Il Cus Ancona Calcio a 5 si presenta!

Carletti: “Obiettivo, mantenere la serie B con un occhio al futuro oltre la cadetteria”

Ancona – Nello scenario dello storico Centro Sportivo di Via Grotte, dinanzi a tutti i suoi tesserati, alla stampa e alle istituzioni, il Cus Ancona C5 si è presentato ufficialmente in vista della stagione sportiva 2017-2018. Una presentazione bella ed incisiva, arricchita dalla numerosa presenza dei giocatori delle giovanili e delle loro famiglie. L’occasione giusta per iniziare nel vero senso della parola il cammino in questa annata, con nel cuore la speranza di rinverdire i trionfi del passato.

Ancona – Foto di gruppo alla presentazione della stagione 2017/18 del Cus Ancona calcio a 5

Svelate le rose di Prima squadra (serie B), Under19, Juniores, Allievi e Giovanissimi, questi ultimi vera novità di quest’anno. Presenti anche alcuni bambini della Scuola calcio a 5, altro lustro di casa Cus Ancona.

Ad introdurre il pomeriggio, Angelo Burdo, General manager della società biancoverde che ha presentato gli ospiti.

«L’orgoglio del Cus – ha esordito con passione il presidente David Francescangeli – è rappresentato non solo dalla prima squadra ma anche dalle squadre giovanili che devono sempre caratterizzarsi per rispetto ed educazione».

Ancona – La presentazione delle squadre e dei progetti futuri del Cus Ancona

E’ stata poi la volta di David Milani, consigliere comunale e membro nazionale del CUSI, e di Andrea Farabini, vicepresidente vicario della Divisione calcio a 5. Entrambi orgogliosi di partecipare alla presentazione.

Fabio Carletti, deus ex machina della società biancoverde, ha svelato i programmi della prima squadra e delle giovanili: «C’è l’assoluta volontà di mantenere la categoria – ha ribadito – magari puntellando la rosa con l’inserimento di sempre più giovani provenienti dal vivaio. Lavoriamo per gettare basi importanti per costruire un futuro vincente. Anche al di sopra della cadetteria».

In chiusura, l’intervento di Andrea Guidotti, assessore allo Sport del Comune di Ancona, uomo di campo ancor prima che politico: «Abbiate sempre rispetto dell’avversario e giocate con lealtà. Che le vittorie di ieri siano il motore per domani, per crescere come uomini e come sportivi».

Per il Cus Ancona calcio a 5 la stagione sportiva 2017/2018 è ufficialmente iniziata.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primo Maggio con mascherina

Nessun corteo, nessuna bandiera, nessun concerto, pochi vaccini


1 maggio 2021 – Oggi, esattamente come un anno fa. E questo editoriale potrebbe finire qui. Trecentosessantacinque giorni fa, giorno più giorno meno, uscivamo da una dura segregazione forzata in casa dovuta ad una pandemia ignorata da tutti. Erano i giorni degli striscioni ai balconi che recitavano “andrà tutto bene”, “insieme ce la faremo”. Invece, a distanza di 12 mesi siamo ancora qui a misurare quotidianamente i morti per Covid e le persone in quarantena. A registrare l’evoluzione di un virus che sembra invincibile con la sua capacità di trasformarsi in cento varianti sparse nel mondo sempre più aggressive.

Prima ondata, segregazione in casa, apertura; seconda ondata, chiusure forzate; regioni gialle, arancioni, rosse. Obbligo dell’uso delle mascherine, del lavaggio delle mani, del rispetto delle distanze… Traffici e frodi per una bombola d’ossigeno introvabile, gli speculatori dei respiratori, le terapie intensive al collasso, bare accatastate in un magazzino qualsiasi, morti mai consegnati ai parenti. Variante inglese, brasiliana, indiana… E poi l’arrivo dei vaccini, i ritardi nelle consegne, i furbetti del “vax prima io” o del “no vax”…

A riviverli così, questi ultimi 12 mesi, ci rendiamo conto che il vocabolario non ci appartiene. Fatti, accadimenti, decisioni e comportamenti alieni al genere umano. Invece no, è tutto vero, reale. È successo nel nostro quotidiano, sta succedendo e continuerà a succedere. Alla faccia di chi fa finta di niente o bolla tutto come un enorme complotto ordito per governare e soggiogare il popolo, per togliergli ciò che di più sacro esiste: libertà e lavoro.

Oggi, festa dei lavoratori, la libertà del popolo è legata ad una vaccinazione di massa che va troppo a rilento e i lavoratori, stremati dal rispetto delle regole anticoronavirus e con il fiato corto dietro le mascherine, non hanno nulla da festeggiare. Un po’ perché in tanti il lavoro l’hanno perso, altri perché non hanno più i fondi necessari a sostenere l’attività.

Niente celebrazioni dunque, niente cortei, bandiere al vento o concerti in piazza com’era uso fare fino a un paio d’anni fa. Non ci sono i presupposti. Sarà un Primo Maggio con la mascherina: unico orpello concesso in tempo di pandemia.

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