Ancona Matelica, prolungato il contratto del ds Micciola

Blindato il direttore sportivo biancorosso fino al 2024

Ancona, 8 settembre 2021 – L’Ancona Matelica prosegue sulla strada della continuità rispetto al proprio progetto, rinnovando la fiducia al direttore sportivo Francesco Micciola fino al 2024.

Mauro Canil, patron dell’Ancona Matelica

«Quando siamo arrivati ad Ancona lo scorso giugno – ha dichiarato il patron Mauro Canil siamo stati molto chiari nel presentare sin da subito le basi del nostro progetto, fondato sui giovani e con una durata di tre-cinque anni. Per quanto riguarda il Settore Giovanile, abbiamo con noi una figura importante come Alberto Virgili, che ormai da qualche anno è diventato parte integrante della nostra famiglia e a cui quest’anno spetta una responsabilità ancora maggiore. Per quanto riguarda il resto, per dare seguito ai nostri programmi non potevamo prescindere dalla conferma di una pedina importante come Francesco Micciola!»

Francesco Micciola e Roberta Nocelli

«Scegliere Francesco come direttore sportivo – ha commentato la dg Roberta Nocelli è stato un passo importante e di svolta per la nostra società. Ne vado decisamente orgogliosa. Abbiamo vinto tutto quello che c’era da vincere insieme, abbiamo creato un rapporto serio basato sulla stima reciproca e sull’unità di intenti. Siamo forti, inattaccabili, non lasciamo mai porte aperte a polemiche o ad inutili fraintendimenti. Ci parliamo in faccia ed insieme affrontiamo le sfide con coraggio e determinazione».

«Ringrazio la Proprietà, il presidente Mauro Canil, tutta la sua famiglia e la dg Roberta Nocelli – ha dichiarato il ds Francesco Micciola alla sua quarta stagione in biancorosso – per la fiducia dimostratami. Tutti insieme vogliamo portare avanti nel miglior modo possibile il percorso che abbiamo intrapreso la scorsa estate in una piazza importante come è Ancona, che sono onorato di rappresentare. Faremo del nostro meglio per dare a questa città, che ci ha sin da subito accolto alla grande, le soddisfazioni che merita, creando la giusta alchimia e un corpo unico tra squadra, Società, ambiente e tifoseria».

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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