GiroRosa – Tappa 8: vittoria storica di Carapaz

Per la prima volta nella storia un corridore ecuadoregno vince una tappa al Giro d'Italia. Yates sempre in Maglia Rosa. Oggi Tappa 9 – Pesco Sannita-Gran Sasso d'Italia (Campo Imperatore) 225 km - dislivello 3.900 m

Montevergine di Mercogliano, 12 maggio 2018 – Richard Carapaz (Movistar Team) ha conquistato una storica vittoria a Montevergine di Mercogliano, diventando il primo ecuadoregno a conseguire un successo al Giro d’Italia. Già in Maglia Bianca, il debuttante ha attaccato il gruppo dei favoriti 2 km prima della cima della salita. Simon Yates (Mitchelton – Scott) ha conservato la Maglia Rosa tenendo la gara sotto controllo mentre Thibaut Pinot (Groupama – FDJ) è salito di una posizione in classifica grazie all’abbuono assegnato per il terzo posto.

Richard Carapaz vittorioso sul traguarda di Montevergine di Mercogliano (foto LaPresse – D’Alberto / Ferrari / Paolone / Alpozzi)

LE PILLOLE STATISTICHE

  • Giornata storica al Giro: l’Ecuador conquista il suo primo successo in un Grande Giro con Richard Carapaz. L’Ecuador è la 34esima nazione ad ottenere un successo di tappa nella corsa Rosa.
  • L’ultimo 24enne a vincere al Giro era stato Bob Jungels a Bergamo l’anno scorso: si trattava anche dell’ultima vittoria della Maglia Bianca a tutt’oggi.
  • Secondo podio di tappa al Giro per Davide Formolo dopo la vittoria a La Spezia nel 2015.
  • Sesto podio di tappa al Giro per Thibaut Pinot: ora ha collezionato lo stesso numero di piazzamenti parziali nella top-3 alla Corsa Rosa ed al Tour de France.
  • Terza maglia Rosa per Simon Yates: ora è ad una sola lunghezza da Mark Cavendish, il britannico che ha conquistato il maggior numero di Maglie Rosa (4).
Montevergine di Mercogliano – Simon Yates (Mitchelton – Scott) ancora in Maglia Rosa (foto LaPresse – D’Alberto / Ferrari / Paolone / Alpozzi)

risultato finale

1 – Richard Carapaz (Movistar Team) – 209 km in 5h11’35”, media 40,246 km/h

2 – Davide Formolo (Bora – Hansgrohe) a 7″

3 – Thibaut Pinot (Groupama – FDJ) s.t.

classifica generale

1 – Simon Yates (Mitchelton – Scott)

2 – Tom Dumoulin (Team Sunweb) a 16″

3 – Esteban Chaves (Mitchelton – Scott) a 26

maglie

  • Maglia Rosa, leader della classifica generale, sponsorizzata da Enel – Simon Yates (Mitchelton – Scott)
  • Maglia Ciclamino, leader della classifica a punti, sponsorizzata da Segafredo – Elia Viviani (Quick-Step Floors)
  • Maglia Azzurra, leader del Gran Premio della Montagna, sponsorizzata da Banca Mediolanum – Esteban Chaves (Mitchelton – Scott)
  • Maglia Bianca, leader della Classifica dei Giovani, sponsorizzata da Eurospin – Richard Carapaz (Movistar Team)

LA TAPPA DI OGGI

Tappa 9 – Pesco Sannita-Gran Sasso d’Italia (Campo Imperatore) 225 km – dislivello 3.900 m

Terzo arrivo in salita del Giro. Tappa molto lunga (225 km) con i primi 100 km lungo la strada a scorrimento veloce da Benevento a Rionero Sannitico con carreggiata ampia, ben pavimentata e con la presenza di numerose gallerie ben illuminate. Seconda parte con la salita di Roccaraso (GPM) seguita dalla lunga discesa fino a Sulmona e Popoli. Dopo i due traguardi volanti inizia la salita finale di circa 45 km, intervallata da brevissime contropendenza e suddivisa nella classificazione del GPM in due parti: la prima fino a Calascio e la seconda più breve e pendente fino all’arrivo.

Ultimi km
Ultimi 7 km in forte ascesa. Si superano i 2.000 m su una strada di media ampiezza con alcuni tornanti e pendenza attorno al 9% con picco massimo del 13%. Ultimo rettilineo di 120 m in asfalto con linea di arrivo larga 6 m.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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