata ad una vaccinazione di massa che va troppo a rilento e i lavoratori, stremati dal rispetto delle regole anticoronavirus e con il fiato corto dietro le mascherine, non hanno nulla da festeggiare. Un po’ perché in tanti il lavoro l’hanno perso, altri perché non hanno più i fondi necessari a sostenere l’attività.

Niente celebrazioni dunque, niente cortei, bandiere al vento o concerti in piazza com’era uso fare fino a un paio d’anni fa. Non ci sono i presupposti. Sarà un Primo Maggio con la mascherina: unico orpello concesso in tempo di pandemia.

© riproduzione riservata


link dell'articolo

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi