GiroRosa: Froome imperatore di Roma

In un Giro storico cominciato a Gerusalemme e terminato nella Capitale, il britannico, primo tra i connazionali a vincere il Giro, fa filotto di Grand Tour. Bennett vince la sua terza volata alla Corsa Rosa

Roma, 27 maggio 2018 – Chris Froome entra tra i grandi del ciclismo vincendo il Giro d’Italia 101 e diventando il terzo corridore di sempre a vincere i tre Grandi Giri di fila ed il settimo a fare tripletta. Il campione in carica Tom Dumoulin (Team Sunweb) e il miglior giovane Miguel Angel Lopez (Astana Pro Team) hanno completato il podio finale. Sam Bennett (Bora-Hansgrohe) ha battuto Elia Viviani (Quick-Step Floors) sul prestigioso traguardo finale ai Fori Imperiali ottenendo la sua terza vittoria di tappa.

Roma – Chris Froome vincitore indiscusso dell’edizione 101 del Giro d’Italia 2018 (Foto LaPresse – D’Alberto / Ferrari / Paolone / Alpozzi)

le pillole statistiche

  • Froome è il primo britannico a vincere il Giro ed il primo a salire sul podio dal 1987, quando Robert Millar fu secondo.
  • I 7 vincitori dei tre Grandi Giri: Jacques Anquetil; Alberto Contador; Chris Froome; Felice Gimondi; Bernard Hinault; Eddy Merckx; Vincenzo Nibali.
  • I 3 vincitori dei 3 Grandi Giri consecutivi: Eddy Merckx, 4 consecutivi: Giro e Tour 1972, Vuelta e Giro 1973; Bernard Hinault: Giro e Tour 1982, Vuelta 1983; Chris Froome: Tour e Vuelta 2017; Giro 2018.
  • Per il terzo anno consecutivo un colombiano si piazza sul podio finale del Giro: nel 2016 Chaves (2°); l’anno scorso Quintana (2°); quest’anno Lopez (3°).
  • Per la prima volta dal 1998 (Pantani), il vincitore della classifica generale si aggiudica anche la classifica di miglior scalatore.
Roma – I primi tre classificati della Generale. da sx: Tom Dumoulin (Team Sunweb); Chris Froome (Team Sky); Miguel Angel Lopez (Astana Pro Team).  (Foto LaPresse – D’Alberto / Ferrari / Paolone / Alpozzi)

classifica GENERALE
1 – Chris Froome (Team Sky)
2 – Tom Dumoulin (Team Sunweb) a 46″
3 – Miguel Angel Lopez (Astana Pro Team) a 4’57”
4 – Richard Carapaz (Movistar Team) a 5’44”
5 – Domenico Pozzovivo (Bahrain – Merida) a 8’03”

MAGLIE

  • Maglia Rosa, leader della classifica generale, sponsorizzata da Enel – Chris Froome (Team Sky)
  • Maglia Ciclamino, leader della classifica a punti, sponsorizzata da Segafredo – Elia Viviani (Quick-Step Floors)
  • Maglia Azzurra, leader del Gran Premio della Montagna, sponsorizzata da Banca Mediolanum – Chris Froome (Team Sky)
  • Maglia Bianca, leader della Classifica dei Giovani, sponsorizzata da Eurospin – Miguel Angel Lopez (Astana Pro Team)

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risultato TAPPA
1 – Sam Bennett (Bora – Hansgrohe) – 115 km in 2h50’49”, media 40,934 km/h
2 – Elia Viviani (Quick-Step Floors) s.t.
3 – Jean-Pierre Drucker (BMC Racing Team) s.t.
4 – Baptiste Planckaert (Team Katusha Alpecin) s.t.
5 – Manuel Belletti (Androni Giocattoli – Sidermec) s.t.

CONFERENZA STAMPA

Froome imperatore di Roma (Foto LaPresse – D’Alberto / Ferrari / Paolone / Alpozzi)

Il vincitore del Giro d’Italia Chris Froome ha dichiarato: “Dopo la partenza molti corridori sono venuti da me per trovare una soluzione per essere sicuri in gara. È stato un evento fantastico ed è comunque arrivata una volata di gruppo con Sam Bennett ed Elia [Viviani] in lotta, quello che volevano vedere tutti questa sera. L’atmosfera era fantastica, si vedeva quanto significasse per i fan avere il Giro che finisse a Roma. Una settimana fa non credevo di essere qui in Maglia Rosa. Recuperare più di tre minuti era già stato fatto prima ma era improbabile. La tappa con il Colle delle Finestre è stato il momento in cui la mia gara è svoltata. Per me quella frazione è l’essenza di quello che credo sia correre in bicicletta. Vorrei dedicare questa vittoria a mia moglie e alla figlia che arriverà ad inizio agosto”.

Il vincitore di tappa Sam Bennett: “La Quick-Step ha reso la gara molto difficile ed è stata una volata velocissima. Quando mi sono svegliato questa mattina avevo le gambe talmente dure che mai avrei immaginato la vittoria odierna. Tuttavia, grazia ad una mentalità vincente, vuoi sempre di più e non potevo deludere i miei compagni di squadra. Mi sono posizionato bene ai due dalla fine, con tutti che cercavano la ruota di Viviani. Sapevo che Viviani avrebbe rilanciato quindi sono partito il più tardi possibile. Tre vittorie di tappa mi rendono molto felice, ma mi piacerebbe anche vincere una classica: la Milano-Sanremo è l’unica che vorrei”.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Ciao Anconitana, benvenuta AnconaMatelica

Come andare a letto in Eccellenza e risvegliarsi in Serie C!


Camerano, 16 giugno 2021 – Incubo o sogno? Delusione o gioia? Opportunismo o riscatto? Elemosina o risarcimento? Tutto ciò, e forse ancora di più, deve aver provato quel tifoso del calcio dorico che ieri ha appreso dello tzunami (positivo?) che ha travolto l’Anconitana del presidente Stefano Marconi. Anconitana e presidente che spariscono dal palcoscenico sportivo per far posto al progetto AnconaMatelica arrivato con la forza di un’onda anomala prodotta da quel terremoto (positivo?) del presidente Mauro Canil da Matelica.

Come andare a dormire sapendo di dover affrontare un’altra tribolata annata calcistica in Eccellenza, per risvegliarsi il mattino dopo con la certezza che non sarà tribolata né in Eccellenza bensì in Serie C.

Un sogno, senza dubbio! Invece, parrebbe proprio di no. Condizionale d’obbligo fintanto che le parole, i progetti, le intenzioni e gli impegni non si trasformeranno in fatti reali, concreti, funzionanti. Parrebbe di no dal momento che patron Canil sembra aver convinto e messo d’accordo tutti: tifosi dorici della Nord, Amministratori comunali (Guidotti e Mancinelli) “Non mi è mai capitato di trovare un’Amministrazione così disponibile”, città, giornalisti, scettici, raccattapalle, venditori di bibite e bastian contrari.

Poteva essere diversamente? No. Ieri, in conferenza stampa alla Mole Vanvitelliana, Mauro Canil da Matelica ha parlato forte e chiaro ai presenti nell’esporre il suo progetto che mette al centro, meglio, al vertice della piramide, lo sviluppo senza se e senza ma del settore giovanile (Progetto Giovani del Territorio) con sei squadre che parteciperanno ai vari campionati nazionali. Ragazzi che preferibilmente verranno cercati sul territorio anconetano/marchigiano prima che altrove.  (Nella foto: il presidente Mauro Canil, l’assessore allo Sport di Ancona Andrea Guidotti, il presidente Stefano Marconi).

Poi, verrà l’interesse per la prima squadra con quelle promesse che tanto sono piaciute alla Curva Nord: la società si chiamerà AnconaMatelica, per poi diventare solo Ancona dalla seconda stagione, la maglia sarà biancorossa, avrà lo scudo del Cavaliere armato. «Mi piace molto il Cavaliere – ha sottolineato Canil, che ha comunque aggiunto con convinzione – Vengo ad Ancona ma non vi prometto nulla, faremo una squadra dignitosa e punteremo a restare nella categoria. Tutto quello che verrà in più sarà ben accetto. Marconi ha promesso una sponsorizzazione per i prossimi 5 anni e noi punteremo a coinvolgere nel progetto le aziende del territorio».

Questo era ciò che il mondo del pallone dorico voleva sentirsi dire, e questo Canil gli ha detto. Servito con lucidità, decisione, convinzione, esperienza (per lui parlano i suoi trascorsi e l’apprezzamento che si porta dietro). L’uomo è sembrato degno, serio, credibile, onesto. Il Presidente lo scopriremo man mano, con la convinzione che nessuno prova  a fare calcio solo per gettare soldi dalla finestra. Qualche tornaconto dovrà averlo pure lui. E se lo sai gestire bene il settore giovanile un tornaconto te lo dà.

Prossime tappe del nuovo progetto: entro il 28 giugno, iscrizione della prima squadra al campionato; entro il 15 luglio cambio nome della società con atto notarile. Punti fermi: la dirigenza resterà quella del Matelica con moglie, figlio e dirigenti vari quasi tutti al femminile. L’allenatore sarà quello del Matelica. Previsto qualche inserimento di figure anconetane.

In chiusura un invito a una riflessione che non vuol significare nulla. Semplicemente, una citazione passata per la mente senza riferimenti a chicchesia. È firmata Massimo D’Azeglio: “Saper campare del proprio, poco o molto che sia, è la prima garanzia di una vita onorata e tranquilla. Quando, invece, si comincia a vivere dell’altrui, addio tranquillità e purtroppo non di rado, addio onore”.

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