Chiaravalle vittoriosa contro Casalgrande, la salvezza è a un passo

Il portiere Molinelli: "È stata una bella partita. Della seconda frazione salverei le parate su rigore e la concretezza nei due minuti finali"

Handball A2 maschile girone B

PALLAMANO CHIARAVALLE-MODULA CASALGRANDE 30:29

Chiaravalle, 5 aprile 2021 – Non si può ancora parlare di certezza matematica, ma il risultato positivo di 30-29, ottenuto in casa nella domenica di Pasqua dalla Pallamano Chiaravalle contro Modula Casalgrande, fa sognare i ragazzi di Cocilova in ottica salvezza.

Dopo il pareggio al cardiopalma arrivato nella scorsa giornata con Teramo, Chiaravalle si presenta galvanizzata al fischio d’inizio, non sbaglia quasi niente e riesce a chiudere la frazione con un vantaggio di 19-12, un’enormità considerata la caratura dei rivali.

Nella seconda frazione però, come spesso accade i chiaravallesi scendono in campo senza la dovuta concentrazione, Casalgrande riesce a risalire fino allo scontro dei due minuti finali: Molinelli para un rigore sul 28-27 ma nella ribattuta gli emiliani agguantano il pareggio; Chiaravalle – con un uomo in meno – va in rete con Brutti; altro rigore per gli emiliani, questa volta parato da Molinelli; ritorna in attacco Chiaravalle e Santinelli mette dentro la rete del 30-28; manca pochissimo, Casalgrande insacca l’ultima rete per il 30-29 finale. Poco dopo arriva la sirena di fine match e il grido di gioia dei marchigiani per i due punti conquistati.

Il portiere Molinelli: “E’ stata una bella partita, molto difficile nel secondo tempo perché abbiamo mollato di testa e si è visto. Di questa frazione salverei le parate su rigore e la concretezza di tutti nei due minuti finali”.

Adesso, dopo due turni che hanno messo seriamente a rischio le coronarie dei tifosi collegati per la diretta streaming, Chiaravalle è a quota 15 punti, prima nella colonna di destra della classifica di A2. Tra sette giorni, sempre in casa, dovrà affrontare il Bologna United. All’andata in trasferta furono i marchigiani a prevalere per 16-22.

Il Tabellino

CHIARAVALLE: Achilli, Albanesi, Ballabio, Bastari, Battistelli, Brutti 7, Cognini 3, Feroce 1, Maltoni, Medici 1, Molinelli, Rumori, Russo 7, Santinelli 5, Tanfani 4, Vichi 2. All. Cocilova.

CASALGRANDE: Aldini 2, Ferrari, Giubbini 2, Griffo, Id Ammou 4, Lamberti 12, Lenzotti 1, Oliva, Prandi, Prodi 2, Rispoli, Rondon Calderon, Toro D. 4, Toro K. 2. All. Fiumicelli.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Mascherine usa e getta: nuovo rifiuto 2.2

Una stima parla di quasi due miliardi che finiranno quest’anno negli oceani del mondo


Camerano, 5 aprile 2021 – L’allarme arriva dal Regno Unito, dove una recente analisi condotta dalla North London Waste Authority ha evidenziato come ogni settimana in quel Paese vengano usate e gettate via 102 milioni di mascherine usa e getta. Per rendere l’idea, ricoprirebbero un campo di calcio per ben 232 volte, come scrive la giornalista Francesca Mancuso su greenMe.

Purtroppo è vero: le mascherine usa e getta, quelle che ci proteggono dal virus, sono diventate il rifiuto più importante nell’arco dell’ultimo anno e mezzo. Un rifiuto, per intenderci, che ha superato di gran lunga quello delle bottiglie e dei sacchetti di plastica di cui stiamo per liberarci. Un rifiuto, insieme ai guanti in lattice, che la gente abbandona ovunque: per strada, nelle piazze, nei giardini pubblici, nei campi, lungo i sentieri di montagna, in spiaggia, in alto mare.

Un rifiuto che nessuno smaltisce per paura di un eventuale contagio o, più semplicemente, per menefreghismo. Una negligenza imperdonabile che, a livello trasversale, va imputata sia alla maleducazione delle persone sia all’indifferenza degli enti e delle imprese che dovrebbero smaltirle. Tanto che lo studio britannico, nell’invitare ad affrontare il problema che ormai è mondiale, suggerisce di rivederne la produzione invitando ad utilizzare prodotti biodegradabili.

Un problema serio, dunque, che riguarda tutti e che va risolto al più presto. Ho provato, nel mio piccolo, a testare quanto serio possa essere davvero. L’ho fatto, semplicemente, fotografando le mascherine abbandonate lungo il percorso che faccio abitualmente a Camerano, dove vivo, portando a spasso il mio cane. Un percorso di circa un chilometro e mezzo lungo un tratto di Via Loretana, l’area cani nei giardinetti di Via Scandalli, il parco degli orti. Risultato: ne ho incrociate una trentina. In foto la testimonianza di parte di esse.

Considerato che in Italia i Comuni sono oltre settemila, non è così empirico dire che in totale, in un solo chilometro e mezzo di essi, si siano accumulate come rifiuto oltre 237mila mascherine. Se si moltiplica il dato per tutti i possibili chilometri e mezzo percorribili in ogni Comune, si arriverà ad una cifra stratosferica di mascherine abbandonate sul territorio nazionale. Stimiamo, al ribasso, non meno di una decina di milioni? Sono convinto siano di più.

Una stima dello studio britannico parla di quasi due miliardi di mascherine che quest’anno finiranno negli oceani del mondo. Che facciamo, le lasciamo lì? Educare ad un sano e corretto smaltimento due miliardi di cretini, lo vedo poco percorribile. Chiamare a raccolta Greta Thunberg e i suoi seguaci ambientalisti, altrettanto. Finirà come con la plastica: spenderemo miliardi di euro per sbarazzarcene, e tutto grazie alla stupidità e alla maleducazione di tante persone. Le stesse che ogni giorno si lamentano dell’immane spesa pubblica destinata all’ambiente.

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