Ancona – Le ragazze che amano il calcio lo giocano

Con Stella d’Oro calcio femminile ora si può

Ancona, 11 luglio 2019 – È fuor di dubbio: la splendida avventura delle ragazze azzurre ai mondiali di calcio femminile di Francia 2019, è stata uno stimolo irresistibile per tante giovanissime ragazze desiderose di avvicinarsi alla pratica di questo sport.

Ed è per dare seguito e risposte pratiche a tali desideri che la squadra di calcio femminile Stella d’Oro di Ancona si sta muovendo. Lo fa promuovendo una serie di tornei estivi a luglio, il primo dei quali è previsto a Palombina Nuova il 24-25-26 luglio presso lo stabilimento “Romano”, con la formula 3 contro 3, a cui possono partecipare e confrontarsi tutte, sia chi vuole provare a giocare sia chi da tempo vuol tornare a calpestare i campetti.

All’insegna dell’allegria e della spensieratezza che contraddistinguono le ragazze della Stella d’Oro, il nuovo progetto tende a creare una rete virtuosa di riferimento per la provincia di Ancona. Falconara, Agugliano, Polverigi, Osimo e Camerano sono tra i primi centri che hanno aderito all’iniziativa.

A creare affiatamenti ed imbastire schemi sarà la puntuale attività ludica e tecnica dello staff guidato da Silvia Romano, Maurizio Reggiani e gli altri allenatori. Il team, inoltre, si avvale della collaborazione con la Università di Urbino, la presenza di un docente con laurea in scienze motorie per l’insegnamento alle scuole e un terapista. In ultimo, l’organico tecnico si amplia con la collaborazione dello staff tecnico della Jesina calcio femminile di cui la Stella D’oro è satellite.

Per info: Silvia Romano 338.379.4451 – Maurizio Reggiani 348 076 5614;

e-mail: stelladoro2018@gmail.com

 

di Silvia Tamburriello e Irene Coltrinari      


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Quando gli stalker sono i genitori

Coniugi anconetani riempiono di botte il fidanzatino della figlia


Ancona, 16 luglio 2019 – Negli ultimi mesi, per un giovane ventenne anconetano incrociare per strada i genitori della sua fidanzata era diventato un incubo ma, soprattutto, indice di dolore. Vero e proprio dolore fisico, fatto di minacce, botte e atti persecutori nei suoi confronti. Al punto che il giovane, proprio per evitare il ripetersi degli atti sulla sua persona, era stato costretto a cambiare abitudini.

La ragione dello stalking e delle lesioni aggravate? Semplice, i genitori della ragazza disapprovavano la relazione tra la propria figlia e il giovane, per timore che lui la inducesse ad atti non del tutto consapevoli anche di natura sessuale. Così, prima che potesse succedere qualcosa d’irreparabile fra i due giovani, i genitori di lei ogni volta che incontravano il fidanzato lo riempivano di botte, insulti e minacce.

Nei confronti dei due coniugi “aggressori” è scattato, ad opera del gip Sonia Piermartini su richiesta del pm di Ancona Rosario Lionello, il divieto di avvicinarsi e comunicare con il giovane anconetano. Dalle indagini, sono state raccolte dichiarazioni e relativa documentazione degli episodi di minacce, percosse e persecuzioni segnalate dal ragazzo in varie denunce. Come a inizio maggio scorso, quando il padre della ragazza, dopo averlo pedinato, lo avrebbe colpito con un calcio fratturandogli la mano destra; o, sempre a maggio ma a fine mese, la madre della ragazza lo avrebbe preso a schiaffi e graffiato sul viso.

Lo so, fare il genitore è il mestiere più difficile del mondo. Azzeccare i sì e i no detti ai propri figli al momento giusto, con il tono giusto, è come azzeccare un terno al lotto. Un padre può essere geloso della propria figlia – chi non lo è stato? – ed è giusto che per lei aspiri al massimo possibile sul mercato dei “fidanzatini”, ma da qui a riempire di mazzate un fidanzatino non gradito ce ne corre! E poi per cosa? Per una presunzione di atti – anche sessuali – che non si sono realizzati ma che potrebbero, perdurando la relazione…

A leggere certe notizie c’è da stentare a crederci. Eppure siamo ad Ancona ed è luglio 2019 . Ai coniugi anconetani vorrei dire: a) “Se tra vostra figlia e il giovane ventenne è vero amore, non saranno certo le vostre botte e minacce a cambiare il corso delle cose”; b) “Ma davvero avete così scarsa considerazione e fiducia nei confronti di vostra figlia?”; c) “Noi non siamo i nostri figli, dobbiamo lasciare che facciano le loro esperienze, non le nostre; il nostro compito è quello d’intervenire quando ci chiedono aiuto o un consiglio, non di fare prevenzione riempiendoli di mazzate!


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