Ciclismo. Tolti i veli alla Gran Fondo Città di Ancona

Il via dal Viale della Vittoria. Arrivo a Pietralacroce. Due i tracciati.

Ancona – La Dorica si sta appassionando al pedale. Dopo il ciclocross ospitato nei prati del PalaRossini l’ultimo giorno dell’anno, ecco la Gran Fondo Città di Ancona che quest’anno abbraccerà il centro storico della città.

Sono stati tolti i veli ai percorsi della Granfondo giunta alla terza edizione e organizzata come sempre egregiamente dal Pedale Chiaravallese, che si correrà domenica 12 marzo.

Granfondo Ancona 2016: la partenza
Granfondo Ancona 2016: la partenza

Il quartier generale e l’area expo saranno ubicati in Viale della Vittoria, nei pressi del monumento ai Caduti, che è anche simbolo della granfondo. La partenza avverrà sempre da Viale della Vittoria. L’arrivo a Pietralacroce.

Si coniugheranno sport e turismo nei due tracciati previsti dagli organizzatori: il lungo misurerà 127 chilometri e il corto 85. Partenza alle ore 9. Tratto turistico dentro il centro storico di Ancona dal Passetto a Piazza Mazzini a Corso Stamira. Si attraverseranno entrambe le gallerie che caratterizzano il capoluogo di regione, per raggiungere la panoramica da dove verrà dato il via ufficiale alla manifestazione. Per toccare poi Polverigi.

Dopo circa 30 chilometri, esattamente a Collina di Santa Maria Nuova, ci sarà la divisione tra i percorsi. Si toccheranno Santa Maria Nuova e poi Jesi. Per dirigersi quindi a Pianello Vallesina, a San Paolo di Jesi, a Staffolo e a Coste di Staffolo, a Pradellona (ci sarà il ricongiungimento con il tracciato corto), San Paterniano e Offagna, San Biagio per poi proseguire verso Sirolo prima di affrontare la panoramica del Conero per arrivare al traguardo anconetano.

L'arrivo dell'edizione 2016 della granfondo di Ancona: Barchi su Zanetti
L’arrivo dell’edizione 2016 della granfondo di Ancona: Barchi su Zanetti

Si possono già effettuare le iscrizioni. Costo 30 euro sino al 12 febbraio e poi 35 euro fino all’8 marzo (sito KronoService). La granfondo sarà prova d’apertura del circuito Marche Marathon – Ciclo Promo Components – Trofeo Named Sport.

L’anno passato si imposero il cesenate Barchi sul compagno Zanetti nel tracciato lungo. Nella gara femminile a trionfare fu Barbara Lancioni da Filottrano. Nel corto a segno Giardini, atleta di Trevi, e Morri un altro amatore di Cesena. Tra le società vittoria per l’Idromarche Team in una edizione che registrò mille iscritti.


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Fate come vi pare, ma non siate stupidi!

Breve reportage sul professor Matteo Bassetti al Festival osimano del Giornalismo d’inchiesta delle Marche


Camerano, 12 settembre 2021 – C’è questo fatto dello scorso venerdì, quello del professor Matteo Bassetti (al centro nella foto) – infettivologo e direttore della Clinica Malattie Infettive Ospedale Policlinico San Martino di Genova – ospite al Teatro Torquis di Filottrano della decima edizione del Festival del Giornalismo d’inchiesta delle Marche.

C’è la reazione sui social alla notizia pubblicata da Corriere del Conero, da parte di centinaia di lettori o pseudo tali, che hanno letteralmente massacrato Bassetti per il suo ardire a partecipare ad un festival giornalistico, lui che: “giornalista non è”, “più divo televisivo che infettivologo”, “stattene a casa, merda”, “vergognati, sei al soldo delle Bigfarma e racconti un sacco di balle”, e altre simili amenità postate dai tantissimi laureati all’Università dell’insulto-ignoranza-maleducazione.

A salutarlo, l’altra sera a Filottrano, c’erano il Prefetto di Ancona Darco Pellos, il presidente dell’Ordine dei giornalisti delle Marche Franco Elisei, l’ex sindaco di Osimo Stefano Simoncini che il Covid ha costretto su una carrozzina, lo staff organizzativo dello Ju-Ter Club e di +76, una platea di spettatori contingentata dalle normative antivirus e tantissime forze dell’ordine: Carabinieri, Polizia, Digos, Polizia Locale.

Da emerito ignorante in materia di pandemie, possessore del Green Pass (senza il quale non avrei potuto essere lì, né svolgere la professione di giornalista che racconta eventi e partecipa alle conferenze stampa, senza per questo sentirmi costretto, discriminato o defraudato della mia libertà d’espressione o di movimento), ho passato oltre due ore ad ascoltare Bassetti. E la conclusione è che mi è piaciuto sia come uomo sia come medico. Mi piace il suo modo schietto e diretto nel raccontare, il suo parlar chiaro senza timore di mandare a quel paese chi dice stronzate (modus che mi appartiene), la sua preparazione che non mi appartiene affatto.

Pensatela come vi pare. In natura, ogni specie ha il dovere di fare qualunque cosa in suo potere per salvaguardarsi, iniziando dal singolo e dalla cerchia parentale. Non esiste una regola o un protocollo, esiste l’istinto, nel caso del genere umano il buon senso, specialmente quando il nemico da combattere non si conosce e le azioni vanno inventate lì per lì e pesate in base alle sue reazioni. Inoltre, gli errori vanno messi in conto. Per cui, al di là delle mie impressioni personali, ecco alcune cose dette l’altra sera in ordine sparso da Bassetti. Leggetele come vi pare.

“Quando la critica diventa violenza, allora è inaccettabile”; “Noi siamo fortunati, chi protesta contro i vaccini dovrebbe pensare a tutti quei Paesi che ci invidiano il nostro accesso alle cure. In Africa è stata vaccinata solo il 2% della popolazione”; “il nostro sistema sanitario è uno dei tre migliori al mondo”; “in un mese, durante la fase acuta della pandemia, alcuni medici ed infermieri hanno accumulato fino a 230 ore di straordinario, e su quello non hanno avuto un euro”; “per dedicarci completamente al Covid, abbiamo chiuso gli altri reparti e questo non è più accettabile”; “quando la politica entra nella medicina fa un grande casino, ognuno faccia il suo mestiere”; “ho molta paura di quella politica che fa l’anti-scienza”.

A Matteo Bassetti piace la televisione? È vero. Nelle 50 stanze della terapia intensiva al San Martino, grazie ad una donazione del Rotary di Genova ha fatto installare 50 televisori: “i pazienti non potevano sentire la voce per via dei respiratori accesi, ma almeno vedevano delle immagini in movimento anziché una parete bianca”.

Non vedo l’ora di poter fare il terzo richiamo del vaccino. Non perché sia un maniaco delle inoculazioni, tutt’altro. Semplicemente perché al momento la medicina non ha altro da offrire per combattere le varianti del Covid e, come ha spiegato Bassetti: “le varianti si sviluppano proprio là dove il tasso di vaccinazione è stato molto basso, non a caso sono arrivate dall’Inghilterra, dal Brasile, dall’Africa…” Scuole di pensiero… In ultimo, ma questo lo dico io, fate un po’ come vi pare ma non siate stupidi né tantomeno violenti!

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