Ancona – Scherma: Sophia Di Paolo regina a La Spezia

La giovanissima rappresentante del Club Scherma Ancona lascia poche stoccate alle avversarie

Ancona, 21 aprile 2019 – É sempre protagonista nelle ultime gare cui prende parte la giovanissima atleta del Club Scherma Ancona. Una corsa insaziabile verso la vittoria, per la baby Sophia Di Paolo, in ogni competizione

Questa volta i successi arrivano da La Spezia (Liguria), dove la Di Paolo ha conquistato il primo posto della 2ª Prova Gran Prix Kinder + Sport categoria Bambine, dominando la gara fin dai gironi (7 vittorie su 7) e proseguendo nell’ascesa del tabellone fino alla finale, lasciando ben poche stoccate alle avversarie di turno. Una prova di carattere che l’ha portata alla conquistata del titolo rimediando, dai 32esimi di finale in poi, solo 21 stoccate contro le 50 inflitte alle avversarie.

Sophia Di Paolo vittoriosa anche a La Spezia

Un Gran Prix, quello di La Spezia, che non si era aperto nel migliore dei modi per i ragazzi e le ragazze del club dorico che nella prima giornata di gare non hanno certamente brillato. Nel fioretto femminile cat. Giovanissime 32ª piazza per Elisa Adoul, seguita a ruota da Gaia Corsino 34ª. Discorso analogo per il fioretto maschile cat. Giovanissimi, che vedeva Tommaso Chiarini nella 73ª piazza e Alessandro Baldelli nell’82ª. Nella cat. Allieve discreto piazzamento per Sara Mariucci, la migliore con la sua 20ª piazza al termine della gara. Più indietro Ludovica Masera 40ª e Caterina Pacetti 42ª.

Nella categoria Bambine, Isabella Canu ha arrestato la sua corsa nel tabellone ai 32esimi, sconfitta per 10-4 dall’atleta del Club Scherma Cuneo Alice Gonnella. 22ª posizione finale per lei, con la consapevolezza che i suoi mezzi possono portarla a posizioni di più alto spessore e che una gara “storta” può capitare a tutti.

Nella categoria Bambini, tre gli atleti in gara: Giovanni Mandolese, 102°; Jacopo Maniscalco, 103° e Raffaelli Christian, 152°.

 

di Paolino Giampaoli


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Europee 2019: al voto! al voto! 2

Tra ieri, oggi, domani e domenica al voto in 400 milioni


24 maggio 2019 – Per il nono rinnovo del Parlamento dell’Unione europea sono chiamati alle urne 400 milioni di elettori. Ieri hanno iniziato a votare nel Regno Unito e nei Paesi Bassi; oggi toccherà all’Irlanda, sabato 25 maggio alla Lettonia, Repubblica Ceca, Malta e Slovacchia. Infine, domenica 26, tutti gli altri Paesi dell’Unione Italia compresa.

Domenica pomeriggio, alle 18, 19 e 20, con i seggi ancora aperti in molti Paesi, l’Europarlamento diffonderà le prime stime. Ma bisognerà attendere le 20.15 per avere il primo dato aggregato su 12 Paesi, e le 21.15 per i restanti 16 Paesi. A chiusura dei seggi, dopo le 23, arriveranno le prime proiezioni sulla consistenza e la composizione dei gruppi parlamentari.

Brexit Regno Unito – Ora che la data limite per l’uscita dall’Eu del Regno Unito è stata fissata al 31 ottobre, il paradosso è che Londra manderà a Strasburgo 73 eurodeputati che, se l’accordo del ritiro venisse approvato entro il 30 giugno, non si insedierebbero neppure dal momento che il nuovo Parlamento s’insedia il 2 luglio. Se ciò dovesse avvenire, dei 73 seggi 46 verranno congelati e 27 redistribuiti fra i 14 Paesi che ne hanno diritto. All’Italia ne andrebbero 3.

In Francia il voto europeo viene considerato un vero e proprio referendum su Macron. Il presidente è in calo nei sondaggi per via degli scandali di Palazzo, dimissioni di ministri e proteste dei gilet gialli. Lo spauracchio dell’astensionismo è forte: secondo i sondaggi 3 giovani su 4 non si presenteranno alle urne.

La Germania è il Paese che esprime più eurodeputati: 93. I sondaggi dicono che la Cdu-Csu della cancelliera Merkel viaggia su un solido 30%, l’ultradestra dell’Afd è ferma al 13% così come liberali e sinistra. A stravolgere tutto potrebbero essere i Verdi, secondo partito al 20%. Con l’Spd che rischia d’incassare il peggior risultato degli ultimi decenni. Se così avverrà, sarebbe la fine per la Grosse Koalition messa in piedi dalla Merkel.

In Spagna, con il socialista Sànchez da un mese vittorioso delle Politiche ma non ancora in grado di formare un Governo, i sondaggi vedono in calo il Pse e i popolari, mentre sono in crescita la sinistra di Podemos e il centrodestra di Ciudadanos. Vera incognita l’ultradestra sovranista di Vox, per la prima volta alle elezioni europee.

Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia – il Quartetto di Visegrad – sono considerate illiberali ed euroscettiche, portatrici dell’ondata populista. Mine vaganti ma solide nei loro princìpi di difesa della sovranità e del territorio. Resta da vedere come reagiranno i loro elettori nelle urne.

Della situazione dell’Italia ne ho parlato nel precedente editoriale. Comunque andrà, il 27 maggio nulla sarà più come prima. A meno che l’attaccamento alla poltrona dei gialloverdi non sarà più forte delle loro innegabili differenze. Prevedo un carico di superlavoro per il Presidente del Consiglio Conte un superSarto che, se vorrà durare, dovrà ricucire molti superstrappi.


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