Ancona – Howe torna in gara al Palaindoor

Il primatista italiano del salto in lungo atteso domenica 29 gennaio

Ancona – Questo è l’ultimo weekend che precede la serie di rassegne tricolori, in programma nel mese di febbraio nell’impianto del capoluogo marchigiano. Domani, domenica 29 gennaio, ad Ancona tornerà in gara nel salto in lungo Andrew Howe (Aeronautica).

Andrew Howe all'ultimo meeting di Rieti dove ha ritrovato buone senzazioni e risultati
Andrew Howe all’ultimo meeting di Rieti dove ha ritrovato risultati e buone sensazioni 

il primatista nazionale assoluto della specialità, argento mondiale nel 2007 e due volte campione europeo, adesso si allena insieme a Fabrizio Donato, bronzo olimpico del triplo nel 2012.

«Sarà quasi una liberazione – dichiara Howe – e onestamente non mi aspetto grandi cose, l’obiettivo è riassaggiare la pedana indoor dopo tanto tempo. Con un approccio alle gare gioviale e gioioso la gara diventa un momento liberatorio. Mi sto ritrovando, mentalmente sto tornando l’Andrew dei Mondiali U20, quello che se ne fregava di tutto, si divertiva e non aveva paura di niente. Quando l’atletica era un gioco. Non so se a questo corrisponderanno anche le misure – continua Andrew – il mio fisico ne ha passate tante, ma in questo momento sono contento del mio percorso. È una sensazione rara: comunque andrà, qualunque sia la misura con cui chiuderò il 2017, sono felice di essere qui. Mi sto divertendo e ho ritrovato il sorriso»

Inizio della gara alle 17.00 di domenica, atteso anche il campione italiano in carica Stefano Tremigliozzi (Aeronautica).

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Nei 200 metri sfida tra le staffettiste azzurre Maria Benedicta Chigbolu (Esercito), Maria Enrica Spacca (Carabinieri) e Chiara Bazzoni (Esercito), che agli Europei di Amsterdam hanno conquistato il bronzo della 4×400, opposte a Raphaela Lukudo (Esercito), mentre nella pedana del triplo salterà Dariya Derkach (Aeronautica) e sui 60 ostacoli Veronica Borsi (Fiamme Gialle), argento continentale nel 2013, con la campionessa europea allieve Desola Oki (Cus Parma).

Oggi invece, sempre nel capoluogo marchigiano, Spacca attesa sui 400 metri e Bazzoni nei 60 dove troverà Anna Bongiorni (Carabinieri), mentre il rettilineo dei 60 al maschile vedrà in azione Jacques Riparelli (Aeronautica), con Michele Tricca (Fiamme Gialle) sul doppio giro di pista.

Nel triplo maschile in gara il campione italiano all’aperto Daniele Cavazzani (Studentesca Rieti Milardi), nel peso femminile Julaika Nicoletti (Carabinieri).

Tanti atleti marchigiani in pista, alla ricerca della migliore condizione verso i campionati italiani. Sempre oggi, sui 60 metri le juniores Sonia Kebe (Team Atl. Marche), sprinter di Corridonia, ed Elisa Maggi (Atl. Fabriano), al maschile lo junior Vittorio Massucci e l’allievo Mattia Mecozzi, ambedue della Sport Atletica Fermo, mentre nei 400 l’allieva pesarese Elisabetta Vandi (Atl. Avis Macerata) che scenderà in gara anche sui 200 di domenica, quando Nicola Cesca (Atl. Avis Macerata) sarà al via dei 60 ostacoli.


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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