Calcio – Le caldissime estati dell’Ancona

Una storia che si ripete da decenni. E questa del 2017 potrebbe essere l’ultima

Ancona – È la terza estate caldissima negli ultimi 13 anni: l’Ancona è ad un passo dallo scomparire per la terza volta dal calcio dopo il 2004 ed il 2010. Andiamo ad analizzare differenze ed analogie e a cercare di capire cosà potrà accadere da qui al 12 luglio, data di scadenza dei termini per l’iscrizione in serie D.

ESTATE DEL 2004

L’Ancona era reduce dal suo secondo campionato di serie A culminato con una retrocessione non proprio onorevole: la squadra di patron Ermanno Pieroni realizzò soltanto 13 punti in 34 partite, vincendo la prima gara soltanto alla vigilia di Pasqua contro il Bologna.

Al termine del campionato la società era sommersa dai debiti, causa di qualche investimento sbagliato (vedi il contratto con la pay tv Gioco Calcio, una piattaforma fallita dopo pochi mesi),  ed a una gestione non proprio limpida che portò il club al fallimento ed alla bancarotta. Pieroni sta ancora finendo di scontare la pena in carcere.

Ermanno Pieroni

Dopo l’esclusione dalla serie B si mise in moto l’allora sindaco Fabio Sturani che organizzò un tavolo di lavoro formato dagli industriali della città, tra i quali Sergio Schiavoni, Massimo Virgili e Paolo Giampaoli: la cordata cercò di ripartire dalla C1 grazie al Lodo Petrucci, abolito anni dopo, ma al momento di mettere nero su bianco saltò tutto.

Sergio Schiavoni decise allora di agire in solitaria e, grazie ai buoni uffici con l’allora vice Premier Gianni Letta, iscrisse la nuova Ancona in C2.

ESTATE DEL 2010

Dopo due campionati di serie B, l’Ancona del manager bustocco Enrico Petocchi quell’anno aveva grossi problemi di liquidità che erano costati alla squadra diversi punti di penalizzazione nell’arco della stagione.

Enrico Petocchi

Entrò in società l’imprenditore Alfredo Villa, che cercò di trovare la fideiussione da 800 mila euro necessaria per iscrivere il club alla serie B: per agevolare la situazione fu venduto al Siena il centravanti Mastronunzio, per oltre 2 milioni (tuttora miglior realizzatore biancorosso del dopoguerra con 54 gol in 113 presenze).

Ma fu tutto inutile, l’Ancona fu esclusa per non aver consegnato la garanzia di quei famosi 800 mila euro. E tanti saluti al credito della vendita di Mastronunzio, che fu utilizzato nei mesi successivi per il pagamento degli arretrati ai calciatori.

Andrea Marinelli

Quell’Ancona non fallì mai. Fu messa in liquidazione (Petocchi provò anche ad iscriverla in Terza Categoria, ma la squadra non si presentò in capo nelle prime 4 giornate e fu prima esclusa ed in seguito radiata).

Anche qui il sindaco, che in quel periodo era Fiorello Gramillano, cercò di radunare imprenditori per provare a ripartire almeno dalla serie D, ma i tifosi, anche grazie o a causa della nascita di Sosteniamolancona, scelsero di ripartire dall’Eccellenza, dal Piano San Lazzaro e da Andrea Marinelli che lo trasformò nell’Ancona 1905.

ESTATE 2017

La situazione dell’Ancona 1905 è diversa da quelle precedenti, se non altro per le prospettive aperte. Il club non ha un euro in cassa ed ha circa un milione e mezzo di debiti fra sportivi e non.

Cosa serve a Miani & company per iscrivere la squadra alla serie D? Il pagamento, entro il 12 luglio, degli stipendi fino al 31 maggio e dei contributi fino al 30 aprile: attualmente la società ha corrisposto ai tesserati, grazie alla fideiussione di Marinelli, gli stipendi ed i contributi fino a febbraio.

In soldoni, quanto serve all’Ancona? Diciamo circa 500 mila euro subito, il resto entro il 30 settembre (per arrivare ai circa 800mila euro di debito sportivo esistente). Più tutto il resto.

Miani, Di Nicola, Schiavoni

Ce la farà Miani nell’impresa? Con questa proprietà certamente no, gli abruzzesi di Ercole Di Nicola nel 2017 non hanno messo neanche un euro nel club. L’ex paladino del calcio etico sta provando a coinvolgere varie cordate, di cui si conosce poco o nulla. Ma con un unico denominatore comune: dopo aver manifestato interesse, scompaiono!

Non è da escludere che Miani possa fare domanda di iscrizione alla D il 12 luglio, ma i documenti saranno ovviamente incompleti: l’obiettivo di una tale manovra potrebbe essere prendersi altre due settimane di tempo per arrivare al 26 luglio, quando la LND comunicherà le iscritte e le escluse.

Alternative? A differenza del 2004 e del 2010 attualmente nessuna. Sergio Schiavoni sta cercando di trovare risorse per formare una nuova società, ma al momento tutti suoi tentativi sono caduti nel vuoto. La prospettiva è che l’estate del 2017 possa essere quella più calda nella storia dell’Ancona e che soprattutto possa essere l’ultima.


Un commento alla notizia “Calcio – Le caldissime estati dell’Ancona”:

  1. f says:

    nessuno ha contatti con i della valle?
    in prima squadra ci mandano i tanti giovani acerbi da firenze che non sono da serie A e che devono maturare, nel contempo si instaura una scuola calcio SERIA in ancona in stile cantera.

Lascia un commento

Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Come cambia l’informazione al tempo dei social

La capacità delle Amministrazioni comunali di trasmettere il proprio operato


Camerano, 16 maggio 2022 – È fuori da ogni dubbio o discussione: l’avvento dei social ha letteralmente stravolto il mondo della comunicazione, il modo di fare informazione e dare le notizie. A volte migliorando le cose, a volte peggiorandole in modo inaccettabile e, spesso, dannoso.

L’avvento del web, e di piattaforme come Facebook, Tik Tok, Twitter, WhatsApp, Telegram, ha aperto spazi infiniti e fatto crollare muri dell’incomunicabilità prima inaccessibili. Ma, se da un verso ha messo in comunicazione fra loro gli individui di tre quarti del mondo, da un altro ha concesso diritto di parola e di replica anche agli imbecilli che, considerati certi interventi visti su Facebook, prolificano a tutte le latitudini dell’emisfero. Umberto Eco docet, quando affermò: «I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel. È l’invasione degli imbecilli». Era il giugno del 2015.

La sua affermazione, oggi, è stata ampiamente dimostrata. Nel campo della comunicazione, che andrebbe trattata con molta delicatezza, ci si sente tutti giornalisti. Tanti, troppi i novelli Indro Montanelli o Enzo Biagi che sia, pronti a dare per primi lo scoop giornaliero di quanto accaduto sotto casa, o al vicino di pianerottolo, o in piazza, o dall’altro capo del mondo, con il risultato di spargere spazzatura a destra e a manca. Tanti, troppi quelli che riprendono dai social una news e, convinti d’essere gli unici, la fanno rimbalzare qua e là aggiungendo – o togliendo – qualche contenuto. Tanti, troppi quelli che gli danno seguito, non verificano le fonti e contribuiscono ad allagare l’oceano delle fake news.

Poi, ci sono gli Enti pubblici, i Comuni che, come diretta conseguenza dell’avvento dei social, sono stati costretti a dotarsi di Uffici stampa per soddisfare con comunicati giornalieri le bocche fameliche delle miriadi di testate giornalistiche (tra cui la nostra), nate grazie alla facilità di comunicare attraverso i social. Oggi, un Ufficio stampa non si nega a nessuno, ce l’hanno quasi tutti, anche quelle piccole realtà che un tempo non se lo sognavano neppure lontanamente. Anche se, spesso, a gestire un Ufficio stampa non sono giornalisti iscritti all’Ordine ma figure che l’Ordine dei giornalisti non sa neppure dove sia.

E veniamo alle dolenti note. Mica tutti i Comuni si sono attrezzati seguendo le regole e la legge; addirittura, alcuni Comuni non si sono attrezzati affatto. In alcuni Comuni il Sindaco, vuoi per risparmiare, vuoi perché si considera la reincarnazione di San Francesco di Sales, vuoi perché di comunicare quel che fa non gli interessa affatto (un modo comodo comodo per farsi gli affari propri), l’Ufficio stampa se lo fa da sé. Quando comunica.

Corriere del Conero da sei anni ormai informa i propri lettori attraverso sei pagine dedicate ad altrettanti Comuni: Camerano, Castelfidardo, Loreto, Osimo, Numana, Sirolo; più una settima pagina, chiamata Dal Mondo, dove finiscono tutte le altre notizie che arrivano da Ancona e dalle altre quattro province marchigiane. La nostra è un’informazione a carattere regionale anche se, grazie al web, siamo letti in tutto il mondo.

In questi sei anni abbiamo collaborato – a volte scontrandoci – con questi Comuni e i rispettivi Sindaci. Non tutti sono attrezzati come dovrebbero nel comunicare ai giornali il proprio operato. Ma va detto che comunque la figura del Sindaco è quella che la fa da padrone, nel bene e nel male. C’è Sindaco e Sindaco, c’è chi esagera e chi se ne frega, c’è chi favorisce una testata a scapito di un’altra, c’è chi informa il meno possibile e chi ti sommerge di comunicati ma nel modo sbagliato. Ecco, di seguito, una nostra personale classifica stilata in base alla nostra esperienza e riferita ai Comuni che informiamo.

posizione

Comune

motivazione
1OSIMOHa un sito web ufficiale e una pagina social. Non ha un Ufficio stampa. Alcuni comunicati arrivano dalla segreteria del Sindaco; altri dal gruppo consiliare del PD; moltissimi dal sindaco Pugnaloni in persona che elogiamo per la sua puntualità, l’ampiezza dell’informazione e la completezza dei comunicati quasi sempre corredati da foto. Merita ampiamente il primo posto anche grazie al fatto che Pugnaloni ha creato una chat riservata ai soli giornalisti.
2CASTELFIDARDOHa un sito web ufficiale e una pagina social. Ha una persona che cura l’Ufficio stampa e puntualmente contatta i giornali attraverso Telegram. I suoi comunicati sono ampi, corredati da foto e informano su tutto lo scibile del Comune e anche qualcosa in più.
3ANCONAHa un sito web ufficiale e più di una pagina social. Ha un Ufficio stampa che impiega diversi giornalisti professionisti, strano trovare un Capoluogo di regione al terzo posto. La sua comunicazione verso le testate giornalistiche è la più ampia in assoluto. Peccato che, nonostante in redazione arrivino quotidianamente montagne di comunicati, questi spesso sono privi di fotografie e, dunque, impubblicabili per una testata online come la nostra. Con la forza lavoro che ha, potrebbe fare molto di più. Problema segnalato più volte.
4SIROLOHa un sito web ufficiale che potrebbe essere migliorato e una pagina social. Non ha un Ufficio stampa. Insieme a Numana è il Comune con meno residenti (Sirolo, 4mila e rotti; Numana 3.700 e rotti). La comunicazione ai giornali la fa quasi esclusivamente il sindaco Filippo Moschella, spesso rubando tempo al suo tempo libero. Nonostante ciò, da quando in Comune c’è lui la comunicazione da e su Sirolo è migliorata parecchio.
5NUMANAHa un sito web ufficiale e uno per il turismo e una pagina social. Ha un Ufficio stampa curato da una persona. Anni addietro la comunicazione con le testate giornalistiche locali era continuativa, tanto che Numana ricopriva posizioni di vertice nella ns. classifica. Da un paio d’anni a questa parte la comunicazione, molto ricca, si è concentrata sulla stagione turistica estiva, lasciando piuttosto scoperto il resto dell’anno. Peccato!
6LORETOHa un sito web ufficiale e una pagina social. Non ha un Ufficio stampa. Almeno, a noi non risulta: non riceviamo comunicati da questo Comune da almeno un anno. Abbiamo contattato per questo il sindaco Moreno Pieroni che si è detto sorpreso e che avrebbe provveduto. Ad oggi, non ha provveduto affatto. La sua comunicazione, tutta personale, per quel che ne sappiamo l’affida ad un videomessaggio che pubblica settimanalmente, tutti i lunedì, sulla pagina social del Comune.
7CAMERANOHa un sito web ufficiale e una pagina social. Non ha un Ufficio stampa. Spiace vedere Camerano all’ultimo posto, ma tant’è, nonostante qui abbia sede la nostra testata. All’inizio del suo mandato il sindaco Oriano Mercante, contattato telefonicamente dal giornale per approfondire un tema, rispose che lui per telefono non rilasciava dichiarazioni, e che avrebbe risposto con i comunicati stampa. Sono passati sette mesi ma di comunicati a firma del Sindaco non ne abbiamo mai ricevuti. Nulla è cambiato, tra l’altro, rispetto all’Amministrazione precedente. Alla ns. redazione manca tantissimo l’assessore Costantino Renato, puntualissimo e molto professionale nei comunicati alle testate giornalistiche.

 

© riproduzione riservata


link dell'articolo