La Lardini combatte, ma deve arrendersi a Bergamo

ottava giornata della Samsung Volley Cup di serie A1 femminile

ZANETTI BERGAMO – LARDINI FILOTTRANO 3-1

Bergamo, 2 dicembre 2018 – La Lardini combatte, va sotto nel punteggio, riapre il match nel terzo parziale, ma alla fine deve arrendersi (3-1) ad una Zanetti Bergamo che conferma il buon momento e sigilla la terza vittoria consecutiva.

La formazione filottranese mostra però buone cose in una serata in cui deve rinunciare a Pisani e non riesce ad avere la giusta continuità nel corso della partita. La prima Lardini del neo coach Filippo Schiavo inizia con buon piglio, con Whitney che firma il primo vantaggio (1-2) e l’ace di Vasilantonaki che stoppa sul nascere (4-4) il tentativo di allungo della Zanetti.

coach Filippo Schiavo

Il match vive di sorpassi e controsorpassi, ma anche di grande intensità difensiva: da un recupero di Di Iulio nasce il 12-12 a firma Vasilantonaki, ma è sul muro (Mingardi e Olivotto) e su qualche errore della Lardini che Bergamo costruisce il break di 6-0 (18-12) che lo mette in condizione di controllare il finale di set.

Smarzek è una spina nel fianco per Filottrano: l’opposta polacca martella forte anche in avvio di seconda frazione, spingendo la Zanetti sull’8-3. Sul nuovo allungo delle padrone di casa (13-9), sono due ace consecutivi di Cogliandro a ridare gas alla Lardini (13-12), che arriva al pareggio con Vasilantonaki (14-14). I block di Courtney e Tapp segnano l’allungo di Bergamo (23-17), che ancora a muro (Mingardi) sigla il 2-0.

Bergamo-Lardini: attacco Whitney

Filottrano resetta e riparte, Vasilantonaki e Di Iulio gli garantiscono un buono sprint (2-4) nel terzo set, cancellato in fretta però da qualche errore di troppo (6-5). Il PalaAgnelli si spella le mani per un recupero spaziale di Cardullo, che Vasilantonaki trasforma nel 7-7. Whitney mette la freccia (21-22), Cogliandro è implacabile in attacco (21-23) e da un recupero di Tominaga la centrale consegna tre palle set a Filottrano. Courtney e Tapp annullano le prime due, ma dopo il time out di Schiavo è ancora Cogliandro a schiantare palla a terra e allungare la partita.

Bergamo-Lardini: esultanza di Cogliandro

La Lardini prova a spingere subito con Vasilantonaki (1-2), ma la Zanetti ritrova certezze in attacco e l’ace di Courtney la porta sul 7-5. Vasilantonaki finalizza ancora una super difesa di Cardullo per la parità a 8, ma è sul muro di Tapp che Bergamo costruisce il nuovo allungo (15-12), distanze che si allargano (18-13) sul tocco di seconda di Cambi. Mingardi piazza i due block (5 per lei nel match) che di fatto lanciano la Zanetti verso il 3-1, sigillato da Courtney.

Il Tabellino

ZANETTI BERGAMO: Cambi 2, Smarzek 21, Olivotto 7, Tapp 9, Courtney 16, Mingardi 16, Sirressi (L); Imperiali, Acosta. N.e.: Carraro, Loda, Strunjak. All. Bertini – Turino.

LARDINI FILOTTRANO: Tominaga 4, Whitney 14, Garzaro 11, Cogliandro 12, Di Iulio 8, Vasilantonaki 12, Cardullo (L); Schwan 2. N.e.: Yang, Baggi, Rumori, Pisani. All. Schiavo – Rocca.

ARBITRI: La Micela – Simbari.

PARZIALI: 25-18 (22’), 25-18 (26’), 23-25 (29’), 25-16 (23’).

NOTE: spettatori 1.300 circa, con una quarantina di tifosi della Lardini. Bergamo: battute sbagliate 9, battute vincenti 3, muri 15, ricezione positiva 66% (30% perfetta), attacco 46%. Lardini: b.s. 8, b.v. 3, mu. 3, ric. pos. 67% (24%), att. 40%.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Europee 2019: al voto! al voto! 2

Tra ieri, oggi, domani e domenica al voto in 400 milioni


24 maggio 2019 – Per il nono rinnovo del Parlamento dell’Unione europea sono chiamati alle urne 400 milioni di elettori. Ieri hanno iniziato a votare nel Regno Unito e nei Paesi Bassi; oggi toccherà all’Irlanda, sabato 25 maggio alla Lettonia, Repubblica Ceca, Malta e Slovacchia. Infine, domenica 26, tutti gli altri Paesi dell’Unione Italia compresa.

Domenica pomeriggio, alle 18, 19 e 20, con i seggi ancora aperti in molti Paesi, l’Europarlamento diffonderà le prime stime. Ma bisognerà attendere le 20.15 per avere il primo dato aggregato su 12 Paesi, e le 21.15 per i restanti 16 Paesi. A chiusura dei seggi, dopo le 23, arriveranno le prime proiezioni sulla consistenza e la composizione dei gruppi parlamentari.

Brexit Regno Unito – Ora che la data limite per l’uscita dall’Eu del Regno Unito è stata fissata al 31 ottobre, il paradosso è che Londra manderà a Strasburgo 73 eurodeputati che, se l’accordo del ritiro venisse approvato entro il 30 giugno, non si insedierebbero neppure dal momento che il nuovo Parlamento s’insedia il 2 luglio. Se ciò dovesse avvenire, dei 73 seggi 46 verranno congelati e 27 redistribuiti fra i 14 Paesi che ne hanno diritto. All’Italia ne andrebbero 3.

In Francia il voto europeo viene considerato un vero e proprio referendum su Macron. Il presidente è in calo nei sondaggi per via degli scandali di Palazzo, dimissioni di ministri e proteste dei gilet gialli. Lo spauracchio dell’astensionismo è forte: secondo i sondaggi 3 giovani su 4 non si presenteranno alle urne.

La Germania è il Paese che esprime più eurodeputati: 93. I sondaggi dicono che la Cdu-Csu della cancelliera Merkel viaggia su un solido 30%, l’ultradestra dell’Afd è ferma al 13% così come liberali e sinistra. A stravolgere tutto potrebbero essere i Verdi, secondo partito al 20%. Con l’Spd che rischia d’incassare il peggior risultato degli ultimi decenni. Se così avverrà, sarebbe la fine per la Grosse Koalition messa in piedi dalla Merkel.

In Spagna, con il socialista Sànchez da un mese vittorioso delle Politiche ma non ancora in grado di formare un Governo, i sondaggi vedono in calo il Pse e i popolari, mentre sono in crescita la sinistra di Podemos e il centrodestra di Ciudadanos. Vera incognita l’ultradestra sovranista di Vox, per la prima volta alle elezioni europee.

Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia – il Quartetto di Visegrad – sono considerate illiberali ed euroscettiche, portatrici dell’ondata populista. Mine vaganti ma solide nei loro princìpi di difesa della sovranità e del territorio. Resta da vedere come reagiranno i loro elettori nelle urne.

Della situazione dell’Italia ne ho parlato nel precedente editoriale. Comunque andrà, il 27 maggio nulla sarà più come prima. A meno che l’attaccamento alla poltrona dei gialloverdi non sarà più forte delle loro innegabili differenze. Prevedo un carico di superlavoro per il Presidente del Consiglio Conte un superSarto che, se vorrà durare, dovrà ricucire molti superstrappi.


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