Chiaravalle – Tennis: Sofia Rocchetti e Tommaso Compagnucci campioni!

Si sono imposti su 126 iscritti ai Campionati regionali assoluti giocati presso il Circolo Tennis Roberto Beni di Chiaravalle

Chiaravalle (AN), 17 settembre 2018 – Tommaso CompagnucciSofia Rocchetti sono i nuovi campioni marchigiani 2018. I Campionati regionali assoluti hanno visto trionfare nei rispettivi tabelloni, per il secondo anno consecutivo, i due giovani tennisti classe 1999 e 2002 protagonisti di uno strepitoso torneo organizzato alla perfezione dal Circolo Tennis Roberto Beni di Chiaravalle il quale, proprio quest’anno, festeggia il suo 50esimo compleanno.

Chiaravalle – Assoluti di tennis: la premiazione del campione regionale Marche 2018 Tommaso Compagnucci (a destra). Al centro, il presidente Fit Marche Emiliano Guzzo

Un evento che ha visto ai nastri di partenza ben 126 iscritti, una cifra record mai raggiunta negli ultimi anni. Tantissimo pubblico alle finali di domenica 16 settembre ma anche in tutte le altre giornate.

La tennista di casa Sofia Rocchetti che si allena in pianta stabile con le migliori under 16 d’Italia presso il centro tecnico federale di Foligno, ha conquistato il titolo vincendo su Francesca Giuliani (Tennis Team Senigallia) 6-1 6-0. Molto più combattuta la finale nel maschile con il maceratese Tommaso Compagnucci (At Macerata) che ha avuto la meglio sull’amico e compagno di allenamento Federico Mazzarini (classe 99 del TC Matelica) per 6-4 7-5.

Chiaravalle – Assoluti di tennis 2018: (a destra), la nuova campionessa marchigiana Sofia Rocchetti

I due giovani classe 99 sono seguiti dai tecnici dell’ASD Nice di Jesi. Si sono invece fermati in semifinale Daniele Mancinelli e  Daniele Giuliani nel maschile, Chiara Alesiani ed Elisa Lauri nel femminile. Alla premiazione erano  presenti il presidente ed il vice presidente della Fit Marche, Emiliano Guzzo ed Andrea Bolognesi.

«I finalisti sono stati quattro giovani under 20 – ha sottolineato il presidente Guzzo – un dato che sottolinea l’attività che il nostro comitato ha svolto negli ultimi anni per la valorizzazione dei talenti marchigiani».

Giudice arbitro del torneo è stato Vincenzo Palumbo.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Ciao Anconitana, benvenuta AnconaMatelica

Come andare a letto in Eccellenza e risvegliarsi in Serie C!


Camerano, 16 giugno 2021 – Incubo o sogno? Delusione o gioia? Opportunismo o riscatto? Elemosina o risarcimento? Tutto ciò, e forse ancora di più, deve aver provato quel tifoso del calcio dorico che ieri ha appreso dello tzunami (positivo?) che ha travolto l’Anconitana del presidente Stefano Marconi. Anconitana e presidente che spariscono dal palcoscenico sportivo per far posto al progetto AnconaMatelica arrivato con la forza di un’onda anomala prodotta da quel terremoto (positivo?) del presidente Mauro Canil da Matelica.

Come andare a dormire sapendo di dover affrontare un’altra tribolata annata calcistica in Eccellenza, per risvegliarsi il mattino dopo con la certezza che non sarà tribolata né in Eccellenza bensì in Serie C.

Un sogno, senza dubbio! Invece, parrebbe proprio di no. Condizionale d’obbligo fintanto che le parole, i progetti, le intenzioni e gli impegni non si trasformeranno in fatti reali, concreti, funzionanti. Parrebbe di no dal momento che patron Canil sembra aver convinto e messo d’accordo tutti: tifosi dorici della Nord, Amministratori comunali (Guidotti e Mancinelli) “Non mi è mai capitato di trovare un’Amministrazione così disponibile”, città, giornalisti, scettici, raccattapalle, venditori di bibite e bastian contrari.

Poteva essere diversamente? No. Ieri, in conferenza stampa alla Mole Vanvitelliana, Mauro Canil da Matelica ha parlato forte e chiaro ai presenti nell’esporre il suo progetto che mette al centro, meglio, al vertice della piramide, lo sviluppo senza se e senza ma del settore giovanile (Progetto Giovani del Territorio) con sei squadre che parteciperanno ai vari campionati nazionali. Ragazzi che preferibilmente verranno cercati sul territorio anconetano/marchigiano prima che altrove.  (Nella foto: il presidente Mauro Canil, l’assessore allo Sport di Ancona Andrea Guidotti, il presidente Stefano Marconi).

Poi, verrà l’interesse per la prima squadra con quelle promesse che tanto sono piaciute alla Curva Nord: la società si chiamerà AnconaMatelica, per poi diventare solo Ancona dalla seconda stagione, la maglia sarà biancorossa, avrà lo scudo del Cavaliere armato. «Mi piace molto il Cavaliere – ha sottolineato Canil, che ha comunque aggiunto con convinzione – Vengo ad Ancona ma non vi prometto nulla, faremo una squadra dignitosa e punteremo a restare nella categoria. Tutto quello che verrà in più sarà ben accetto. Marconi ha promesso una sponsorizzazione per i prossimi 5 anni e noi punteremo a coinvolgere nel progetto le aziende del territorio».

Questo era ciò che il mondo del pallone dorico voleva sentirsi dire, e questo Canil gli ha detto. Servito con lucidità, decisione, convinzione, esperienza (per lui parlano i suoi trascorsi e l’apprezzamento che si porta dietro). L’uomo è sembrato degno, serio, credibile, onesto. Il Presidente lo scopriremo man mano, con la convinzione che nessuno prova  a fare calcio solo per gettare soldi dalla finestra. Qualche tornaconto dovrà averlo pure lui. E se lo sai gestire bene il settore giovanile un tornaconto te lo dà.

Prossime tappe del nuovo progetto: entro il 28 giugno, iscrizione della prima squadra al campionato; entro il 15 luglio cambio nome della società con atto notarile. Punti fermi: la dirigenza resterà quella del Matelica con moglie, figlio e dirigenti vari quasi tutti al femminile. L’allenatore sarà quello del Matelica. Previsto qualche inserimento di figure anconetane.

In chiusura un invito a una riflessione che non vuol significare nulla. Semplicemente, una citazione passata per la mente senza riferimenti a chicchesia. È firmata Massimo D’Azeglio: “Saper campare del proprio, poco o molto che sia, è la prima garanzia di una vita onorata e tranquilla. Quando, invece, si comincia a vivere dell’altrui, addio tranquillità e purtroppo non di rado, addio onore”.

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