Ancona – Si riaccendono le luci sulle pedane del Palascherma

Prima prova regionale Under 14 e Qualificazione spada Cadetti e Giovani

Ancona, 27 ottobre 2021 – Si riaccendono le luci sulle pedane del Palascherma di Ancona che ha ospitato nello scorso week-end la prima Prova di Qualificazione Spada Cadetti e Giovani e la Prova Regionale Gran Premio Giovanissimi.

a sx, Valentina Vezzali durante le premiazioni

Presenza di gran lusso quella del sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri per lo Sport Valentina Vezzali assieme al presidente del Club Scherma Marche Maurizio Pennazzi. A sfidarsi i giovanissimi atleti giunti da tutta la regione delle categorie Maschietti, Bambine (10 anni), Giovanissimi e Giovanissime (11 anni) Ragazzi e Ragazze (12 anni), Allievi e Allieve 13 anni).

Ma andiamo a vedere come ai sono comportati i nostri atleti in pedana:

Categoria Maschietti di Fioretto Maschile un eccellente secondo posto per Enrico Maurino. Nella stessa categoria ma Bambine 2011, due terzi posti rispettivamente per Silvia Speciale e Ginevra Sant’Angelo. Terzo posto anche tra le Giovanissime per Agnese Maniscalco.

Salendo di categoria, Ragazze/Allieve (2008/2009) da registrare il secondo posto di Sophia Di Paolo (reduce dal bronzo ai campionati italiani di categoria), il terzo posto di Anna Sofia Cantarini (reduce dall’ottava posizione ai campionati italiani di categoria), e il settimo posto per Nicolle Calai.

Nella categoria ragazzi/allievi di Fioretto (2008/2009) due terzi posti per Sergio Della Gatta e Filippo Straniero e un ottavo per Jacopo Maniscalco. Purtroppo, Leonardo Gambitta e Francesco Barocci per pochissimo hanno fallito l’assalto decisivo per l’ingresso nei primi otto.

A guidare il Club dorico del presidente Pennazzi, che giocavano in casa, le Maestre Maria Margherita Mattei e Marina Montelli.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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