Entrano nel vivo le Paralimpiadi di Tokyo degli atleti marchigiani

Il fabrianese Giorgio Farroni, la civitanovese Assunta Legnante, il monteccassianese Ndiaga Dieng e la recanatese Federica Sileoni

30 agosto 2021 – Entrano nel vivo le Paralimpiadi degli atleti marchigiani.

Il fabrianese Giorgio Farroni per il ciclismo, la civitanovese Assunta Legnante per il lancio del disco e del peso, e il montecassianese Ndiaga Dieng per la corsa sono prontissimi a scendere in pista per difendere i colori azzurri. Va ricordata anche la recanatese Federica Sileoni che nel dressage è stata bravissima anche se non ha centrato la finale.

Assunta Legnante, Ndiaga Dieng, Giorgio Farroni

In ordine cronologico, inizierà Assunta Legnante che nella notte tra oggi e domani, alle ore 2:34, gareggerà nella finale del lancio del disco. Poi alle 8:25 toccherà a Farroni nella crono e alle ore 12:11 ci sarà la finale dei 400 con protagonista il giovanissimo Ndiaga Dieng, che proprio oggi ha staccato il biglietto per la finale con un ottimo 48”91 in quella che non è neanche la sua specialità visto che il giovane di Montecassiano è specializzato nei 1500 m.

Federica Sileoni

A seguire, il 2 settembre alle ore 6:30 gareggerà ancora il fabrianese Giorgio Farroni, questa volta nella prova in linea, mentre il 3 settembre sarà la volta di Assunta Legnante alle ore 2:30 nella finale del peso e alle ore 3:13 ancora Dieng, questa volta nel 1500 m.

«Siamo orgogliosi dei nostri ragazzi e facciamo un grandissimo tifo per loro – dice il presidente del Comitato Paralimpico Marche, Luca Savoiardila speranza è di portare in Italia e nelle Marche delle medaglie paralimpiche, sarebbe stupendo! Ma a prescindere da come andranno le cose, è bellissimo vedere i nostri atleti marchigiani gareggiare ai massimi livelli dello sport mondiale.

Il presidente Luca Savoiardi con Bebe Vio

Tutti i miei complimenti e congratulazioni vanno a questi atleti – continua Savoiardi – Giorgio, Assunta e Ndiaga, ma anche a Federica Sileoni, prima marchigiana a gareggiare in queste Paralimpiadi, e all’arbitro maceratese Maurizio Zamponi, unico fischietto italiano nel basket in carrozzina. Una grande soddisfazione per il movimento paralimpico nella nostra regione che sta sempre più crescendo grazie all’impegno, sacrificio e passione di tanti atleti, staff tecnici e volontari delle nostre Società Sportive».

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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