GiroRosa – Turbo Bennett sul circuito di Imola

Sotto la pioggia arriva la seconda vittoria del velocista irlandese. Yates conserva la Maglia Rosa. Oggi Tappa 13: Ferrara-Nervesa della Battaglia 180 km - dislivello 500 m

Imola, 17 maggio – Sam Bennett (Bora-Hansgrohe) si è imposto in volata sul circuito automobilistico di Imola Enzo e Dino Ferrari in una tappa contraddistinta dalla forte pioggia. Con Viviani fuori dai giochi, il corridore irlandese ha anticipato la volata partendo lungo ai 400 metri per riprendere gli attacanti Matej Mohoric (Bahrain-Merida) e Carlos Betancur (Movistar Team), imponendosi di forza. È la seconda vittoria in questo Giro per Bennet dopo quella della Tappa 7 a Praia a Mare.

Imola – Sam Bennett (Bora – Hansgrohe) sul traguardo

LE PILLOLE STATISTICHE

  • Seconda vittoria in questo Giro per Sam Bennett, lo stesso bottino del suo connazionale Stephen Roche nel 1987, con la differenza che Bennett ha vinto due tappe in linea e Roche due cronometro. Il conto delle vittorie di tappa irlandesi al Giro sale a sei: due per Stephen Roche e Sam Bennett ed una per Seamus Elliott (nel 1960) e Martin Earley (nel 1986).
  • L’irlandese Sam Bennett vince nello stesso circuito in cui domenica scorsa il Nord-irlandese Jonathan Rea ha eguagliato il record di tutti i tempi di vittorie nel mondiale Superbike, appartenente al inglese Carl Fogarty (59). Fogarty è anche il cognome di Tara, la fidanzata di Bennett, presente al arrivo di Imola.
  • Danny Van Poppel (secondo) riporta il cognome “Van Poppel” sul podio di tappa del Giro per la prima volta dal 1990, quando suo padre Jean-Paul fu terzo a Lodi del 11esima tappa vinta da Adriano Baffi, ora alla guida dell’ammiraglia della Trek-Segafredo. Jean-Paul Van Poppel vinse quattro tappe al Giro.
Imola – Il gruppo sotto la pioggia all’interno del circuito

risultato finale

1 – Sam Bennett (Bora – Hansgrohe) – 214 km in 4h49’34”, media 44,342km/h

2 – Danny Van Poppel (Team Lotto NL – Jumbo) st

3 – Niccolò Bonifazio (Bahrain – Merida) st

classifica generale
1 – Simon Yates (Mitchelton – Scott)
2 – Tom Dumoulin (Team Sunweb) a 47″
3 – Thibaut Pinot (Groupama – FDJ) a 1’04”
MAGLIEMaglia Rosa, leader della classifica generale, sponsorizzata da Enel – Simon Yates (Mitchelton – Scott)

  • Maglia Ciclamino, leader della classifica a punti, sponsorizzata da Segafredo – Elia Viviani (Quick-Step Floors)
  • Maglia Azzurra, leader del Gran Premio della Montagna, sponsorizzata da Banca Mediolanum – Simon Yates (Mitchelton – Scott), indossata da Esteban Chaves (Mitchelton – Scott)
  • Maglia Bianca, leader della Classifica dei Giovani, sponsorizzata da Eurospin – Richard Carapaz (Movistar Team)

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conferenza stampa

Il vincitore di tappa Sam Bennett ha dichiarato: “Ho corso davanti nel tratto finale in salita perché volevo essere sicuro di prendere la discesa tra i primi ed evitare inconvenienti. I ragazzi hanno lavorato duramente tutto il giorno, la priorità numero uno era arrivare allo sprint. Gli ho detto che avrei fatto da solo se necessario ma doveva esserci volata. Sono partito presto perché c’era un gap da chiudere [con Matej Mohoric e Carlos Betancur davanti]. Non credevo che il traguardo fosse ancora così lontano, fortunatamente avevo più gambe degli altri”.

La Maglia Rosa Simon Yates: “Quando il gruppo si è spezzato stavamo correndo davanti per fare attenzione. Ho sentito via radio che c’era un gap ma non sapevo chi fosse rimasto indietro e quale fosse il distacco. Ho sentito che c’era [Domenico] Pozzovivo ma poi subito è rientrato nel gruppo di testa. Il finale è stato più difficile di quanto ci aspettassimo. A nessuno piace correre sotto la pioggia ma ho fiducia nei componenti della mia bici, specialmente nelle gomme”.

LA TAPPA DI OGGI venerdì 18 maggio

Tappa 13 – Ferrara-Nervesa della Battaglia 180 km – dislivello 500 m
Tappa assolutamente piatta che attraversa la pianura Padana orientale da sud a nord. Da segnalare numerosi attraversamenti cittadini dove sono possibili (e consueti) rotatorie, spartitraffico e dossi rallentatori. A 30 km dall’arrivo primo passaggio sul traguardo per affrontare il Montello da un versante “soft” con ultimo scollinamento a 20 km dall’arrivo.

Ultimi km
Ultimi chilometri tutti pianeggianti e con pochissime curve, ultima degna di nota a 5 km dal traguardo.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Ciao Anconitana, benvenuta AnconaMatelica

Come andare a letto in Eccellenza e risvegliarsi in Serie C!


Camerano, 16 giugno 2021 – Incubo o sogno? Delusione o gioia? Opportunismo o riscatto? Elemosina o risarcimento? Tutto ciò, e forse ancora di più, deve aver provato quel tifoso del calcio dorico che ieri ha appreso dello tzunami (positivo?) che ha travolto l’Anconitana del presidente Stefano Marconi. Anconitana e presidente che spariscono dal palcoscenico sportivo per far posto al progetto AnconaMatelica arrivato con la forza di un’onda anomala prodotta da quel terremoto (positivo?) del presidente Mauro Canil da Matelica.

Come andare a dormire sapendo di dover affrontare un’altra tribolata annata calcistica in Eccellenza, per risvegliarsi il mattino dopo con la certezza che non sarà tribolata né in Eccellenza bensì in Serie C.

Un sogno, senza dubbio! Invece, parrebbe proprio di no. Condizionale d’obbligo fintanto che le parole, i progetti, le intenzioni e gli impegni non si trasformeranno in fatti reali, concreti, funzionanti. Parrebbe di no dal momento che patron Canil sembra aver convinto e messo d’accordo tutti: tifosi dorici della Nord, Amministratori comunali (Guidotti e Mancinelli) “Non mi è mai capitato di trovare un’Amministrazione così disponibile”, città, giornalisti, scettici, raccattapalle, venditori di bibite e bastian contrari.

Poteva essere diversamente? No. Ieri, in conferenza stampa alla Mole Vanvitelliana, Mauro Canil da Matelica ha parlato forte e chiaro ai presenti nell’esporre il suo progetto che mette al centro, meglio, al vertice della piramide, lo sviluppo senza se e senza ma del settore giovanile (Progetto Giovani del Territorio) con sei squadre che parteciperanno ai vari campionati nazionali. Ragazzi che preferibilmente verranno cercati sul territorio anconetano/marchigiano prima che altrove.  (Nella foto: il presidente Mauro Canil, l’assessore allo Sport di Ancona Andrea Guidotti, il presidente Stefano Marconi).

Poi, verrà l’interesse per la prima squadra con quelle promesse che tanto sono piaciute alla Curva Nord: la società si chiamerà AnconaMatelica, per poi diventare solo Ancona dalla seconda stagione, la maglia sarà biancorossa, avrà lo scudo del Cavaliere armato. «Mi piace molto il Cavaliere – ha sottolineato Canil, che ha comunque aggiunto con convinzione – Vengo ad Ancona ma non vi prometto nulla, faremo una squadra dignitosa e punteremo a restare nella categoria. Tutto quello che verrà in più sarà ben accetto. Marconi ha promesso una sponsorizzazione per i prossimi 5 anni e noi punteremo a coinvolgere nel progetto le aziende del territorio».

Questo era ciò che il mondo del pallone dorico voleva sentirsi dire, e questo Canil gli ha detto. Servito con lucidità, decisione, convinzione, esperienza (per lui parlano i suoi trascorsi e l’apprezzamento che si porta dietro). L’uomo è sembrato degno, serio, credibile, onesto. Il Presidente lo scopriremo man mano, con la convinzione che nessuno prova  a fare calcio solo per gettare soldi dalla finestra. Qualche tornaconto dovrà averlo pure lui. E se lo sai gestire bene il settore giovanile un tornaconto te lo dà.

Prossime tappe del nuovo progetto: entro il 28 giugno, iscrizione della prima squadra al campionato; entro il 15 luglio cambio nome della società con atto notarile. Punti fermi: la dirigenza resterà quella del Matelica con moglie, figlio e dirigenti vari quasi tutti al femminile. L’allenatore sarà quello del Matelica. Previsto qualche inserimento di figure anconetane.

In chiusura un invito a una riflessione che non vuol significare nulla. Semplicemente, una citazione passata per la mente senza riferimenti a chicchesia. È firmata Massimo D’Azeglio: “Saper campare del proprio, poco o molto che sia, è la prima garanzia di una vita onorata e tranquilla. Quando, invece, si comincia a vivere dell’altrui, addio tranquillità e purtroppo non di rado, addio onore”.

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